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da anrp.it [ fonte foto ] e archivio.quirinale.it [ fonte ]

La consegna della targa avvenne al termine dell’inaugurazione del Monumento “Agli Aviatori d’Italia” a Verona alla presenza del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, del Comandante delle Frecce Tricolori, Ten. Col. Corrado Salvi, del Sindaco di Verona, Dott. Ugo Gabriele Sboarina, del Presidente dell’Associazione Nazionale Arma Aeronautica, Gen. di Sq. A. Giulio Cesare Graziani, del Capo di S.M. dell’Aeronautica, Gen. di Sq. A. Lamberto Bartolucci e del Ministro della Difesa, On. Avv. Lelio Lagorio.

Dopo l’inaugurazione, fu lo stesso Presidente della Repubblica a dare la Targa “Icaro” dell’A.N.R.P. (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’internamento, dalla guerra di liberazione) alla memoria del Ten. Col. Antonio Gallus – deceduto in addestramento l’anno prima – alla figlia del militare, con la seguente motivazione:

Il Comitato Permanente di Presidenza all’unanimità conferisce al

Tenente Colonnello Pilota Antonio Gallus

la targa di Benemerenza Icaro 1981

Ufficiale Superiore Pilota, capo formazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale fin dal 1975.

Conduceva in volo i velivoli della formazione con mirabile maestria e sicurezza grazie all’entusiasmo, alla notevole esperienza ed all’elevata professionalità acquisita in lunghi anni di costante ed appassionato impegno.

Le superiori doti di coraggio e la competenza sempre dimostrate o consentivano di dirigere e coordinare perfettamente le esaltanti manovre acrobatiche dei propri gregari e di imporsi al consenso ed all’ammirazione generale negli interventi della formazione in Italia ed all’estero, confermando il prestigio dei colori nazionali.

Il 2 settembre 1981, in un tragico incidente di volo, perdeva la giovane vita, intensamente vissuta al servizio della Patria, fulgido esempio di virtù umane e militari, in armonia con le più luminose tradizioni dell’Aeronautica Militare“.

Capo Stato Maggiore della Difesa, Gen. C. A. Vittorio Santini
Il Presidente Nazionale A.N.R.P., Gen. C. A. Francesco Cavalera
Verona, 3 ottobre 1982

Verona: Pertini inaugura il monumento agli aviatori

Nell'ambito della festa dell'Aeronautica

Una scuola dedicata al fratello del Presidente della Repubblica

da Il Piccolo, 4 ottobre 1982, p. 2

VERONA — Una scuola che porta il nome di «Eugenio Pertini» è il regalo che la città di Verona ha fatto al Presidente della Repubblica, che nella città scaligera ha inaugurato ieri, alla presenza del ministro della difesa, Lelio Lagorio, il monumento agli «aviatori d’Italia».

«Questo mio fratello al quale ero tanto legato, ha portato la sua pietra alla costruzione del grande edificio che è la democrazia in Italia — ha detto con voce commossa il Presidente ai bambini in grembiulino bianco della “Eugenio Pertini” —. Spero tanto che ricorderete un giorno anche questo vostro fratello maggiore, che è venuto a trovarvi oggi».

Eugenio Pertini era entrato nella Resistenza attiva dopo che si era diffusa la notizia, risultata in seguito infondata, della fucilazione del fratello Sandro, a Roma. Arrestato dai tedeschi, Eugenio era stato deportato nel campo di concentramento di Flossenburg, in Germania, dove morì poco prima della fine della guerra.

Prima di recarsi alla scuola – dove ha invitato i giovani «a credere nella Repubblica, e a stringersi attorno ad essa perché, nonostante tutto quello che accade, è e rimane un’autentica democrazia» -, il Presidente era stato accolto da una folla strabocchevole nella piazza Renato Simoni, dove ha inaugurato il monumento agli aviatori opera della scultrice veronese Lorenza Pagano Bonvicini. La cerimonia rientrava nel quadro della decima festa dell’Aeronautica.

Pochi e brevi discorsi, privi di retorica, del sindaco di Verona e del capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Lamberto Bertolucci. Il ministro Lagorio, per il governo, ha portato soltanto un breve «pensiero»: «Il monumento che lei scopre — ha detto rivolto a Pertini — è un monumento al valore e al lavoro del popolo italiano; la manifestazione di oggi è un riconoscimento alle tradizioni più sane e più salde della nostra gente».

Subito dopo, il tradizionale taglio del nastro, che ha fatto cadere gli ampi teli tricolori che avevano fino ad allora nascosto il monumento: 26 quintali di bronzo, 80 elementi che, uniti gli uni agli altri, rappresentano l’alzarsi in volo di uno stormo di gabbiani.

Prima di separarsi dai veronesi e dagli aviatori ed ex aviatori giunti da tutta Italia, Pertini ha consegnato la targa «Icaro» alla figlia sedicenne del ten. col. Antonio Ga-lus, Claudia. Il comandante Gallus, comandante delle Frecce tricolori, era precipitato col suo aereo il 2 settembre dello scorso anno, dopo una collisione, durante un volo di addestramento, con un compagno di squadriglia.

Da parte loro, i radunisti, dopo la cerimonia, hanno raggiunto piazza Brà, dove è stata allestita una grande mostra dell’aeronautica militare: nel vallo dell’arena e davanti al palazzo della Gran Guardia, velivoli militari antichi e moderni hanno suscitato l’ammirazione e l’interesse di tutti. In piazza Brà, gli aviatori in congedo sono stati raggiunti dal Presidente Pertini, che con loro ha voluto bere un aperitivo in un bar del centro, un’abitudine cui il Capo dello Stato non ha mai rinunciato durante le sue visite a Verona.

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