Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2022

del Magg. Massimo Tammaro
da “Air Show”, Organo Ufficiale della Federazione Italiana Operatori Manifestazioni Aeree
anno 1, n° 0, maggio 2006 – p. 12 e segg. [ fonte ]

Ormai sono passati molti mesi, le olimpiadi invernali sono un bel ricordo specialmente per chi ha potuto viverle direttamente seguendo gli atleti sui campi di gara. Momenti con il fiato sospeso e delusioni, gioia e lacrime hanno caratterizzato Torino 2006. Allo spettacolo delle gare si è aggiunto, nell’attesa dell’evento, lo spettacolo offerto dalle Frecce Tricolori, chiamate direttamente dalla Rai a realizzare le immagini della sigla Tv che preannunciava l’evento. Nelle prossime righe scoprirete i dettagli della realizzazione di questa manovra, la preparazione e gli studi che hanno portato al volo ripreso dalle telecamere RAI del 22 Novembre.

Senza tralasciare le emozioni caratteristiche dei giochi ma forti anche a bordo mentre i piloti erano impegnati nella manovra. Per chi ha visto la sigla il parallelismo fra atleti e piloti era immediato e riconoscibile, curve sugli sci e virate in aria, salti dal trampolino e ripide cabrate.

Due tipi di sport caratterizzati dalla ricerca dell’estremo ma anche da una meticolosa preparazione supportata dalla tecnologia dei giorni di oggi e dalla esperienza data dalle tradizioni. “Questa manovra è unica” dice il Comandante delle Frecce, Paolo Tarantino “quando ho saputo della richiesta fatta dalla Rai era Ottobre mancavo pochissimo alla messa in onda. Ci siamo subito messi all’opera. Si può fare con i colori originali dei cerchi olimpici? mi hanno chiesto”.

La risposta è arrivata dopo poco. Tecnicamente si sarebbe potuto fare ma non c’era abbastanza tempo.

La manovra è nata nella Sez. Operazioni, che racchiude in se i piloti più esperti del Gruppo.
Il Leader e il numero 6 assieme al solista hanno cominciato a verificare i parametri di volo necessari per l’esecuzione. Prima pensandola con un solo velivolo.

“Il problema” dice il capoformazione Massimo Tammaro ”non è stato solo capire quali erano i parametri migliori, ma adattarli alle esigenze di riprese che ci costringevano a volare molto alti per entrare tutti nell’obiettivo della telecamera togliendoci la possibilità di condurre il nostro volo seguendo dei punti di riferimento a terra”.

Il volo si sarebbe svolto con questi parametri:
Quota: 7000 ft
Velocità: 165 KIAS
Flaps: T/O (posizione di decollo)
Motore: FULL
Bank: ≈ 70° / 2,8G (o quanto basta per mantenere velocità e quota)

Primo volo l’8 Novembre 2005. Un solo velivolo. A bordo il solista Andrea Rossi assieme al Cap. Andrea Braga. A terra in biga il Capoformazione in contatto radio con il velivolo. La manovra viene ripetuta più volte per circa un’ora. Vengono verificati i punti di riferimento, la tempistica dei comandi radio, le difficoltà di esecuzione della manovra. I tre piloti, in fase di debriefing dopo il volo, sono soddisfatti. La loro esperienza li ha aiutati trovare subito i parametri corretti, con il poco tempo a disposizione questo è sicuramente positivo. Tant’è che il volo successivo si può già programmare per il giorno dopo e già con una piccola formazione di 3 velivoli.

Secondo volo 9 Novembre. 3 velivoli guidati da terra dal Comandante. A bordo 2 piloti per aereo in modo da ridurre i tempi di apprendimento. Anche qui un’ora di volo. Si sperimenta per la prima volta quella che sarà l’idea vincente nell’esecuzione della manovra. Il capoformazione l’ha avuta durante le prove del giorno prima. I velivoli non vireranno tutti nella stessa direzione ma avranno direzioni opposte. In questo modo lo spettatore si rende conto di cosa gli aerei stanno disegnando nel cielo solo alla fine aggiungendo così una sorpresa alla sorpresa.
Ancora debriefing e piccole correzioni.

