Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2021

Nella parata del brivido nembi di reattori supersonici

Assi americani, francesi e italiani domenica a Caselle

L'Aeronautica militare partecipa con la famosa pattuglia acrobatica nazionale - Gli Stati Uniti mandano i loro aerei tipo F. 100 - Pattuglie di elicotteri e formazioni di alianti, con lanci di paracadutisti

da Stampa sera, anno 93, n° 159, 5-6 luglio 1961, p. 2

Domenica pomeriggio si svolgerà a Caselle una grande manifestazione aerea per tre ore — dalle 15 alle 18 — decine e decine di apparecchi (dagli alianti aI velivoli da turismo, dagli elicotteri al più moderni « caccia » supersonici) con ardite evoluzioni in voli singoli o in formazione faranno tenere il fiato aIla folla che, indubbiamente, accorrerà numerosissima allo straordinario spettacolo.

La manifestazione supererà le pur entusiasmanti precedenti edizionl per il numero di aeroplani che vi partecipano, per la varletà di tipi presentati.

Il programma — di cui in seguito saranno dati dettagli più precisi — comprende la presentazione in voli aerobatici, degli ultimi prototipi dl apparecchi ad elica, a reazlone e, come si e detto, di elicotteri ed alianti. I piloti sono in gran parte « assi » civili e milltari, alcuni di fama mondiale come il francese Notteghem (già ben noto a Torino) che compirà acrobazie con il velivolo « Stamp » ed li tedesco Falderbaum che eseguirà ardite evoluzioni su atlante.

Ma la parte pia spettacolare, quella che più entusiasmerà il pubblico, sarà costituito dalle esibizioni delle formazioni militari. L’aeronautica Italiana parteciperà infatti con imponenti formazioni dl aviogetti (che, fra l’altro eseguiranno passaggi a bassa quota a velocità supersonica) pattuglie dl elicotteri e lanci multipli.

La pattuglia acrobatica nazionale — la cui fama è stata solidamente affermata in tutto ll mondo con numerose vittorie conquistate in competizioni internazlonali — costituirà la parte centrale e più attraente della manifestazione.

L’aviazione degli Usa sarà presente con formazioni di reattori supersonici « F. 100 » provenienti dalla base dl Aviano. Quella francese interverrà con gli ultimi prototipi « S. M. B-2 » e « Nord 2501 ».

La manifestazIone avrà inizio come s’è detto, alle ore 15. Ma l’aeroporto dl Caselle verrà aperto al pubblico già fin dalle 10 e mezzo dal mattino. Coloro che vi si receranno fin mattinata potranno godersi lo spettacolo dell’arrivo dl formazioni di aviogettl e di prove acrobaliche. A Caselle si può arrivare In auto dalla due strade dl Borgaro e dl Leyni; le macchine potranno essere parcheggiate gratuitamente nei grandi piazzali nell’interno dell’aeroporto dove sarà in funzione anche il servizio di ristorante. La ferrovia « Torino Nord » effettuerà 7 corse, per l’andata con il seguente orario: 10.20, 11, 12.45, 14, 14.40, 15.15, 15,45. Dalle 18 in poi vi saranno treni continuati per il ritorno. Il prezzo dei biglietto di andata e ritorno è di L. 300. Ingresso all’aeroporto L. 500.

Due altre manifestazioni aeree sono state organizzate nel quadro delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia: l’avioraduno internazionale e l’arrivo della « 1000 chllometri aerea Internazionale ». Il primo, in analogia all’Incontro internazionale promosso nell’ambito dal progresso tecnologico e professionale, si propone di riunire a TorIno piloti e tecnici europei. È aperto a tutti i velivoli dl categoria « normale turismo ». Si svolgerà sabato prossimo e l’arrivo avverrà dalle 15 alle 18 nel campo volo « Edoardo Agnelli », all’Aeritalia.

