Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026
"Ufficiale stimato, comandante autorevole e uomo di volo nel senso più autentico del termine, ha rappresentato un riferimento umano e professionale per generazioni di aviatori", viene ricordato così dall'associazione Ricercatori Storico Aeronautica
da forlitoday.it, 8 febbraio 2026 [ fonte ]
È stato un pilastro della storia delle Frecce Tricolori. Si è spento domenica mattina all’età di 89 anni il generale, Massimo Montanari, originario di Modigliana. “Nel corso della sua carriera ha operato in Pattuglia sia sul Fiat G.91 sia sull’Aermacchi MB-339, attraversando una fase cruciale di evoluzione tecnica e operativa delle Frecce Tricolori e contribuendo in modo determinante alla loro affermazione e al loro prestigio internazionale”, ricorda il sindaco Jader Dardi.
“Ufficiale stimato, comandante autorevole e uomo di volo nel senso più autentico del termine, ha rappresentato un riferimento umano e professionale per generazioni di aviatori”, viene ricordato così dall’associazione Ricercatori Storico Aeronautica.
“Con la sua scomparsa, l’Aeronautica Militare e il mondo aeronautico italiano perdono un protagonista silenzioso ma fondamentale, custode di valori, disciplina e passione per il volo – conclude Dardi -. Il generale Montanari è stato un uomo molto legato alla comunità di Modigliana dove è nato e vi ha vissuto a lungo prima di intraprendere la sua straordinaria carriera, rivolgo le più sincere condoglianze ai familiari ed alla comunità dell’Aeronatica Militare di è stato figura di riferimento”.
Morto Montanari, fece la storia della PAN
Il generale, 89 anni, arrivò nel 1966 e fu comandante dell'aeroporto. Originario di Forlì, scelse il Friuli come casa
Con le Frecce Tricolori raggiunse le oltre 5 mila ore di volo
di Viviana Zamarian
da Messaggero Veneto, 9 febbraio 2026, p. 21
Diceva che a ogni volo c’era qualcosa da imparare. Non aveva dubbi il generale Massimo Montanari, pilastro della storia delle Frecce tricolori, per anni uomo chiave della formazione acrobatica. «La miglior dote di un pilota è la modestia» ribadiva. Lui che aveva raggiunto il traguardo delle cinquemila ore di volo, lui che lassù ci sarebbe voluto stare per sempre. Se ne è andato ieri, a 89 anni.
Una vita, la sua, trascorsa solcando i cieli di tutto il mondo. Originario di Modigliana, in provincia di Forlì, ottenuto il brevetto di pilota civile a 17 anni, entra in Aeronautica Militare nel 1958 e ci resterà fino al 1995, anno in cui ottenne il congedo per limiti d’età con il grado di generale di brigata aerea. Alla base di Rivolto arriva nel 1966 come gregario destro della Pan: da allora non si allontanerà mai più dal Friuli e Udine diventa la sua casa in cui vive con la famiglia.
Ricopre vari ruoli, volando prima con il velivolo G91 e poi con il Mb-339. Nel 1983 fa parte del gruppo di nove SF-260, partiti da Vergiate fino a Chicago, nel cinquantesimo anniversario dell’impresa di Italo Balbo, ricoprendo il ruolo di leader della formazione acrobatica. Cinque anni dopo è a Mogadiscio come capo della delegazione dell’Aeronautica in Somalia, ma deve fare rientro alla base di Rivolto a seguito della tragedia Ramstein. Montanari – che per tutti nell’ambiente aeronautico era Massimino – assume il comando dell’aeroporto di Rivolto nel 1991. Lo guiderà fino al 1995, quando il 27 febbraio, giorno del suo compleanno, vola per l’ultima volta in formazione con la Pan. Il suo cuore è sempre rimasto legato al volo.
Fu un collaboratore dell’aeroclub di Campoformido e negli anni ha mantenuto rapporti di profonda amicizia con il Pony Club 15 di Codroipo. Il presidente onorario Bruno Di Lenardo ricorda come fu proprio il generale Montanari l’ospite d’onore della prima assemblea dei soci che si tenne nel 1992 all’hotel Astoria a Udine. Negli anni ha tenuto conferenze sul volo acrobatico in tutta Italia. Avrebbe voluto volare per tutta la vita Montanari. «So che è impossibile – aveva detto in una intervista a Storia illustrata – ma il desiderio è questo».
Lo ricorda con parole piene di stima l’amico ed ex compagno di formazione Giuseppe Liva. «Abbiamo volato insieme nella Pan al ’75 all’80 – racconta – e fummo tra i fondatori delle Alpi Eagles, la pattuglia acrobatica civile italiana negli anni 80 e con lui ho partecipato alla trasvolata fino a Chicago. Era un bravissimo leader, il miglior pilota di tutti e una persona eccezionale».
La data dell’ultimo saluto a Montanari – che lascia la figlia Jessica – deve essere ancora definita.