Terzo volo 21 Novembre. Sono passati più di 10 giorni. Ora ogni pilota sa esattamente cosa deve fare. È mattina quando si prova la formazione dei cerchi al completo ed un solo velivolo a simulare il tricolore che nella sigla sottolineerà la manovra principale. In volo i leader delle due sezioni sono il capoformazione per i 5 velivoli impegnati nel disegnare i cerchi ed il comandante per la sezione del tricolore. Per lui non è facile anche se la manovra è di per se poco complessa; una linea dritta, ma che deve essere sempre equidistante dai cerchi e che soprattutto deve iniziare e finire con gli stessi tempi degli altri 5 velivoli. La TV non aspetta. In biga uno degli ideatori il Cap. Rudy Barassi. Da adesso in poi a lui ed alla sua quasi decennale esperienza viene affidato il difficile compito di gestire il volo coordinandolo con le esigenze della troupe di terra.

Quarto volo 21 Novembre pomeriggio inoltrato. Giornata perfetta per la prova generale. La Sezione tecnica riesce a garantire i 10 velivoli pronti più la riserva nonostante il periodo invernale sia dedicato alla manutenzione degli aerei dopo la faticosa stagione delle manifestazione estive. Decollano in formazione. Tempo ottimo. Un’ora di volo, 6 prove e poi briefing con l’attesa visione del filmato che conferma le impressioni dei piloti. La manovra è pronta non ci sono più correzioni. Domani si va in scena.

Quinto e Ultimo volo 22 Novembre. L’attività a terra è frenetica la Rai inizia a riprendere fin dal mattino. Per ottimizzare i tempi tutte le riprese, comprese quelle del “dietro le quinte” e le interviste vengono fatte in quel giorno. La tensione è elevata ma come spesso accade alle Frecce la goliardia e le battute fra i piloti riescono a stemperarla. “Un’occhiata dalla finestra: è buono” dice Tammaro ”Devo assolutamente ridurre il livello di tensione che percepisco fra di noi. Non è tanto la manovra, credo. Si tratti piuttosto della tensione generata dalla consapevolezza di stare facendo qualcosa di unico. Decido di fare le cose con calma seguendo i ritmi che ci sono naturali, non voglio avere problemi. Briefing, vestizione, prevolo, rullaggio decollo.”
In breve tempo i velivoli si portano sulla verticale dell’aeroporto.
Le due formazioni si predispongono. “Eccomi su basiliano. Avverto la Biga semplicemente dicendo: Basiliano!”
Spesso le chiamate radio sono semplici frasi o addirittura una sola parola come in questo caso. In realtà quella veloce comunicazione significa molto di più. A terra le telecamere cominciano a girare, il regista cerca i velivoli trovandoli proprio dove dovrebbero essere. In volo i piloti si predispongono alla virata ripassano mentalmente i parametri. Anche la sezione del tricolore si predispone ad entrare nel campo visivo della telecamera.
“Leader in biga” dice Rudy Barassi da terra dopo pochi secondi. “Li ho visti subito. Il sole? No non è stato un problema lo coprivo con la mano ma loro erano comunque più alti. Strano l’effetto che mi ha fatto sentire il rumore del 339 così lontano. Sembrava come quando senti passare i jet di linea ma sono talmente alti che non riesci a vederli e dal suono sembrano ovunque. Un’occhiata veloce al regista sembra tutto apposto.”
“Ci siamo.” dice Andrea Rossi ”Massimo è davanti a me. Come da parametro lo vedo alle mie ore 2 cioè a circa 45 gradi rispetto al mio muso. Aspetto il suo via”.
“Pronti per l’apertura … via!”.
“Comincia a virare, lui va a sinistra. Io viro al contrario verso destra. Ii G mi schiacciano al sedile. Triplicando la forza di gravità, il pantalone antiG si gonfia. non mi da fastidio specialmente considerando come schiaccia con i quasi 8 g che ottengo dal mio velivolo durante il volo da solista. Non vedo gli altri ma la biga non chiama vuol dire che stiamo andando bene. Passati i primi 90gradi con la coda dell’occhio comincio a vedere le scie dei fumi dei miei colleghi, nascondono i velivoli e quindi sembra quasi che il fumo scaturisca dal nulla disegnando i cerchi in modo perfetto.”
“Via i fumi…ora!”
“360 gradi, è finita.” pensa Marco Zoppitelli. Il pilota appena arrivato e non ancora titolare nella formazione ma con un background da istruttore sul 339 che gli ha consentito di far parte di questa sezione. “Ho cercato di vedere il cerchio dagli specchietti, ero curioso. Volevo vedere com’era ma non ho avuto tempo subito è arrivato il comando del capoformazione.”
“Resume”
“Mettiamo la prua della pista, ci guardiamo attorno cercandoci ed iniziamo a ricongiungere. Sotto di noi passano in formazione i 5 velivoli del tricolore, hanno appena finito.”
Missione Giotto. Così l’hanno soprannominata i piloti delle Frecce Tricolori.