Pattuglie acrobatiche Italiane e francesi domani alla manifestazione aerea di Caselle

Apparecchi americani sorvoleranno il campo alla velocità di 1400 chilometri all'ora - Lanci di paracadutisti ed esibizioni di elicotteri ed alianti - Anche i Fiat « G.91 », vincitori del concorso della Nato, alla riunione - Successo di un torinese nella Mille chilometri aerea internazionale

da La Stampa, anno 95, n° 161, 8 luglio 1961, p. 8

Hanno avuto ieri inizio a Torino le giornate aviatorie organizzate nel quadro delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia. Esse si concluderanno domani a Caselle, con un carosello dl aerei, elicotteri, alianti e paracadutisti che per iI poderoso numero del mezzi impiegati e il denso programma sarà certamente il più grandloso spettacolo aeronautico che mai sia stato ofiferto aitorinesi. Basti dire che alla manifestazione prenderanno parte non soltanto piloti e velivoli italiani, e primi fra tutti massicci reparti dell’aeronautica militare, compresa la pattuglia acrobatica nazionale che ha ottenuto in tutto il mondo i più clamorosi successi, ma anche formazioni di aviogetti dell’aviazione americana, un’altra celebre pattuglia acrobatica militare, quella francese, nonché aviatori svizzeri e tedeschi.

L’aeronautica sarà presente a Caselle in tutte le sue specialità. Ci saranno piccoli e docili apparecchi da turismo, possenti assaltatori a reazione capaci di portare ordigni nucleari a velocità due volte superiori a quella del suono, stormi di elicotteri, agili velivoli d’alta acrobazia, alianti e grossi aerei da trasporto che faranno cadere dalle loro fusoliere reparti di paracadutisti in assetto di guerra.

La suggestiva giostra aerea avrà inizio alle 15. Nel cielo di Caselle comparirà per primo un veloce caccia dappog gio tattico Fiat « G. 91 » — l’orgoglio dell’industria aeronautica italiana, vincitore del concorso bandito dalla Nato per la scelta dell’aereo per le forze atlantiche. Il velìvolo, pilotato dal ten. col. Colagiovanni, eseguirà ardite evoluzioni acrobatiche. Poi il volovelista torinese Franco Castagno darà spettacolo su un fragile aliante « Ka 6 » che nelle sue mani sembrerà più docile di un giocattolo. Sarà quindi il turno del paracadutisti, prima l’asso Sauro Rinaldi, che eseguirà un temerario lancio, aprendo il candido ombrellone soltanto a poche decine di metri dal suolo, poi i reparti militari provenienti da Pisa.

Mentre i soldati del cielo toccheranno il suolo, sopra Caselle compariranno i 12 caccia a reazione « Mystère IV » della base di Digione: la pattuglia nazionale acrobatica francese, un insieme di macchine ultrasoniche, che offrirà uno spettacolo davvero memorabile e che poche settimane fa, al Salone dell’aeronautica di Parigi, ha entusiasmato anche i critici più severi. Dopo i francesi, sarà la volta degli italiani, con la pattuglia acrobatica formata da 7 aviogetti « F86E » della 1a Regione aerea al comando del maggiore Squarcina, che i torinesi ebbero già modo di ammirare nel luglio del ’59, sulla cui eccezionale bravura è quindi superfluo soffermarsi. Poi entreranno in scena gli « F 100 » americani della base di Aviano, i tonanti jets d’assalto che raggiungono la velocità di 1400 e più chilometri all’ora, cui farà seguito una formazione di 48 aviogetti militari italiani, compresi numerosi Fiat « G. 91 ».

II programma della manifestazione non si esaurisce qui. Comprende parecchi altri « numeri » d’eccezionale interesse. Verranno presentati nuovissimi aerei di progettazione italiana come il bimotore Piaggio « P. 166 » e l’aviogetto Macchi «MB 326». Si esibiranno in ardite acrobazie famosi assi come il col. Salvi, il col. Mantelli, il francese Notteghem, lo svizzero Ruesch e il tedesco Falderbaum.

Come si è detto, le giornate aviatorie di Torino sono cominciate ieri, con l’arrivo della « 1000 chilometri aerea internazionale » organizzata dall’Aero Club d’Italia nel cinquantenario della sua fondazione: una prova di regolarità e abilità per piloti sportivi e da turismo, cui hanno partecipato una trentina fra italiani e stranieri. Ecco la classifica ufficiosa: 1. Vittorio Franchelli (Torino) su «Debonair» che aveva per compagni di volo il nipote Franco e Oreste Puglisi; 2. Carlo Santini (Verona) su «Rondone»; 3. Sergio Cerrina (Torino) su « Picchio »; 4. Giorgio Urbani (Milano) su « Tripacer » ; S. P. Lorenzo Saragoni (Forlì) su « Pacer ». Oggi arriveranno al campo « Edoardo Agnelli » all’Aerltalla, i partecipanti all’avioraduno internazionale organizzato dell’Aero Club di Torino. Nel pomeriggio cominceranno ad affluire i 5 mila aviatori che hanno fatto di Torino la sede del raduno dell’Associazione arma aeronautica.