“Papà vola libero”: addio al Top Gun di Modigliana, l’omaggio della figlia Jessica a Massimo Montanari
da corriereromagna.it, 9 febbraio 2026 [ fonte ]
La scomparsa del Generale Massimo Montanari, storico simbolo delle Frecce Tricolori, ha suscitato un cordoglio unanime tra i tantissimi che lo conoscevano e ne hanno apprezzato le qualità umane e professionali. La figlia Jessica gli ha reso omaggio con un toccante video di saluto.
Addio al top gun romagnolo «Era il pilota migliore di tutti»
È morto Massimo Montanari, pilastro delle Frecce Tricolori. Lasciò Modigliana a 17 anni per volare
Si esibì davanti alla regina inglese e ricostituì la pattuglia acrobatica dopo la tragedia di Ramstein
di Sofia Ferranti
da Corriere Romagna.it, 10 febbraio 2026, p. 3
«Cieli blu Massimino». È il saluto degli amici e dei colleghi dell’Aeronautica al top gun di Modigliana, il generale Massimo Montanari, morto domenica mattina a 89 anni. Un asso del volo, un pilastro delle Frecce Tricolori, un pezzo di storia dell’Aeronautica che se ne va. Per anni è stato il punto di riferimento di tanti piloti della pattuglia acrobatica nazionale e a Modigliana, dove saltuariamente tornava, lo ricordano tutti con grande ammirazione. Era andato via giovanissimo dal paese, a soli 17 anni, per inseguire il suo sogno: volare.
Nato il 27 febbraio 1936, Montanari entra nell’Aeronautica militare nel 1958 dopo aver conseguito il brevetto civile e ci resterà fino al 1995: effettua prima il corso da allievo sottufficiale pilota poi frequenta diverse scuole di volo. Svolge il ruolo di istruttore sul T6, aereo base dí addestramento, fino agli anni ’60, poi diventa pilota di cacciabombardieri ottenendo la qualifica di “Full combat readiness”.
Infine, il top gun romagnolo nel ’66, grazie alle sue eccellenti doti, entra nella pattuglia acrobatica. L’esordio ufficiale nella formazione delle Frecce Tricolori arriva nel ’68. La sua casa diventa la base di Rivolto e si trasferisce definitivamente in Friuli, dove ha sempre vissuto con la famiglia (moglie e figlia, che ieri ha ricordato con un commovente video visibile sul sito www.corriereromagna.it – vedi sopra ndr), pur non dimenticando mai la Romagna.
Nell’ambiente aeronautico lo ricordano tutti come un grandissimo pilota, modesto e mai sopra le righe. «Era il migliore di tutti – afferma il collega e amico Giuseppe Liva -. Ho volato con lui dal 1975 al 1980. Era una persona fantastica, un pilota eccezionale, un amico simpatico e sempre cordiale. Parlava poco ma con correttezza di termini e molto ferrato. Abbiamo continuato a frequentarci anche dopo il periodo condiviso nella pattuglia acrobatica. Nel nostro ambiente era conosciutissimo per le sue doti, era un grande leader ma era anche umile».
«La modestia – diceva lo stesso Massimo Montanari – deve essere la qualità principale di un pilota, la modestia ti porta sempre a imparare qualcosa di nuovo e imparare vuol dire crescere».
Montanari, Massimino per nati, diventa il punto di riferimento della Pan. Nel 1968 le Frecce tricolori sfidano la pattuglia britannica a casa loro. A fine esibizione Montanari raccontò: «Era stata Elisabetta IIa in persona a volere la nostra presenza e alla fine mi disse “La nostra pattuglia non è da meno della vostra, ma deve inchinarsi davanti a quello che avete fatto vedere”».
Nel 1983 fa parte del gruppo di nove velivoli SF 260 partiti alla volta di Chicago, nel cinquantesimo anniversario dell’impresa di Italo Balbo, ricoprendo il ruolo di leader della formazione acrobatica. «Ho partecipato insieme a lui alla trasvolata fino a Chicago – ricorda Liva -. Era un bravissimo leader; il miglior pilota di tutti e una persona eccezionale».
Nel 1988 Montanari è in Somalia, a Mogadiscio, come capo della delegazione dell’Aeronautica quando avviene la tragedia di Ramstein, in Germania, in cui precipitarono tre aerei delle Frecce Thcolori durante un’esibizione. Montanari viene contattato, è l’uomo che può gestire i piloti dopo la tragedia.
«Venne richiamato perché di lui si fidavano tutti – sottolinea Giuseppe Liva – ed è grazie a Massimo che sono riusciti a rimettere in piedi la pattuglia».
L’ultimo volo di Montanari in formazione con le Frecce avviene il 27 febbraio 1995.
ll funerale di Montanari si svolgerà giovedì pomeriggio alle 15.30 a Udine, poi la salma venerdì arriverà a Modigliana dove il generale sarà sepolto nel Cimitero della Misericordia.