Olimpiadi di Torino 2006: sigla televisiva con le Frecce Tricolori dell'Aeronautica Militare

I velivoli della Pattuglia Acrobatica Nazionale disegnano nel cielo i 5 cerchi olimpici sottolineati dal tricolore nazionale

di cap. Andrea Saia
da aeronautica.difesa.it, 23 gennaio 2006

La sigla in onda su Rai2, la rete televisiva che seguirà le olimpiadi di Torino 2006, è stata realizzata con la collaborazione delle Frecce Tricolori. Sono infatti i 10 piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale a condurre i loro jet, i velivoli Aermacchi MB 339A, per disegnare nel cielo i 5 cerchi olimpici sottolineati dal verde, dal bianco e dal rosso della bandiera italiana.

Qualcosa di simile fu realizzato negli anni ’50 per le olimpiadi in Giappone, prima della nascita del gruppo acrobatico italiano.

La complessa realizzazione del volo, che non ha precedenti come numero di velivoli, ha richiesto un addestramento specifico per i piloti che hanno eseguito la manovra a circa 1800 metri di quota ad una velocità di circa 230 km/h con i flap estesi per consentire una maggiore manovrabilità del velivolo le cui ali erano inclinate rispetto al piano dell’orizzonte di 70°.

A riprenderli da terra una serie di telecamere dotate di speciali teleobiettivi. In volo le riprese sono state effettuate direttamente dall’interno dei velivoli dal personale della Troupe Azzurra dell’Aeronautica Militare.

Aeronautica Militare: olimpiadi invernali 2006

La fantasia e la creatività italiana hanno segnato un altro primato nel mondo. Per la prima volta l'immagine dei 5 cerchi olimpici sarà quella disegnata nel cielo dai velivoli delle Frecce Tricolori.

di Cap. Englaro – Ten. Testa
da aeronautica.difesa.it, 31 gennaio 2006

Cinque anelli bianchi lentamente prendono forma nel cielo “sottolineati” dal passaggio degli altri 5 velivoli MB-339 che lasciano sotto di loro la scia tricolore. E’ questa l’immagine simbolo dello spot televisivo della RAI con il quale l’Italia presenterà al mondo la prossima edizione dei giochi olimpici invernali. Lo spot televisivo della manifestazione olimpica è stato realizzato utilizzando l’apporto degli operatori video della Troupe azzurra dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.

Un contributo, quello dell’Aeronautica Militare per le Olimpiadi 2006, iniziato con il trasporto della fiamma olimpica in Italia a bordo di un velivolo C-130J della 46^ Brigata Aerea, reparto di volo impegnato in molteplici missioni umanitarie e di pace nel mondo. La fiamma olimpica, giunta a Roma il 7 dicembre, ha poi iniziato quel percorso lungo l’Italia che la condurrà a Torino per la cerimonia inaugurale del 10 febbraio grazie alla partecipazione di oltre 10.000 tedofori. Tra loro anche il colonnello dell’Aeronautica Roberto Vittori, l’astronauta italiano che lo scorso aprile ha preso parte alla missione sulla stazione spaziale internazionale.

Le operazioni saranno condotte dal Comando Operativo delle Forze Aeree di Poggio Renatico che si avvarrà anche di un sistema mobile composto da un centro di comando e controllo con relativo radar 3D “MATRA” per la scoperta di eventuali obiettivi alle basse o bassissime quote. L’intero complesso delle predisposizioni di Difesa Aerea sono state concordate ed armonizzate in ambito interministeriale da rappresentanti dell’Aeronautica e della Difesa in sede del sottogruppo di sicurezza nominato per l’evento dal Comitato Olimpico di Torino 2006.

L’Aeronautica Militare, inoltre, su richiesta della Regione Piemonte, ha organizzato un corso tenuto da personale medico della Forza Armata per la formazione del personale addetto alla gestione delle maxi-emergenze a terra, sanitarie e non. Al corso, condotto dal Comando Operativo delle Forze Aeree di Poggio Renatico secondo gli attuali standard internazionali MIMMS (Major Incident Medical Managment and Support), hanno preso parte personale del 118, della Protezione Civile e funzionari del Ministero degli Interni impegnati durante le prossime Olimpiadi.

2 commenti

  1. Quali sono le ragioni per cui questa complessa figura acrobatica non è stata inserita nel programma acrobatico ufficiale? Grazie

    • Gent.mo sig. Marino, penso perché di fatto ci vogliono condizioni particolari per l’esecuzione oltre all’altitudine che mal si conciliano con la dimensione molto più contenuta del programma acrobatico che viene eseguito normalmente durante in un airshow.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.