Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2021

Prova di alta efficenza dell'aviazione militare

La manovra, in gran parte « a fuoco » è stata compiuta con pieno successo - Dimostrazione di « rapida partenza » e carosello di annientamento su bersagli speciali - Spettacolare esibizione acrobatica

di Armando Silvestri
da Corriere della Sera, 26 maggio 1965, p. 5

DAI NOSTRO INVIATO SPECIALE
Rivolto. 25 maggio, notte.
Alla presenza del presidente della Repubblica, Saragat, che era accompagnato dal ministro della difesa e da numerosi parlamentari, si è svolta oggi nel cielo del Friuli la maggiore esercitazione dell’aeronautica militare, intitolata Luce 65. Essa è stata organizzata dalla prima regione aerea, sotto la responsabilità del generale Giachino; vi hanno preso parte reparti di tutte le specialità, concentrati nella zona prescelta, costituita dall’aeroporto di Rivolto e dal poligono di tiro sul grato del Cellina nella zona di Maniago. Assai di rado ci è capitato di assistere ad una esercitazione di reparti militari, con una cospicua parte « a fuoco », condotta con tanta cronometrica precisione. Chiara è stata la dimostrazione di alta capacità tecnica ed efficienza operativa.

La esercitazione Luce 65, pur facendo parte integrante del ciclo addestrativo dei reparti dell’aeronautica militare, era stata impostata proprio col criterio di offrire al capo dello Stato una sintesi del livello tecnico raggiunto dai reparti. L’esercitazione aveva due fasi principali i cui teatri erano rispettivamente l’aeroporto di Rivolto per la prima, ed il poligono dell’aeronautica a Maniago per la seconda. La prima parte, costituiva una presentazione dei mezzi e una dimostrazione delle loro capacità: era impostata sul tema generale dell’esercitazione, e quindi condotta come una fase di rapida partenza di reparti aerei chiamati ad intervenire per una « pronta reazione », ad una minaccia esterna.

Udine: il presidente Saragat, che è seguito dal ministro Andreotti, passa in rassegna un picchetto d’onore.
(foto dell’articolo qui riportato)

Dopo che il capo dello Stato ebbe passato in rassegna il nutrito schieramento di mezzi, allineato su oltre tre chilometri di pista e costituito da aliquote dei diversi reparti, si sono succedute le varie fasi dell’operazione di partenza. Hanno spiccato ii volo ventiquattro aviogetti da ricognizione e attacco « RF-84F », (di cui quattro con l’assistenza di razzi di decollo), dodici aviogetti supersonici del tipo « F-104G », nove bimotori da trasporto « C-119 », sempre con rapido ritmo e con perfette manovre. Un « F-104G » è stato presentato da un pilota del reparto sperimentale di volo, mettendo in evidenza le caratteristiche di questa macchina, che è la più moderna che per il momento l’aeronautica abbia in linea.

Subito dopo quattro Fiat « G-91 », provenienti dalla loro base hanno effettuato un atterraggio su pista erbosa e, portatisi in vicinanza delle tribune, hanno compiuto un’operazione di rifornimento rapido con i materiali da campagna appositamente studiati. Mentre si svolgeva questo lavoro, destinato a dimostrare le possibilità di impiego di questo velivolo a ridosso delle linee di operazione, senza bisogno di una preparazione e di un supporto tecnico complesso, si sono avvicendate nel cielo formazioni di aerei da trasporto, ricognizione, attacco e intercettazione. La formazione di « G-91 è ripartita quindi dal prato dopo aver compiuto il rifornimento, mentre dalla pista decollava la pattuglia acrobatica nazionale.

Il 'bang' dei supersonici

Questo magnifico complesso si è esibito nel cielo di Rivolto in formazione di nove apparecchi con un programma completo di trasformazioni e figure che, normalmente, non viene eseguito con tal numero di velivoli da altre pattuglie acrobatiche. L’esibizione è stata di una precisione e di un’eleganza eccezionali che hanno dato la sensazione di facilità e familiarità con il volo di tutti e di ciascuno del piloti lasciando lo spettatore ancor più sorpreso che ammirato.

