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I piloti delle Frecce Tricolori si stanno preparando alla nuova stagione acrobatica che sarà ancora più emozionante. Siamo stati alla base di Rivolto e li abbiamo seguiti in una loro "giornata tipo".

di Alessandra Basile
da abstylemagazine.it, 29 marzo 2023 [ fonte ]

Orgoglio, consapevolezza, disciplina, dedizione, impegno. Questi sono i valori che si respirano quotidianamente a Rivolto, in provincia di Udine, alla base aerea della PAN, la Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori. Ho scoperto con loro come si stanno preparando alla 63esima stagione acrobatica che sarà molto speciale perché quest’anno – ed esattamente ieri – si celebra il centenario dell’Aeronautica Militare. In questo articolo e nel video qui sotto ti porto a vedere da vicino una giornata tipo dei piloti e dello staff dell’Aereonautica Militare a Rivolto, oltretutto in un anno così particolare come questo.

Frecce Tricolori – “Nella formazione l’individualità sparisce”

A Rivolto la giornata inizia presto, alle 8 quando i piloti si radunano per il primo briefing della giornata e c’è una frase che mi ha colpito al mio ingresso qui e cioè: “Nella formazione l’individualità sparisce”. Ciascun membro della PAN la legge ogni mattina arrivando a lavoro e ho chiesto direttamente al Tenente Colonnello Stefano Vit, Comandante delle Frecce Tricolori, come questa frase si concretizza nel loro impegno quotidiano.

Stefano Vit: Questa frase viene da un manuale di volo degli Anni Trenta. Se l’applichiamo al volo, riguarda proprio le peculiarità della gestione della squadra durante un’attività che è molto particolare. Se durante il volo, ognuno di noi mettesse a fattor comune la propria personalità e le proprie idee ci sarebbe una gran confusione e sarebbe molto difficile gestire il flusso delle comunicazioni in un volo che è molto intenso, come quello delle Frecce Tricolori. Avvengono molte cose contemporaneamente e la fraseologia radio dev’essere scandita in modo molto chiaro. C’è il rischio di sovrapporsi, di generare incomprensioni. Durante il volo, tutti hanno chiaro qual è il loro ruolo e sanno benissimo quando devono parlare e quando no. Questo fa capire che l’individualità sparisce perché viene messa in secondo piano perché prima c’è la disciplina del volo. Ovviamente c’è il leader che guida tutti quanti, ma sa che deve rispettare dei paletti messi per la sicurezza del volo.

“Se la guardiamo in una maniera un po’ più ampia, questa frase è molto importante“, prosegue Vit. “La dico a tutti i piloti che partecipano alle selezioni. Quando entrano qua dico loro: «Sappiate che se accettate di entrare a far parte di questo mondo, dovrete mettere in secondo piano tutte le vostre ambizioni. Dovrete accettare di essere una pedina messa a disposizione di una squadra per il bene della squadra». Questo vale per le Frecce Tricolori, ma anche per l’Aeronautica Militare. Tutti quanti noi abbiamo le nostre ambizioni personali e cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi, ma dobbiamo sapere che quando entriamo qui l’obiettivo principale è lavorare tutti coesi e uniti per il bene del gruppo”.

I preparativi in vista del Centenario dell’Aeronautica Militare

Quest’anno è molto particolare perché è quello del centenario. Come vi state preparando?

Stefano Vit: Ci stiamo preparando alla grande, ci stiamo allenando molto. Sarà un anno molto intenso, l’aeronautica militare ha messo in campo tutte le proprie forze per festeggiare quest’occasione perché si tratta di una ricorrenza veramente importante. La volontà dell’Aeronautica Militare è quella di ringraziare tutti gli italiani per il supporto ricevuto durante tutti questi anni. Le Frecce Tricolori contribuiranno, come tutti gli altri reparti, a questi festeggiamenti stendendo il tricolore. Sorvoleremo tutte le regioni d’Italia, proprio per ringraziare tutti gli italiani e vorrei ricordare i due eventi principali che sono il 28 marzo a Roma a Piazza del Popolo dove verrà allestita un’area molto grande e durante l’occasione ci sarà un sorvolo anche delle Frecce. Un altro evento molto importante sarà il 17 e il 18 giugno a Pratica di Mare dove ci sarà un grandissimo Air Show delle Frecce Tricolori.

Una “giornata tipo” alla base delle Frecce Tricolori

I piloti delle Frecce Tricolori godono sempre di un’aurea molto affascinante, ma non si pensa mai a come sia in realtà la loro vita di tutti i giorni. Ho chiesto quindi al Maggiore Pierluigi Raspa (Pony 1, Capoformazione) e al Maggiore Franco Paolo Marocco (Pony 6, Fanalino) di raccontarci la loro giornata tipo.