Torino – Caselle: la P.A.N. in rullaggio – Passaggio a freccia – La presentazione del “doppio tonneau” – Il “dopo show” con la foto di gruppo

La grande giornata aviatoria a Caselle (9 luglio)

da Illustrato FIAT, anno IX, n° 06/07, giugno/luglio 1961, p. 2

All’Aeroporto di Caselle. domenica 9 luglio, si è svolta la grande manifestazione aerea organizzata dall’Aeroclub di Torino.

Un programma vario e interessante con la pattuglia acrobatica italiana al comando del Magg. Squarcina, gli assi della pattuglia militare francese, gli alianti e i manipoli di paracadutisti guidati da Sauro Rinaldi, il nostro « G 91 trainer » pilotato dal ten. col. Colagiovanni in ardite esibizioni acroba-tiche a bassa quota.

Uno spettacolo eccezionale di brivido e di emozionanti prodezze che ha entusiasmato il numeroso pubblico.

In occasione di questa grande domenica aviatoria il gen. Urbani, presidente dell’Associazione dell’Arma Aeronautica ha conferito alla presenza dell’on. Bovetti la medaglia d’oro a due anziani piloti della Fiat, glorie e maestri di volo: il gen. Brack Papa e il comm. Alessandro Cagno.

Il dr. Agnelli, Presidente dell’Aereo Club di Torino con l’ing. Gabríelli e i generali Pezzani e Lalatta – La premiazione dei partecipanti all’Avioraduno e dei concorrenti alla 1000 chilometri aerea.

Centomila spettatori si appassionano alle evoluzioni degli aerei a Caselle

Magnifico successo della giornata dell'Aeronautica

Impressionanti esibizioni acrobatiche delle pattuglie nazionali italiana e Irancese - Strecciano i tonanti "F I00„ americani - Ardite evoluzioni dei piloti del Fiat "G 91., - La danza degli elicotteri - Simultaneo lancio di un centinaio di paracadutisti - Rinaldi da quattromila metri apre l'ombrellone a poca distanza da terra

di Nando Pavia
da La stampa, 11 luglio 1961, p. 4

Le manifestazioni aviatorie hanno sempre avuto a Torino — città dove l’aviazione è nata e si è sviluppata — un grande successo di pubblico. Era quindi facilmente prevedibile che ieri una folla imponente si sarebbe ammassata nell’aeroporto di Caselle e nelle aree vicine al campo per assistere alle esibizioni di ogni tipo di velivolo (dai piccoli apparecchi da turismo ai possenti aviogetti supersonici, dai veleggiatori agli elicotteri) che dovevano concludere il ciclo delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Aero Club d’Italia. La realtà ha superato le previsioni: in una magnifica giornata di sole almeno centomila persone (probabilmente erano di più) sono accorse a Caselle in treno, in auto, in moto, in bicicletta, attirate da quella che si preannunciava la più completa, interessante ed emozionante giornata aerea che mai fosse stata organizzata a Torino.

L’afflusso del pubblico aveva avuto inizio già fin dal mattino. La maggior parte degli spettatori previdenti, si erano portati la colazione al sacco che hanno consumato nelle aiuole e nei prati all’ombra delle piante. Guardando i gruppi, festosi, veniva fatto di pensare alla giornata di Pasquetta. I ristoranti dell’aerodromo erano affollatissimi; molta gente, spaventata dalla ressa, è nuovamente uscita dal campo per andare a mangiare nelle osterie e nei ristoranti dei paesi ricini. Ma alle 15 — ora fissata per l’inizio della manifestazione — tutti i posti nelle tribune erano occupati e gli spettatori guardavano, trepidanti, il cielo. Impressionante era il numero delle macchine fotografiche e delle cineprese puntate sui « vagoni volanti » che in quel momento sorvolavano il campo.

Dai grossi, panciuti apparecchi, quando furono sulla verticale dell’aeroporto, si staccarono grappoli di punti neri sui quali si aprirono, quasi subito, grandi ombrelloni erano i paracadutisti militari e civili; fra essi non poche ragazze, alcune giovanissime. Ancora non erano cessali gli applausi per lo spettacolo emozionante e tecnicamente perfetto, che già lo « speaker » annunciava un « numero » da brivido: il lancio, in « caduta libera », dell’asso Sauro Rinaldi. Questi sarebbe piombato da quattromila metri ed avrebbe aperto il paracadute a breve distanza dal suolo.