Il livello tecnico raggiunto dalla pattuglia – la quaIe, occorre dirlo, vola finalmente, dopo oltre venticinque anni, su un velivolo italiano – appare non solo altissimo ma, forse, senza rivali.

Questa esibizione ha chiuso la prima fase; a mettervi il punto fermo ci sono stati i bang provocati da alcuni « F-104G » che in quota, superando il limite della velocità del suono, hanno « sparato » una salva di saluto. Il capo dello Stato, autorità e invitati si sono quindi trasferiti ai limiti del poligono di Maniago, dove una apposita tribuna era stata preparata.

Un complesso di bersagli simulanti impianti radar, colonne di mezzi corazzati, accampamenti ed installazioni varie era stato predisposto in vista degli spettatori. I velivoli partecipanti alla manovra a fuoco dovevano attaccarli con bombe dirompenti, razzi, mitragliatrici, bombe al napalm; inoltre degli « F-104G » avrebbero simulato un attacco con cannoni Vulcan ed il lancio di « ordigni speciali » (ossia bombe atomiche tattiche) sugli stessi bersagli. I Vulcan in un minuto possono sparare tremila colpi da venti millimetri.

Arcobaleno tricolore

Gli attacchi, portati ad alto angolo (ossia picchiando da quota relativamente alta) e a volo radente (per il lancio del napalm), sono stati sufficientemente precisi. Bisogna dire che i bersagli erano raggruppati in un’area troppo ristretta, sicchè il fumo delle esplosioni e degli incendi rese ben presto assai ardua l’individuazione delle varie posizioni ai velivoli attaccanti; gli ultimi attacchi furono portati passando attraverso un’infermale cortina di turno e fiamme. Specialmente precisi e micidiali sono apparsi i tiri degli « F 86 K » portati con razzi aria-suolo (dodici per velivolo, ma la capacità era di ventiquattro) ed il mitragliamento ripetuto dei « G 91 » con le 12,7 di bordo; assai distruttivo, benchè più influenzato dalle condizioni ambiente, il bombardamento con bombe da 250 chilogrammi degli « RF-84F ».

In un carosello durato poco più di venti minuti la sorte dei bersagli è stata decisa; quantunque il loro annientamento non sia stato totale, bisogna dire che la dimostrazione data dai reparti dell’aviazione militare è risultata perfettamente convincente. Nel cielo oscurato dal fumo degli incendi la pattuglia acrobatica è infine intervenuta, per stendere un arcobaleno di fumi tricolori, dando cosi un augurale saluto ai convenuti.

Allo spettacolo di efficienza e soprattutto di rigorosa disciplina e organizzazione hanno preso parte attiva complessivamente oltre duecento velivoli senza contare quelli impegnati nei trasporti delle persone. II pubblico è rimasto ammirato; non bisogna dimenticare però, nel constatare l’alta qualità dei mezzi, che quanto la difesa del Paese esige è un adeguato livello quantitativo; e da questo l’aviazione militare Italiana è ancora lontana.

Saragat nel Friuli per le manovre «luce '65 »

da L’Unità, 26 maggio 1965, p. 2

Nel Friuli si sono svolte ieri alia presenza del Presidente Saragat le esercitazioni aeree denominate «Luce 1965 ». Ai piedi delle Prealpi Camiche. nel campo di Maniago. si trovavano i bersagli da colpire: sagome di impianti industriali, carri armati, postazioni antiaeree ecc. I tiri sono stati preceduti dal passaggio in volo dei ricognitori: il carosello e stato aperto da dodici « F. 84 ». Al termine delle manovre la pattuglia acrobatica ha effettuato alcuni passaggi a bassa quota lasciando nel cielo scie tricolori.