Sarà sepolto nel paese dove è nato «Era modesto, un esempio per tanti»
MODIGLIANA «Il generale Massimo Montanari è stato un uomo molto legato alla comunità di Modigliana dove è nato e ha vissuto a lungo prima di intraprendere la sua straordinaria carriera, rivolgo le più sincere condoglianze ai familiari e alla comunità dell’Aeronatica Militare di cui è stato figura di riferimento». Queste le parole del sindaco Jader Dardi che ha espresso il cordoglio a nome di tutta la comunità.
Il pilota romagnolo si era trasferito in Friuli da tanti anni ma tomava ogni tanto a Modigliana dai familiari e dagli amici dell’Associazione aeronautica del territorio.
«A prescindere dal sorriso spontaneo che Massimo ha sempre avuto – afferma il colonnello e pilota in pensione Aldo Valmori – tutti potevano avvicinarsi a lui con tranqulllità, era cordiale e disponibile. Era la sua caratteristica. Per me, come per tanti, Massimo è stato un esempio, anch’io sono diventato un pilota di aerei e abbiamo condiviso molti momenti. Quando durante le esercitazioni doveva correggere leggermente un gregario ci diceva di spostarci “un pelino” per farci recuperare qualche centimetro, oppure diceva “un’ideina più basso”, usava termini quasi buffi per insegnarci la precisione. Era ineguagliabile come uomo e come pilota. È tornato a Modigliana l’ultima volta due anni fa ed è stato un piacere come sempre averlo incontrato».
Massimo Montanari verrà sepolto nel cimitero vicino alla sua casa natale, “La Capra”, il podere dove è cresciuto e dove ancora vivono alcuni suoi familiari.
Addio al pilota Montanari ’Top Gun’ di Modigliana
’Massimino’ avrebbe compiuto 90 anni a giorni. Da bambino perse la sorellina in un bombardamento aereo. Ha servito le Frecce Tricolori per 15 anni
di Giancarlo Aulizio
da ilrestodelcarlino.it, 10 febbraio 2026 [ fonte ]
Si è spento domenica mattina vicino Udine, a casa della figlia Jessica dove viveva, il generale Massimo Montanari, il pilota che ha servito più a lungo – per ben 15 anni – le Frecce Tricolori, ovvero la Pattuglia Acrobatica nazionale, con sede alla base aerea di Rivolto (Udine), la stessa che detiene il primato di dieci velivoli impiegati contemporaneamente in volo.
Nato a Modigliana il 27 febbraio 1936, quindi prossimo ai 90 anni, ’Massimino’, com’era affettuosamente chiamato, era vedovo da qualche anno della concittadina Mariolina Fabbri (detta Lina). “Era una persona molto gioviale – racconta la cognata Antonietta Massari, vedova di Pierangelo Montanari, deceduto così come l’altro fratello Emilio –. Un grande comunicatore e amava persino cantare al karaoke. In aeronautica ha ottenuto i massimi riconoscimenti, anche se tutti all’inizio gli passavano davanti perché non aveva fatto l’Accademia. Da ragazzino lavorava nell’azienda agricola di famiglia. Fu allora che vide passare un aereo, lo guardò e disse ‘un giorno volerò su uno di quelli’. Ma la passione per il volo gli venne come reazione ad una tragedia: negli ultimi giorni di guerra nel 1945 gli inglesi colpirono con proiettili di mortaio la casa dove abitava uccidendo la sorellina di 4 anni e uno zio”.
Figura iconica del mondo aeronautico internazionale, il generale viene ora ricordato con grande stima e affetto da amici, colleghi e associazioni. “Montanari ha scritto pagine indelebili di storia della Pattuglia Acrobatica Nazionale con umiltà e infinita passione”, scrivono sulla fanpage più seguita delle Frecce Tricolori. Una vita da ’top gun’ la sua: ventenne, cominciò la carriera nell’Arma azzurra nelle scuole di Alghero, Lecce e Amendola, poi volò coi primi jet americani T33 quindi sui Fiat G.59 a Cagliari e con gli F-84F a Rimini, ottenendo la qualifica di ’full combat readiness’ (massima prontezza al combattimento), la stessa di Tom Cruise nel film cult del 1986 Top Gun.
Negli anni ’60-’70 Montanari era conosciuto nel mondo per le esibizioni aeree cui partecipava. Nel periodo 1991-1995 comandò l’aeroporto di Rivolto. In carriera ha totalizzato più di 8mila ore di volo come militare e 4mila da civile. In Turchia vinse le gare di tiro simulato aria-aria e aria-terra della Nato. Volò l’ultima volta il 27 febbraio 1995, in formazione con le Frecce che salutarono il suo congedo. Ha ricevuto importanti attestati e anche la ‘Fascia biancazzurra’, massima onorificenza del suo borgo natio. Il sindaco Jader Dardi lo ha ricordato come “protagonista silenzioso ma fondamentale, custode di valori, disciplina e passione per il volo e molto legato alla comunità dove è nato e vissuto a lungo prima di intraprendere la sua straordinaria carriera”.
