Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2026

Raduno nazionale dei veterani

Aerei acrobatici nel cielo e unità della marina presenti durante la cerimonia in piazza Unità

da Il Piccolo, 18 ottobre 1970, p. 4

Gli Arditi della Grande guerra si riuniranno oggi a Trieste, la città che fu la meta ideale di tutti i combattenti del ’15-’18. Il programma delle manifestazioni è il seguente: tra le 8 e le 10 gli Arditi provenienti da ogni parte d’Italia affluiranno in piazza dell’Unità d’Italia, unitamente alle rappresentanze delle associazioni combattentistiche, d’arma e patriottiche. Alle 10.30 sarà celebrata – presenti anche le maggiori autorita cittadine – la Messa al campo, cui seguirà la benedizione dei labari: il rito sarà officiato dall’Arcivescovo mons. Santin.

A mezzogiorno – subito dopo la celebrazione ufficiale della giornata – sarà reso omaggio a San Giusto, al monumento ai Caduti. Aerei della pattuglia acrobatica «Frecce tricolori» sorvoleranno la piazza durante la cerimonia, mentre unità della Marina militare si schiereranno in rada.

Non amano gli Arditi i raduni nazionali, forse perché – disciolta la loro specialità nel lontano 1919 – è venuta a mancare per essi quella continuità che possono invece vantare le altre Armi e gli altri Corpi; e forse perché, già in numero limitato negli anni delle loro gesta, più ridotti ancora si ritrovano oggi a mezzo secolo di distanza. Ma nel centenario di Roma capitale hanno voluto organizzare anch’essi il loro grande raduno e con affettuosa decisione il cui significato non può sfuggire hanno scelto la nostra città.

Oggi invaderanno festosamente le strade di Trieste, tutti ormai con i capelli bianchi; probabilmente in molti di essi il passo si è fatto meno spedito; ma i segni del tempo non intaccano la vera aristocrazia del coraggio di uomini che in guerra scelsero deliberatamente e volontariamente una strada che quasi sicuramente non li avrebbe riportati a casa; e in effetti la percentuale degli Arditi rimasti sul campo fu altissima come altissima è quella dei decorati al valor militare.

Chi sono, chi furono questi Arditi? «I figli prediletti della morte» definì Gabriele D’Annunzio questi soldati dei reparti d’assalto: e in queste due parole – reparti d’assalto – c’è tutto. Uomini armati di pugnali e bombe a mano, ma soprattutto di un cuore ben saldo, che venivano scagliati avanti quando bisognava arrivare ad ogni costo. Un esempio per tutti: il San Gabriele cadde quando intervennero gli Arditi, che in soli quattrocento sbaragliarono un intero Corpo d’armata austriaco posto a presidio del monte.

Ieri pomeriggio il presidente nazionale Fernando Berardini ed il comitato esecutivo della Federazione nazionale degli Arditi d’Italia hanno reso omaggio all’ara degli Arditi, a Capriva del Friuli.

Festoso raduno degli Arditi

Manifestazione patriottica con i più audaci soldati d’Italia

Cielo tricolore su piazza Unità nei passaggi delle «Frecce» - Presenti anche garibaldini delle Argonne - Il labaro agli istriani

da Il Piccolo, 19 ottobre 1970, p. 13

Gli Arditi della grande guerra sono stati al centro della grande manifestazione nazionale svoltasi ieri a Trieste, in un clima di fervido patriottismo.