Pierluigi Raspa: La nostra giornata inizia con il briefing mattutino a cui partecipa il Comandante, tutti i piloti, gli ufficiali tecnici, gli ufficiali delle pubbliche relazioni e i responsabili della linea volo. In questo briefing prendiamo visione delle condizioni meteo del nostro aeroporto di Rivolto e di quelli alternatati limitrofi e anche delle condizioni tecniche e di efficienza degli aeroporti stessi. In più, gli ufficiali tecnici ci danno una stima della disponibilità degli aeromobili durante la giornata. Subito dopo il briefing ci spostiamo in mansarda per un breve caffè, dopo di che inizia la nostra giornata. Ogni pilota delle Frecce Tricolori vola almeno due o tre missioni al giorno e si comincia con il primo volo della giornata, il cosiddetto “volo grande”. Per essere chiamato così, deve essere necessariamente in volo il capoformazione e il capoformazione della seconda sezione del “rombetto”, mentre a terra in biga a controllare la sicurezza del volo e la spettacolarità delle manovre, c’è il Comandante. In più, in base all’efficienza degli aeroplani, ci saranno tutti i piloti che partecipano al volo grande, che è uno dei più importanti della giornata.

Franco Paolo Marocco: peculiarità del compito di Pony 6 è gestire le separazioni, gli incroci e i ricongiungimenti della separazione. Separazione che vede il “Rombetto” separarsi dalla linea davanti e poi essere condotto da Pony 6 all’incrocio, proprio di fronte al pubblico. Compito di Pony 6, poi, è quello di portare il Rombetto a ricompattare la formazione utilizzando gli aerofreni della linea davanti e quelli del Rombetto per poter gestire la differenza di velocità che porta a ricongiungere le due sezioni. Per il restante 50% del tempo delle esibizioni delle Frecce Tricolori, Pony 6 è proprio al centro della formazione, del diamante esattamente dietro al velivolo di Pony 1. Questa è sicuramente una posizione privilegiata per Pony 6 che può vedere tutti i velivoli della formazione.

Pierluigi Raspa: Dopo il volo grande, nella seconda parte della mattina e nel pomeriggio, ci dividiamo solitamente in due sezioni. Quindi ci sarà Pony 6 che farà un volo dedicato esclusivamente alla seconda sezione, il “Rombetto” per eseguire quelle manovre e andare più in dettaglio nelle figure. Ogni pilota all’interno della formazione ha il suo ruolo, il mio compito è quello di guidare tutti gli altri piloti durante il programma acrobatico delle Frecce Tricolori, quindi ho la possibilità e l’onore di disegnare nel cielo tutte le figure e chiaramente posso guardare davanti, mentre tutti gli altri gregari sono concentrati al mantenimento di un parametro fisso per mantenere costantemente la loro posizione.

Franco Marocco: Peculiarità delle Frecce Tricolori è che dividiamo l’anno in due. C’è il periodo invernale che va da ottobre fino a maggio in cui si cura l’addestramento della nuova formazione. Ogni anno abbiamo l’ingresso di uno o due nuovi piloti e compito di Pony 6 è quello di accoglierli all’interno della formazione e condurli durante l’addestramento invernale in modo che siano pronti ad operare dall’1 maggio in poi, data storica che tradizionalmente apre la stagione delle Frecce Tricolori per tutta la stagione estiva che vede tutto il 313esimo gruppo impegnato ogni weekend in manifestazioni aeree, sia sui litorali, sia su aeroporti, in Italia e all’estero.

Nell’hangar delle Frecce Tricolori dove avviene la manutenzione

C’è un aspetto che non si vede mai durante le esibizioni acrobatiche dei piloti ma che è comunque estremamente importante per gli Air Show delle Frecce Tricolori, vale a dire la manutenzione dei velivoli. Ho chiesto al Maggiore Adriano Zuliani, Caposezione approntamento linea volo, di raccontarmi come si preparano da questo punto di vista per la stagione.

Adriano Zuliani: Noi dobbiamo garantire sempre almeno 10 aeroplani per la stagione. Quindi tutta la manutenzione in questo hangar viene strutturata fondamentalmente in due fasi. La prima è l’addestramento invernale in cui cerchiamo di comprimere tutta la manutenzione programmata, cioè quella che si fa a scadenza, per poi portarci verso l’inizio della stagione con 10, 11 aeroplani sempre efficienti e mantenendoli tali dall’1 maggio fino a fine settembre o metà ottobre, a seconda di quanto dura la stagione acrobatica. Durante la stagione per noi è un po’ più semplice perché facciamo solo manutenzione correttiva: l’aeroplano vola, si rompe, si aggiusta.

