Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
da Il Piccolo, 27 ottobre 1964, pp. 4 – 5
Piazza dell’Unità d’Italia, ore 10.45: la gente, tutt’intorno, accoglie l’ingresso dei gonfaloni delle città decorate al valor militare che sfilano da sotto il portico del Municipio verso la tribuna eretta all’altezza del Palazzo del Governo per accogliere le massime autorità, presente il Ministro Spagnolli.
Al centro, come in una vasta piazza d’armi, lo schieramento dei reparti militari: in testa le due fanfare, quella dei carabinieri e quella dell’8.o bersaglieri, poi una compagnia di carabinieri in alta uniforme, una compagnia della Marina, due compagnie dell’82.o fanteria «Torino», e due del 151.0 fanteria «Sassari», due compagnie dell’8.o bersaglieri, due squadroni del «Piemonte» cavalleria, due batterie di formazione dell’artiglieria, una compagnia guardie di finanza e una di allievi guardie di P. S.
«Onori alla bandiera!». Pochi ordini secchi, successivi, poi le note dell’inno nazionale: e il tricolore della Patria, seguito sull’altro pilo dal vessillo di Trieste, salgono solenni verso il cielo in un turbine di vento, tra applausi ed evviva. Sullo sfondo, si stagliano le sagome delle tre unità della Marina militare, il caccia «Artigliere» che fece parte della formazione navale giunta dieci anni fa e due corvette. È il momento culminante della giornata, i cuori esultanti d’amor patrio. Poi seguono I discorsi ufficiali del Sindaco e del Ministro.
Nel frattempo, due colpi di sirena per saluto, dalla Stazione marittima salpa la «Saturnia». Ed ecco la conclusione della cerimonia: sfilano i reparti al ritmo di una marcia intonata dalla banda dei carabinieri. In cielo, un rombo assordante: sale dal mare la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica militare. Nove aviogetti in formazione perfetta passano, un guizzo, a bassa quota sulla piazza tracciando scie tricolori. Chiudono la sfilata i bersaglieri: due compagnie a passo di corsa, precedute dalla fanfara, suscitano applausi frenetici ed entusiasmo.
Le folate di bora scompigliano gli squilli, ne disperdono l’eco in lontananza.
Un giorno nella storia
La piazza dell’Unita che vide il sacrificio di giovani vite per l’Italia ha fatto da cornice alla celebrazione del decimo anniversario del ricongiungimento di Trieste alla patria.
Il cielo si è tinto di bianco, rosso e verde al passaggio della formazione dei reattori della pattuglia acrobatica della nostra Aeronautica militare.
Piumetti al vento sullo sfondo dei pili di piazza dell’Unità: un’immagine legata ai giorni più fausti della nostra storia. I carabinieri in alta uniforme, hanno aperto la breve sfilata. Poi Trieste ha inaugurato la Mostra lavoro, sintesi del passato ma anche atto di fiducia nell’avvenire. Una fiducia che pur nel travaglio economico accampa una con dignitosa costanza le nostre intraprese.
Le manifestazioni illustrative si sono concluse, a sera, con lo spettacolo degli edifici illuminati a festa. Fra questi la Banca Commerciale Italiana che ha inaugurato ieri il nuovo impianto di illuminazione che ha fatto da contorno ai ventisei stendardi ed ai numerosi arazzi esposti alle finestre dell’istituto bancario, come dieci anni fa.