Il 28 marzo 2006 l’Aeronautica Militare gli conferì il diploma di lungo e meritevole servizio per aver “coronato una brillante carriera, raggiungendo il massimo grado previsto per gli Ufficiali del Ruolo Speciale, rendendosi un fulgido esempio per tutti gli avieri”. Nel 2012 l’aeronautica Militare costituì il Club n° 129 ‘Frecce Tricolori’ intitolato ‘Massimo Montanari’. Giovedì a Udine è prevista la cerimonia funebre, mentre la tumulazione avverrà venerdì alle 15 a Modigliana nel cimitero della ‘Misericordia’.
Fissati i funerali del top gun delle Frecce Tricolori Massimo Montanari. Sarà sepolto nella sua Modigliana
Originario di Modigliana, sarà sepolto nel cimitero della Misericordia del suo paese nativo. Sui social si susseguono messaggi di cordoglio e ricordo
da forlitoday.it, 10 febbraio 2026 [ fonte ]
Si terranno giovedì pomeriggio al Tempio Ossario di Udine, con inizio della cerimonia alle 15.30, i funerali del generale Massimo Montanari, storico volto delle Frecce Tricolori, scomparso domenica scorsa all’età di 89 anni (avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 27 febbraio). Originario di Modigliana, sarà sepolto nel cimitero della Misericordia del suo paese nativo. Sui social si susseguono messaggi di cordoglio e ricordo. Era considerato uno tra i massimi esperti al mondo dell’effetto prospettiva nel volo acrobatico collettivo. Nel corso della sua carriera ha operato nella Pattuglia Acrobatica Nazionale sia sul Fiat G91 sia sull’Aermacchi MB-339, attraversando una fase cruciale di evoluzione tecnica e operativa delle Frecce Tricolori e contribuendo in modo determinante alla loro affermazione e al loro prestigio internazionale.
Montanari iniziò la sua carriera nell’Aeronautica Militare nel 1958, frequentando le scuole di Alghero, Lecce e Amendola. Volò prima sul T33, poi sul G59 e quindi sull’F84F, ottenendo la qualifica di full combat readiness’. Poi iniziò la sua avventura nella Pattuglia Acrobatica Nazionale nel 313esimo Gruppo a Udine Rivolto, dove rimase fino al 1995. Fu pilota titolare fino al 1982. Non partecipò alla tragedia di Ramstein, il 28 agosto del 1988, perchè si trovava Mogadiscio, come capo della delegazione dell’Aeronautica. Anche nelle sue mani la rinascita della Pan dopo l’immensa tragedia costata la vita al tenente colonnello Ivo Nutarelli, al tenente colonnello Mario Naldini e al capitano Giorgio Alessio.

Modigliana si stringe attorno al ricordo del generale Montanari
Oggi l’ultimo saluto a Udine all’ex pilota della pattuglia acrobatica italiana. Domani alle 15 la tumulazione nel suo paese
di Giancarlo Aulizio
da ilrestodelcarlino.it, 12 febbraio 2026 [ fonte ]
Ha suscitato grande commozione a Modigliana e nel mondo dell’aeronautica militare italiana e non solo la scomparsa del generale di Brigata aerea Massimo Montanari, 89enne icona della Pattuglia Acrobatica nazionale delle Frecce Tricolori, con sede alla base aerea di Rivolto a Udine, città dove ha vissuto.
Il funerale si svolgerà oggi alle 15.30 al Tempio Ossario di Udine, mentre la tumulazione avverrà domani a Modigliana alle ore 15 al cimitero privato della ‘Misericordia’. Nel manifesto funebre la famiglia e i parenti scrivono: “Il suo spirito continuerà a volare nei cieli e nei cuori di chi gli ha voluto bene. Un pilota non muore mai, vola solo più in alto”.
Gli Alpini della locale sezione lo ricordano nei momenti conviviali e il sindaco Jader Dardi, la giunta e i gruppi consiliari partecipano al cordoglio della famiglia. Numerosi gli attestati di stima, come quello dell’Aero Club di Mantova, di cui era presidente onorario: “Addio al re delle Frecce Tricolori che nei tempi eroici era ritenuto il massimo esperto al mondo dell’effetto prospettiva nel volo acrobatico collettivo”.
Nella pubblicazione delle Frecce Tricolori 2017, intitolata ‘I valori della squadra’, come un anticipato testamento per gli aviatori, scrisse di sé: “Quello su cui ho sempre cercato di lavorare nel mio felice periodo alle Frecce Tricolori è stato il valore di Squadra. Si stava passando da una visione di pilota singolo legato all’aeroplano solo dalle proprie capacità aviatorie ad un professionista che lavora in sinergia nel Gruppo. Lavorare insieme ci ha permesso di superare momenti difficili e di gioire dei successi raggiunti con tanto sacrificio”. E concluse, come ulteriore omaggio ai suoi collaboratori: “Un pensiero corre ai tanti che, in penombra, lavorano instancabilmente per permettere la magia del volo delle Frecce Tricolori. Un lavoro delicato e minuzioso, una manutenzione che non ammette errori. Solo così in volo i dieci piloti possono avere la serenità per poter svolgere le loro mansioni”.