L’aereo delle Frecce Tricolori e il suo ruolo formativo

Una delle domande che ho trovato circolare maggiormente sul web è “Che tipo di aereo è quello delle Frecce Tricolori?”. Ebbene, si tratta dell’MB339 PAN, un velivolo che durante la mia visita a Rivolto ho potuto guardare molto da vicino. Ho chiesto di parlarmene al Tenente Colonnello Massimiliano Salvatore che, all’interno della formazione, ha un ruolo molto importante, poiché è il solista. Per essere precisi, è il solista uscente.

Massimiliano Salvatore: Io sono il solista uscente, mi sto occupando della formazione del solista che esordirà quest’anno nel 2023. Questo velivolo è ideale per passare le consegne perché nasce come addestratore e viene usato nelle scuole dell’Aeronautica Militare per l’addestramento dei piloti. Si tratta di un biposto, abbiamo il vantaggio di avere un posto anteriore ed uno posteriore ed è l’ideale per trasmettere al nuovo ingresso tutte le tecniche per il pilotaggio. Questo velivolo viene utilizzato dalla Pattuglia Acrobatica Nazionale da ormai 40 anni e si addice molto bene al lavoro che svolge la Pattuglia Acrobatica perché è molto maneggevole e ha delle eccellenti qualità acrobatiche. É dotato di un’ottima spinta in rapporto al peso e, nella versione PAN, ha degli accorgimenti che sono stati studiati per facilitare il volo acrobatico, tra cui l’impianto fumogeno. La Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori si esibisce durante le manifestazioni con dei fumi bianchi o colorati, riesce a stendere il nostro amato tricolore e lo fa attraverso un impianto fumogeno che il pilota attiva dalla cabina di pilotaggio.

A questo punto non mi rimaneva che parlare anche con il solista entrante, vale a dire il Maggiore Federico De Cecco: “Come ci si sente ad affrontare un ruolo così importante in una stagione così speciale come quella del centenario?”

Federico De Cecco: Per me è un grandissimo onore ricoprire il ruolo del solista all’interno delle Frecce Tricolori. É un ruolo importante e il fatto che la mia stagione d’esordio sia nel 2023, anno del centenario dell’Aeronautica Militare, è un aspetto che mi inorgoglisce ancora di più. In questo periodo sto affrontando tutto l’addestramento insieme a Max Salvatore che è il solista uscente e mi sta travasando tutti i segreti di questo fantastico ruolo e mi dà l’opportunità di crescere insieme sia dal punto di vista professionale che personale e scoprire tutti i limiti dell’aeroplano e anche dell’uomo all’interno dell’aeroplano. L’esordio sarà nell’ultimo addestramento acrobatico l’1 maggio 2023 e per il momento ho ancora tanto da scoprire.

Lo stile italiano delle Frecce Tricolori

La mia visita alla base della PAN di Rivolto non poteva terminare senza chiedere anche ai piloti della pattuglia acrobatica cos’è per loro lo stile. E chi meglio di chi comanda le Frecce Tricolori poteva dare questa risposta? É Stefano Vit, dunque, a chiudere il cerchio.

Stefano Vit: Lo stile per noi è lo strumento attraverso il quale possiamo comunicare i nostri valori in maniera più efficace. Prendendo l’argomento più alla larga, per noi lo stile è fondamentale perché, essendo un reparto di rappresentanza, noi dobbiamo portare in giro i valori dell’Aeronautica Militare, rappresentare la nostra forza armata e tutte le forze armate. Lo stile per noi diventa italianità, mettere tutta l’Italia nel nostro display è fondamentale. É una cosa che non è venuta in tempi immediati, è cresciuta negli anni. Le Frecce Tricolori ci hanno lavorato un bel po’, esistiamo da 62 anni e in questi anni abbiamo lavorato molto sui particolari. Alla fine quando il pubblico vede un volo delle Frecce Tricolori prova un’emozione e questa forse è la differenza rispetto agli altri display.

L’Italia è una nazione favolosa dove l’arte fa da padrone. Il nostro display per forza di cose deve incorporare quegli elementi di armoniosità che non sono fatti soltanto da quello che si vede, ma anche da quello che si sente. Armoniosità è anche far vedere che ci sono delle persone che fanno questo lavoro. Il fatto di essere la pattuglia acrobatica più numerosa al mondo mette ancora più in evidenza che in volo ci sono 10 persone che volano all’unisono in una squadra coesa e fanno qualcosa di molto armonico e sincronizzato con delle musiche. Le musiche che abbiamo incorporato nel nostro display sono l’emblema della musica italiana: si sente la voce di Bocelli, le musiche di Einaudi, la voce di Luciano Pavarotti che canta il “Nessun dorma” di Puccini… Insomma, tutto questo, sincronizzato crea quella magia che fa emozionare le persone e questo sicuramente è lo stile delle Frecce Tricolori.

2 commenti

  1. BUONGIORNO

    VOLEVO SAPERE SI POSSIBILE ACCEDERE ALLA BASE PER LE PROVE DEL 1°MAGGIO 2023
    LIDIO GIACOMINI
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