Ed ecco lassù, in cielo, un puntino scendere fulmineo ed ingrandirsi sempre più. Dietro di lui una scìa di fumo; e visibile, ora, l’uomo, braccia e gambe allargate in « volo d’angelo ». La folla trattiene il fiato, grande è il silenzio. Poi, quando già all’emozione subentra la paura, si apre un ombrellone multicolore. Poche oscillazioni e Rinaldi è a terra. L’incanto è rotto e dalla folla si levano applausi fragorosi.

Contemporaneamente all’atterraggio di Rinaldi si era levato in volo il Macchi « MB 326 », un aviogetto da addestramento. Pilotato dal ten. col. Colagiovanni, l’apparecchio ha compiuto una serie di brillanti evoluzioni acrobatiche a media e bassa quota suscitando entusiasmo fra gli stessi esperti d’aviazione ed i piloti italiani e stranieri.

Era quindi la volta di Louis Notteghem, l’asso francese, ben noto al pubblico torinese poiché nel dopoguerra non è mai mancato ad alcuna manifestazione aerea organizzata nella nostra città. Il francese ha superato se stesso eseguendo, con il suo biplano Stamp, una serie di figure acrobatiche elegantemente legate l’una all’altra.

Notteghem era ancora in volo che già con un rombo possente piombava come un fulmine sul campo, vicino alle tribune, un « Mystère IV », dell’Aeronautica militare francese. Alla serie di fulminee evoluzioni del reattore da caccia, seguiva la presentazione del Piaggio « P. 166 », bimotore da turismo in grado di trasportare da 6 a 10 persone su un percorso di 1800 chilometri. Il pilota ha dimostrato che l’apparecchio può rialzarsi in volo e navigare con sicurezza anche con un solo motore. Il col. Eugenio Salvi ha quindi effettuato una serie d’acrobazie con lo « ZLIN 226 », apparecchio ideato appositamente per il volo acrobatico.

Il programma è proseguito senza un attimo di sosta; al pubblico non veniva dato respiro. Cessato il rombo dei motori ecco ora, silenziosissimo, l’aliante dell’asso Albert Falderbaum in una serie di figure che sembravano inimmaginabili per un velivolo senza motore. Tutta l’acrobazia è stata impostata in volo rovescio: dal tonneau» al « looping », dalla spirale al passaggio radente al suolo.

Quindi sei elicotteri del « centro » di Centocelle, al comando del magg. Modesti, hanno compiuto una serie di esibizioni (fra cui cambi di formazione) ed una curiosissima danza attraverso il campo: avevano, nelle movenze, la grazia di ballerine di professione.

A questo punto la « giornata » si sarebbe potuta chiudere con soddisfazione di tutti poiché spettacoli ve n’erano stati tanti e di prim’ordine da accontentare il pubblico più esigente. Ma l’Aero Club di Torino, che aveva organizzato le cose in grande, aveva riservato « numeri » eccezionali per ancora un’ora e più. I cacciatori della « Patrouille de France » annunciavano la loro esibizione sfrecciando con quattro « Mystère » che disegnavano in cielo il tricolore francese.

Mentre questi evoluivano ad altissima velocità, piombava sul campo un’altra formazione di 8 « Mystère ». Vi era da rimanere storditi: appena una pattuglia scompariva nel cielo, l’altra era già davanti alle tribune. Anche i non esperti hanno compreso — osservando l’arditezza delle acrobazie eseguite con raffinata eleganza e con perfezione — che i piloti della pattuglia francese erano dei « fuori classe » e che avevano aiuto un addestramento di prim’ordine.

Le esibizioni più spettacolari sono state la « bomba » rovescia ed i « tonneau » in 8, le virate ed i cambi di formazione in 12 apparecchi. Così entusiasmante era lo spettacolo, con tale naturalezza sembrava che le acrobazie fossero compiute che gli spettatori dimenticavano le grandi difficoltà ed il rischio che i piloti incontravano. Quando gli aviogetti hanno preso terra e sono sfilati dinanzi alle tribune, il fragore degli applausi quasi soverchiava quello dei motori.