Il 7 maggio 2005 ‘Massimino’, nomignolo attribuitogli per l’innata empatia, fu insignito nel suo borgo natio della ‘Fascia Biancazzurra’, onorificenza istituita quell’anno dall’amministrazione del sindaco Claudio Samorì destinata a personalità locali distintesi per impegno, creatività, ingegno e professionalità e per aver illustrato Modigliana nell’Italia e nel mondo.
Nel lungo curriculum si legge che Montanari, vero top gun nazionale, avendo ricevuto l’equivalente qualifica di ‘massima prodezza al combattimento’, fu insignito di molteplici encomi e onorificenze anche in numerosi Paesi esteri e conferito della Medaglia d’Argento al Merito Aeronautico. Fu il pilota più presente nelle manifestazioni aeree come protagonista e in congedo, dopo l’ultimo volo del 27 febbraio 1995, rimase come istruttore ed esaminatore di volo civile. In possesso di certificazioni Jar europee, era abilitato a dirigere scuole di volo e in possesso di innumerevoli abilitazioni su velivoli, direttore per manifestazioni aeree e grandi eventi aeronautici e per questo richiesto da numerosissimi enti organizzatori internazionali.
L’ultimo volo del Generale Montanari: Modigliana saluta il suo pilota delle Frecce Tricolori
L’ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare ha fatto parte della Pan Frecce Tricolori per un lungo periodo
da forlitoday.it, 15 febbraio 2026 [ fonte ]
Venerdì 13 febbraio il cimitero della “Misericordia” di Modigliana ha accolto le spoglie mortali del generale Massimo Montanari. L’ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare ha fatto parte della Pan Frecce Tricolori per un lungo periodo, contribuendo al perfezionamento delle figure acrobatiche e al conseguente successo e conferma dei valori tecnici e della rappresentatività aeronautica italiana nel mondo.
Un centinaio di persone hanno reso omaggio all’illustre concittadino che qui riposerà in Pace proprio davanti a quelle terre, immediatamente appoggiate alla cornice muraria, da sempre l’originario podere produttivo della famiglia Montanari dal quale partì il Generale per il suo lungo viaggio nell’Aeronautica Militare.
Le associazioni d’Arma degli Alpini, della Cavalleria e dell’Arma Aeronautica di Forlì e di Modigliana hanno alzato i loro Labari mentre, sull’attenti, le note del “Silenzio”, dopo la benedizione, suggellavano l’ultimo rispettoso ed affettuoso saluto. Il presidente dell’associazione Arma Aeronautica di Forlì, Renato Cappelli, ha comandato il picchetto d’onore e ha poi ricordato a tutti i presenti gli elementi significativi e le doti che hanno caratterizzato la figura del generale Montanari.
Il numero dei presenti, anche da altre parti d’Italia, non poteva che confermare le parole del sindaco Jader Dardi: “il Generale era benvoluto da tutti” ed era “figura importante per il suo impegno civile e militare”. Sull’eco delle parole dell’officiante religioso Don Marco “è bello che sia tornato a casa”, un rombo d’elica di un North American T-6 Texan del 1935 sorvolava, a bassa quota, il cimitero disegnando il “Wing “Wave”, quel dondolio su e giù delle ali per salutare l’ultimo volo del Comandante per poi risalire verso l’orizzonte di un cielo, significativamente azzurro, udendo solo il “rumore della pace”.
dal notiziario del Circolo della PAN, n° 51, marzo 2026, pp. 1 – 4
alle Frecce Tricolori dal 09/09/1966 al 30/11/1983, dal 02/11/1988 al 08/05/1991
Pilota gregario Dx n° 5-3, 6-9 (1° – 2° fanalino) e Leader
Socio del “Circolo della P.A.N.” dal 1998
deceduto l’ 8 febbraio 2026
Massimo Montanari (1936–2026) è stato una delle figure più rappresentative della storia delle Frecce Tricolori e dell’Aeronautica Militare italiana. Nato a Modigliana, in Romagna, Montanari intraprese la carriera militare in un periodo di grande trasformazione tecnologica e dottrinale dell’aviazione nazionale, distinguendosi fin da giovane per capacità di pilotaggio, disciplina e attitudine al lavoro di squadra.
Entrato nella Pattuglia Acrobatica Nazionale negli anni in cui il Fiat G.91 rappresentava il simbolo dell’acrobazia collettiva italiana, Montanari partecipò alla fase di consolidamento della PAN come eccellenza internazionale.
La sua lunga permanenza nella formazione – l’uomo che ha servito più a lungo nelle Frecce Tricolori – gli permise di attraversare anche la transizione verso l’Aermacchi MB 339, contribuendo alla continuità operativa e stilistica che ha reso le Frecce Tricolori un riferimento mondiale.