Saragat assiste in Friuli alle manovre aeree «Luce '65»

Una dimostrazione dell'alta efficienza raggiunta dai nostri aviatori

Rombanti caroselli nel cielo di Rivolto - A Maniago attacchi al napalm e spettacolari evoluzioni della Pattuglia acrobatica - Il plauso del Presidente

da Il Piccolo, 26 maggio 1965, p. 2

Udirle, 25
Il Presidente Saragat è intervenuto, oggi a una esercitazione aerea, denominata «Luce 1965», svoltasi nei cieli del con l’impiego di notevoli forze in mezzi ed in uomini dell’Aviazione militare. Saragat ha cosi completato il ciclo del suoi diretti contatti con le Forze armate, contatti cne l’avevano prima portato ad assistere nel mese di marzo, da bordo dell’incrociatore «Garibaldi», alle esercitazioni navali e in aprile a Monte Romano alle esercitazioni dell’Esercito.

Il Capo dello Stato, che era partito dall’aeroporto di Ciampino alle 8.15, è giunto a Rivolto — il campo dell’Aviazione militare che si trova a pochi chilometri da Udine — alle 10. Egli era accompagnato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Picella, dal consigliere militale ammiraglio Spigai e dal consigliere diplomatico Ministro Malfatti. Dal cielo di Firenze fino al campo di Rivolto, l’aereo presidenziale è stato scortato da caccia «F-86 H» della 4.a Brigata aerea.

All’aeroporto di Rivolto, il Presidente Saragat è stato ricevuto dal Ministro della Difesa Andreotti e da alte autorità militari. Ascoltata l’esecuzione delle prime note dell’Inno nazionale, il Presidente della Repubblica ha passato in rassegna le bandiere di guerra dei reparti dell’Aeronautica e il picchetto d’onore. Quindi, Saragat ha preso posto su una camionetta, a bordo della quale ha percorso gli oltre tre chilometri dello schieramento degli aerei e degli altri mezzi militari partecipanti alla esercitazione.

Allineati ai bordi del campo erano i caccia monoposto a getto polivalenti «F 104 G», i caccia monoposto a getto da ricognizione tattica «R F 84 F», muniti di speciale allestimento aereo fotografico per alta e bassissima quota; i caccia a getto «F 86 X» per intercettazione ogni-tempo, e con armamento specifico per la difesa con cannoni e missili; i caccia monoposto a getto da attacco al suolo. «F 84 F» che sono impiegati con armamento convenzionale o speciale; il caccia tattico leggero per missioni di appoggio di fuoco e di ricognizione alle forze di superficie «G 91»; i bimotori da trasporto militare «C 119», generalmente impiegati per trasporto di truppe, evacuazione di feriti e di sinistrati e lancio di paracadutisti; i velivoli da trasporto e collegamento leggero «P 808», gli elicotteri medi da tra-sporto e collegamento «A B 204».

Complessivamente 160 aerei ed i relativi equipaggi in tenuta di volo sono stati passati in rassegna dal Presidente Saragat. Vi erano Infine gli «Hercules», i missili a propellente solido, con sistema teleguidato per la neutralizzazione del vettori ad alte quote e velocità supersoniche. Al termine della rassegna, Saragat con il Ministro Andreotti e le altre autorità, ha raggiunto la tribuna posta ai limiti del campo. Nella tribuna avevano frattanto preso posto il Sottosegretario alla Difesa Pelizzo e le autorità regionali e provinciali fra cui il Presidente della Giunta del Friuli-Venezia Giulia, Bersanti, il Presidente dell’Assemblea regionale de Rinaldini, Il Commissario di Governo, Mazza, Il Sindaco di Udine Cadetto.