Intanto il ten. Peracchi compiva acrobazie con il glorioso « G. 59 », il migliore apparecchio da caccia impiegato dall’aviazione italiana nell’ultimo conflitto, ed ancor oggi il più moderno della sua categoria. Come fulmini, con un rombo assordante di tuono, passavano quindi a bassa quota due « F. 100 » dell’aviazione americana. In soli 20 minuti erano giunti dalla loro base nel Veneto, distante circa 400 chilometri da Caselle. Mentre sparivano, un « G. 91 trainer », pilotato dal ten. col. Colagiovanni, entusiasmava il pubblico con ardite acrobazie a bassa quota. Il pilota concludeva le dimostrazioni delle eccezionali doti di questo apparecchio (che come è noto ha vinto il concorso internazionale per caccia da appoggio tattico bandito dalla Nato) atterrando in uno spazio di appena 300 metri.

Ancora elegantissimi voli acrobatici di alianti pilotati dal noto campione col. Mantelli e dallo svizzero Hanseredi Ruesch e poi la pattuglia acrobatica nazionale ha concluso la straordinaria manifestazione con una I entusiasmante esibizione. La comandava il magg. Mario Squarcina, già noto ai torinesi per avere guidato la pattuglia nazionale a Caselle nel luglio del ’59. La formazione, composta di « F. 86 E » ha eseguito le figure con molta eleganza mentre il tenente Ferri riempiva gli intervalli tra una evoluzione e l’altra eseguendo una serie di acrobazie individuali. In precedenza era sfrecciata sul campo una compatta formazione di reattori « RF 81 F », « G. 91 » e « F. 86 K » della prima regione aerea.

Alla giornata aerea hanno assistito numerose autorità e personalità fra cui il sottosegretario alla Difesa on. Bovetti, il gen. Pezzani vice comandante della 1a regione aerea, i generali dell’aeronautica Cupini e Donno, il prefetto di Torino dott. Saporiti, l’ing Catella in rappresentanza del sindaco di Torino, il dott. Giovanni Agnelli, presidente dell’Aero Club, il gen. Lalatta, presidente del comitato Nato per i missili, l’ing. Gabrielli progettista del « G. 91 », l’ambasciatore Arpesani e l’onorevole Giaccherò per « Italia 61 », ufficiali d’aviazione americani, italiani e francesi.

Due giovani, graziose paracadutiate che ieri hanno preso parte ad emozionanti lanci a Caselle (Moisio)
Superba virata a volo radente, in compatta formazione, effettuata dai dodici aviogetti della « Patrouille de France » (Foto Moisio)

da Renato Rocchi, La splendida avventura – La storia del volo acrobatico, vol. 3°, p. 21

Il 9 luglio la P.A.N. era a Torino – Caselle, sede della FIAT-Aviazione. Erano presenti, oltre un numeroso pubblico, tutti gli alti gradi militari e le autorità civili, attratti più che dalla bellezza d’uno spettacolo, da un nome di successo.
Bisognava ben figurare.

II fiore all’occhiello della “Giornata” era la presentazione del primo jet italiano costruito dalla FIAT-Aviazione: il G.91; un velivolo in predicato a succedere all’F.86E SABRE della P.A.N..

Oltre ai più bei “manici” civili e militari in *iso- lato”, due “teams” acrobatici: la “Patrouille de France” con 12 Mystère IV A e la P.A.N..

L’eclèttico Squarcina, al numero dei velivoli francesi contrapponeva la classe e tirò fuori il Suo asso nella manica: un programma “doc” di 5+1.
Ed era:

  • decollo in formazione di 3+3 ed esce il solista
  • schneider di 5 a cuneo
  • bomba orizzontale e incrocio
  • tonneau da bastone a missile
  • looping da missile a 5 di picche
  • doppio tonneau
  • looping in linea di fronte
  • tonneau a destra a rombo
  • bomba verticale
  • entrata del solista
  • incrocio 5 velivoli
  • passaggio alla minima con carrello abbassato in formazione di cuneo di 5 velivoli
  • atterraggio a 5 di picche

Il “solista”, con il “team” in fase di allontanamento e di trasformazione, eseguiva una serie di passaggi nelle diverse configurazioni: diritto – rovescio – tonneau in quattro tempi – ingresso nella bomba – e, nel finale, il tonneau lento con il carrello fuori

La disposizione dei piloti nella formazione:

Squarcina
Sabbatini – Vianello
Imparato – Panario
Ferri (solista)

La P.A.N chiudeva la manifestazione.

Al parcheggio i piloti venivano assaliti dal pubblico. Poi le felicitazioni dei “big” e l’abbraccio commosso del Com.te Ernesto Botto – medaglia d’Oro al Valor Militar e già “leader” della prestigiosa pattuglia acrobatica del “Cavallino Rampante” negli anni ’38 e ’39.

Un giorno da ricordare.

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