La sua carriera non si limitò al ruolo di pilota: Montanari ricoprì incarichi di crescente responsabilità, fino a raggiungere il grado di Generale, portando nella leadership la stessa precisione, sobrietà e fermezza che aveva mostrato in volo. Colleghi e allievi lo ricordano come un Ufficiale capace di unire rigore e umanità, dotato di un raro equilibrio tra competenza tecnica e sensibilità verso le persone.
Il suo contributo alla cultura aeronautica italiana è stato duplice: da un lato, l’impatto diretto sulla formazione e sulla sicurezza del volo acrobatico; dall’altro, la testimonianza vivente di un modo di intendere il servizio militare fondato su dedizione, lealtà e senso dello Stato.
La sua figura rimane un punto di riferimento per generazioni di aviatori e per tutti coloro che riconoscono nelle Frecce Tricolori un patrimonio nazionale.
Alla sua scomparsa, istituzioni, colleghi e cittadini hanno ricordato in lui non solo il pilota e il comandante, ma l’uomo che ha saputo incarnare, con stile e misura, l’essenza stessa del volo come disciplina, responsabilità e passione.
Ricordo di “Massimino” del Gen. S. A. Giuseppe Bernardis
Ho incontrato Massimo Montanari per la prima volta nel lontano settembre 1975 quando, munito del “viatico” del mio Comandante di allora, Roberto Di Lollo, fui trasferito a Rivolto per diventare una Freccia Tricolore.
Non nascondo di non essere arrivato là senza la preoccupazione di una nuova sfida in un ambiente a me sconosciuto, sia nell’attività di volo sia nei nuovi compagni di avventura (di loro conoscevo allora ed ero amico solo di Piergianni Petri).
Arrivai a Rivolto, mi presentai per il saluto al Comandante delle Frecce, Danilo Franzoi, poi a tutti gli altri. Uno di loro, col sorriso stampato in viso, con un indimenticabile accento romagnolo mi fece un’accoglienza particolare, quasi
quella di un genitore al figlio: era Massimo Montanari.
Dopo quel primo incontro che mi diede subito l’impressione di essere con lui “in famiglia” e, tenuto conto che lui, insieme a Piero Purpura, era uno dei più anziani del Gruppo, ebbi sempre più contatti, briefing, spiegazioni di tecniche, ammaestramenti pratici per addestrarmi a volare come volano le Frecce.
Era un piacere volare con lui anche nelle fasi iniziali dell’addestramento, era un piacere averlo al controllo a terra, scendere “distrutti” nei primi voli ed arrivare poi al suo de-briefing dove ti faceva vedere a parole (non c’era video-recording) come avevi volato e, senza farti sentire in colpa, snocciolava tutti i tuoi errori dandoti pure l’ammaestramento per i rimedi necessari ad ovviarli.
Di fatto ti faceva sentire a tuo agio, ti trattava da pari a pari, anche se già in quel periodo lui aveva “compiuto” nove anni alle Frecce.
L’addestramento alle Frecce non è una passeggiata, serve un duro tirocinio per il volo e, soprattutto, serve un lungo tirocinio per conoscere e farsi conoscere dai colleghi in volo con te.
In questa fase “Massimino” (per gli amici) era formidabile, sapeva come conoscere le persone, stabilire una relazione con esse e metterle a proprio agio tra di loro. Con lui maestro e poi con tutti gli altri nella primavera successiva entrai nella formazione di nove e diventai una Freccia.
Con Massimino ho fatto molti voli, in Italia ed all’estero e con lui era sempre un piacere stare dovunque, anche in mezzo a colleghi stranieri dove col suo inglese “approssimativo” riusciva a comunicare in maniera quasi perfetta ed anche ad ottenere qualsiasi cosa gli servisse, sempre col sorriso stampato sul volto.
Abbiamo avuto anche un periodo molto interessante quando lo costrinsero a fare il corso integrativo di Scuola di Guerra per corrispondenza, e lì stabilimmo un accordo: io, relativamente fresco di Accademia, ti supporto nei compiti del corso e tu, maestro istruttore, mi fai fare l’abilitazione sul mitico T-6 (ovviamente con l’accondiscendenza del Comandante Franzoi). E tutto, come sempre con Massimino andò per il meglio.
Certamente è stato una figura unica, singolare nel mondo delle Frecce. Ha attraversato tutte le generazioni: lui della generazione silenziosa dell’anteguerra, con noi “Boomers”, con la generazione X, fino agli attuali “Millenials” che ora volano a Rivolto ha saputo instaurare un rapporto di fiducia ed amicizia eccezionale che gli ha permesso di trasmettere quello spirito di coesione e squadra che è l’essenza stessa delle Frecce Tricolori.
Ora Massimino ci ha lasciati, ma è certo che nessuno di noi lo dimenticherà e, fino a quando le Frecce esisteranno, rimarrà sempre una figura di riferimento per quanti come noi hanno vissuto o stanno vivendo “la meravigliosa avventura”.