Nella suggestiva cornice di una piazza dell’Unità d’Italia illuminata da un sole smagliante e sovrastata da un cielo d’un azzurro intenso, cristallino, si sono raccolti i combattenti provenienti da ogni parte d’Italia; al centro il labaro pluridecorato degli Arditi; seguito da una scorta di rappresentanza in mezzo alla quale spiccavano due anziane «camice rosse», che avevano fatto la guerra con Ricciotti Garibaldi nelle Argonne; ai lati le centinaia di partecipanti al raduno e lo schieramento di una compagnia di formazione delle Forze Armate, costituita da rappresentanze dell’Esercito (151.o Fanteria e bersaglieri della «Folgore» con fanfara), della Marina e dell’Aviazione. Davanti al palco delle autorità – fra le quali l’assessore Stopper per il presidente della Giunta regionale, il Commissario di governo Cappellini, il Sindaco Spaccini, il Questore D’Anchise, il presidente del Lloyd Triestino e dell’ANVSD ing. Bartoli, e le varie autorità militari – è stato eretto l’altare da campo, al quale ha officiato la Messa mons. Bottizer, in rappresentanza dell’Arcivescovo. Al Vangelo, il sacerdote ha esaltato le gesta degli Arditi che scrissero – ha detto – una pagina incancellabile della storia d’Italia ed al richiamo della Patria non hanno evitato di corrispondere con lo slancio più appassionato, fino all’estremo sacrificio.

Poi, esattamente nel momento in cui si levavano, all’Elevazione, le note della Canzone del Piave, dal mare è saettata sopra la piazza la pattuglia aerea acrobatica delle «Frecce tricolori» che ha sorvolato più volte il luogo della cerimonia tracciando infine nel cielo le scie tricolori che stagliandosi contro il sole hanno ottenuto di ammantare per alcuni istanti l’immensa piazza dei colori nazionali. C’è stata infine la benedizione dei labari, sollevati da tutte le rappresentanze sezionali degli Arditi, e la consegna alla Medaglia d’oro Schergat del labaro – madrine Anita Sauro e Fernanda Grambassi, figlia e vedova dei due Eroi istriani – dell’associazione degli Arditi istriani.

Sono seguiti i discorsi. Il più caloroso benvenuto degli ex combattenti e reduci triestini è stato recato dal presidente dell’Associazione locale, maggiore Vidi. Quindi il Sindaco Spaccini ha recato il saluto della città che ancora nel clima delle celebrazioni del cinquantenario della redenzione partecipa dei momenti eroici dell’irredentismo ma anche – ha detto – delle esperienze più atroci, amare, della guerra; per cui nel rendere omaggio al «fior fiore dello slancio di cui la nostra storia vive» il Sindaco ha sottolineato le aspirazioni di Trieste a un futuro di pace. Infine, il presidente nazionale dell’Associazione degli Arditi, Medaglia d’oro Berardini, ha recato un saluto particolare alla «città martire», ha esaltato le Forze Armate e i tutori dell’ordine, che quotidianamente rischiano la vita a presidio dfl valori più sacri della Patria.

Al termine della cerimonia – applauditi e salutati alla romana da alcune centinaia di giovani, che sono stati contraccambiati – i partecipanti al raduno sono infine sfilati, intonando gli inni di «Giovinezza», «Allarmi, allarmi» ed altri ancora che furono anche degli Arditi della prima guerra, verso il colle di San Giusto.

In piazza dell’Unità, fra i molti arditi giunti da ogni parte d’Italia, abbiamo «scoperto» per caso uno dei più vecchi, forse il più vecchio ardito di Italia, Carlo Gaviragai: un milanese di 81 anni, arguto, baldanzoso e simpatico, che ci ha raccontato gli episodi più significativi della sua esperienza di guerra, dalla costituzione del primissimo reparto di arditi, di cui ha portato a Trieste, alla manifestazione, il labaro glorioso.

(«Giornalfoto») Il suggestivo, entusiasmante saluto delle « Frecce tricolori »

1 commento

  1. Arditi, no! Camerati sempre pronti_ Caimani del Piave, Arditi, Bersaglieri, … ITALIANI che amano la loro terra_ Forse, anche allora c’erano dei transgender, che alla bisogna caciavano le giuste virili argomentazioni-
    Viva l’ITALIA sovrana del proprio destino- Antonio Cocchia

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