L’esercitazione, svoltasi con tempo favorevole e un cielo quasi sgombro di nubi, ha avuto inizio con le partenze su allarme degli Intercettatori pilotati, con decolli di velivoli da attacco per l’applicazione dei piani di «pronta reazione» previsti dal tema di «Luce 1965»; di ricognitori per l’acquisizione di informazioni sulle supposte posizioni del nemico; di velivoli da trasporto, a sostegno ai reparti aerei e di caccia tattici leggeri in appoggio alle forze di superficie. Partenze e decolli si sono susseguiti con cronometrica regolarltà e, in breve, il cielo dl Rivolto è apparso costellato dai veloci aerei, ognuno dei quali seguiva itinerari e ordlni di operazione ben precisi.

Un ufficiale ha illustrato via via al Presidente le fasi delle operazioni, le caratteristiche dei velivoli impiegati, il grado di addestramento dei piloti, numerosi dei quali hanno frequentato corsi di altissima qualificazione negli Stati Uniti ed in altri Paesi della NATO. Il rombante carosello aereo si è svolto in un susseguirsi di passaggi sul campo ed In una armonica e perfetta applicazione dei temi della esercitazione. Scopo di «Luce 1965» è stato infatti quello di presentare al Presidente della Repubblica aliquote delle varie specialità delle Forze armate dell’Aviazione, impegnate nella esecuzione, di alcune specifiche azioni, e di controllare il grado di addestramento raggiunto nelle operazioni difensive aeree. Particolarmente spettacolari i Voli del reparto di alta acrobazia, i passaggi sul campo In formazione di pattuglia a volo radente e in evoluzioni di grande e pur perfettamente controllata audacia, ed i sincroni atterraggi frenati dal paracadute.

Saragat ha lasciato quindi Rivolto e si è portato in elicottero a Maniago, dove ha assistito alla seconda fase della esercitazione, che aveva lo scopo di mostrare le possibilità della ricognizione a vista, con conferma fotografica degli attacchi a fuoco con bombe «napalm» e armi di bordo, e degli attacchi con il tipo dl armamento speciale simulato.

Dinanzi alla grande tribuna eretta sul campo di Maniago, al piedi delle Prealpi carniche, erano i bersagli da colpire: sagome di impianti industriali, carri armati, una postazione antiaerea, «hangar», e inoltre un’autocolonna in mo-vimento. I tiri sono stati preceduti dal passaggio in volo dei ricognitori, i quali hanno fatto i rilievi fotografici che, dopo pochissimi minuti, erano già a disposizione dei piloti incaricati di eseguire i tiri.

Gli obiettivi di bombardamento erano a circa due chilometri dalla tribuna. I passaggi a volo radente si sono susseguiti rapidissimi: il carosello è stato aperto da dodici «F-84-F», che hanno attaccato con bombe convenzionali; poi In ulteriori attacchi, si sono alternati i «G-91», gli «F-86-X» e gli «F-84-F». Gli stessi aerei hanno poi attaccato con bombe al «napalm»; infine gli «F-104-G» hanno eseguito prove di mitragliamento simulato e di lancio simulato di un’arma speciale. La Pattuglia acrobatica ha chiuso le esercitazioni, con una passaggio velocissimo che ha lasciato nel cielo le caratteristiche scie tricolori.

Il Presidente Saragat ha lasciato Maniago alle 13 e, via Treviso, è rientrato a Roma; al suo arrivo nella Capitale, ha inviato al Ministro della Difesa, Andreotti, il seguente telegramma: «La esercitazione, alla quale ho assistito, ha magnifica prova dell’elevato grado di addestramento dei reparti e degli equipaggi e dell’altissimo spirito che gli anima, confermando le gloriose tradizioni dell’Aeronautica militare. La, prego di voler far pervenire al Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, al comandante della ta regione aerea, agli ufficiali, ai sottufficiall ed agli avieri che hanno partecipato a Rivolto e Maniago all’esercitazione «Luce 1965», l’espressione più viva del mio compiacimento ed elogio».

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