Elogi funebri letti alla SS. Messa celebrata al Tempio Ossario di Udine il 12 febbraio 2026.
Ricordo del Ten. Col. Pil. Franco Paolo Marocco, Comandante delle “Frecce Tricolori”
Generale Montanari, caro Massimino,
sebbene sia difficilissimo salutarti oggi voglio cogliere la solennità di questo triste momento per condividere con tutti la straordinaria profondità e acutezza della tua vita terrena, divisa tra cielo e terra.
La semplicità, la leggerezza e l’autenticità dei tuoi pensieri, insieme al tuo modo così umano e naturale di relazionarti alle persone, resteranno per sempre un esempio prezioso per tutte le generazioni di piloti che hanno avuto il privilegio di incontrarti.
Sei stato, forse inconsapevolmente, maestro e precursore di ciò che oggi definiamo comunicazione assertiva, docente sul campo di intelligenza emotiva e capacità relazionale.
Qualità che hanno fatto la storia e che hanno contribuito a gettare, nel tempo, le fondamenta di uno dei reparti più prestigiosi della nostra Aeronautica Militare: le Frecce Tricolori.
Il tuo sempre puntuale, rigoroso, preciso ed esigente debriefing non mancava mai di esordire con una serie garbata e premurosa di complimenti: “siete bravi…che eleganza…che armonia…”. Sempre seguiti da un gentilissimo: “però, se proprio devo dire… qui farei un po’ più così, qui pensa di farlo…ma non farlo, qui correggerei…ma non troppo…”; frasi diventate iconiche, che ancora oggi, ti assicuro e vi assicuro, riecheggiano nei corridoi dell’aeroporto di Rivolto, al nostro Gruppo e nelle parole di tutti noi fortunati successori ed eredi della tua maestria.
Intere generazioni di piloti, ascoltando le tue storie e i tuoi consigli, hanno sempre riconosciuto, all’unanimità, quella passione vibrante e contagiosa che ti brillava negli occhi. Passione, incanto e amore per la vita, per le cose belle, per i valori fondamentali dell’esistenza. L’affetto profondo e incondizionato per la tua famiglia, per tua moglie e tua figlia Jessica, per tuo genero e per il tuo amato nipote, hanno accompagnato e illuminato ogni incontro con te.
Per me, per noi, sei l’esempio di come professionalità, rigore e precisione possano, e debbano, sempre sposarsi con una genuina leggerezza dell’animo.
Grazie maestro … Ciao Massimino … Arrivederci Generale
Ricordo del Col. Pil. Assenzio Gaddoni
Autorità, Signore e Signori ….. parlo sia quale Presidente del Circolo della P.A.N., sia a nome di tutti i piloti che hanno volato con MASSIMINO alle Frecce Tricolori.
Oggi ci ritroviamo qui per salutare un uomo che ha lasciato un segno silenzioso e profondo nelle vite di molti di noi: Massimo Montanari.
Non è semplice trovare le parole giuste quando si parla di una persona come lui.
Massimino non cercava mai il centro della scena, eppure riusciva sempre a illuminarla. Aveva un modo tutto suo di esserci: discreto, attento, presente. Un modo che non si dimentica. Di lui ricordiamo soprattutto i momenti piccoli, quelli che non finiscono nei libri. Le pause tra un briefing e l’altro, quando si sedeva accanto a te senza dire nulla, e quel silenzio era più rassicurante di mille parole. Il suo modo di guardare il cielo prima di ogni volo, come se stesse salutando un vecchio amico.
Massimino aveva una gentilezza che non ostentava. Era una gentilezza che si vedeva nei dettagli: nel modo in cui ti correggeva senza farti sentire piccolo, nel modo in cui ti lasciava spazio quando capiva che ne avevi bisogno, nel modo in cui sapeva esserci senza mai imporsi.
Era un uomo che aveva fatto della misura una forma di eleganza.
E poi c’era il volo. Per lui non era solo lavoro, né solo passione, era un linguaggio. Quando lo vedevi in formazione, capivi che ogni gesto era pensato, ogni movimento aveva un senso, ogni scelta era un atto di rispetto verso gli altri.
Massimino non era solo un pilota straordinario. Era un uomo capace di ascoltare, di capire, di sostenere. Aveva quella rara capacità di farti sentire al sicuro, anche nei momenti più difficili. Non alzava mai la voce, non cercava mai di imporsi eppure, quando parlava, tutti lo ascoltavano.
Molti di noi ricordano i suoi silenzi, che non erano vuoti, ma pieni di presenza. Ricordano il suo sorriso appena accennato, che arrivava nei momenti giusti. Ricordano la sua calma, che diventava un punto fermo per chi gli stava accanto.
Oggi, mentre lo salutiamo, sentiamo il peso della sua assenza, ma sentiamo anche la forza della sua eredità: un’eredità fatta di gesti semplici, di esempio, di stile, di umanità.
Massimino ci ha insegnato che il volo non è solo tecnica, non è solo precisione. È fiducia. È responsabilità. È rispetto per chi vola con te e per chi ti aspetta a terra. E allora, in questo momento di commiato, vogliamo dirgli grazie.
Grazie per ciò che ha dato, senza mai chiedere nulla.
Grazie per la sua misura, per la sua eleganza silenziosa.
Grazie per aver reso migliore ogni luogo in cui è passato.
Massimino, il cielo che hai amato ti accoglie ancora una volta. Noi, qui, continueremo a guardarlo sapendo che una parte di te rimane lassù, nelle scie tricolori che disegnano il ricordo di chi ha saputo vivere con coraggio, con dignità, con cuore.
Un compagno d’ala non muore mai, vola solo più in alto.
Cieli blu Massimino.



Ho prestato con orgoglio e alto spirito di appartenenza servizio presso la base di Rivolto in qualità di aviere VAM fra l’82e ’83. Tutte le volte che entrava e usciva dalla base ci salutava sempre con un sorriso, ci faceva sentire parte della meravigliosa famiglia della Pan. Ciao Massimo, resterai sempre nei nostri ricordi! 1°Aviere VAM Blasco Fabio.
Quando lo conobbi nel 1972 era sergente maggiore, io ero centralinista a Rivolto. Persona educata e gentile, non faceva pesare il fatto che era un pilota della PAN. Nel Suo gruppo altri grandi….. Boscolo, Palanca, Zardo, Gallus……
Buongiorno dite che era entrato in Aeronautica come Sottufficiale come tanti altri piloti e che sono stati dei grandi piloti,poi diventati Ufficiali…. perché è stato eliminato il pilota Sottufficiale.Grazie
Ho prestato servizio nella base di Rivolto come Aviere autista del Nucleo Anti Incendi dalla fine di maggio del 1981 a fine marzo 1982 proprio in corrispondenza del periodo in cui si svolsero le ultime esibizioni della PAN con il G 91 ed i primi addestramenti con l’MB 339. Il 6 gennaio 1982 (giorno del mio ventesimo compleanno) sarebbe dovuta essere una vera e propria festa l’arrivo a Rivolto del primo MB 339 con la livrea della PAN Ma l’entusiasmo dell’evento era inevitabilmente offuscato da quel maledetto 2 settembre 1981 quando, nel cielo sopra la base di Rivolto, si consumò l’incidente che costò la vita al Ten. Col. Antonio Gallus. Quella fu l’ultima esibizione delle “Frecce Tricolori” con il Fiat G.91 PAN… Ricordo ancora le parole di Montanari quando, assieme al Col. Corrado Salvi Comandante della PAN, vennero al Nucleo A.I. a ringraziarci per il nostro tempestivo intervento con i mezzi antincendio… Montanari era sempre calmo e determinato… Aveva sempre un sorriso ed una buona parola per tutti e soprattutto non faceva mai pesare il suo ruolo… Un vero leader…!!!
Av. Sc. autista antincendio Riccardo LEONE
La ringrazio, sig. Leone, per questo bellissimo ricordo
Sono io a ringraziare Voi, per avermene dato l’opportunità su questo benissimo sito…!
Ho conosciuto il gen. Massimo Montanari in occasione di eventi dedicati al volo, realizzati dagli anni 2003 e 2005, presso il campo volo di Felonica, località rivierasca del Po nel basso mantovano. Gli eventi erano stati organizzati per ricordare un caro amico deceduto in un incidente aereo a cui è stato intitolato il campo volo “Associazione Comandante pil. Dario Bettoni” ed allo stesso tempo destinati a raccogliere fondi per l’associazione del cap. pilota “Alfedo Agrò” di Roma, impegnata nell’assistenza ai malati oncoematologici.
Il gen. Montanari, senza farsi problemi in quanto gli eventi si svolgevano in una località “sconosciuta” della pianura padana e non in un aeroporto o in un lungomare rinomato, nel comprendere l’importanza delle finalità degli eventi dedicati al volo e grazie alla sua disponibilità e professionalità, è stato determinante affinché tutto si svolgesse regolarmente, supervisionando tutti gli aspetti relativi al volo dei mezzi, compresa la partecipazione in sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori (2003-2005).
Il mio bellissimo ricordo del gen. Montanari è quello di una persona gentile, sempre disponibile, caratterizzato da altissima professionalità e passione fuori dal comune, senza mai ostentare le proprie esperienze e qualità professionali. Memorabili sono stati i suoi misurati racconti di volo durante le ore di pausa, durante le cene o altri momenti conviviali seduti attorno ad una tavola imbandita.
Rimpiango di non aver avuto occasione di re-incontrarlo negli ultimi anni, le nostre strade hanno preso direzioni diverse, ma il particolare ricordo della persona “Massimino” non si è mai affievolito.
Un caro abbraccio.
giulio