Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2020

Uomo e pilota schivo. Sono stati i suoi colleghi (i più affezionati) e gli appassionati a darci, in vita e dopo la sua morte, un riscontro commovente del suo “peso” professionale. Non ne parlava tanto e soprattutto non se ne vantava (nonostante fosse anche stato insignito di “Aquila d’oro”).  Ricordo, per tutti, il suo collega di volo Senesi che in occasione dell’ultimo raduno PPAA del 2015, ci ha raccontato – sorpresa! – che il papà, al suo (di Senesi) arrivo al Gruppo, “là era come un dio”; o il collega Liva che, un mese prima che ci lasciasse, lo ha salutato come “Maestro”.

Lorenzo Ferrazzutti – inviato via mail

Non c’è stato nulla da fare per Renato Ferrazzutti, classe 1936, colto da malore mentre passeggiava lungo le strade del centro cittadino

da messaggeroveneto.gelocal.it, 10 gennaio 2017 [ fonte ]

TARCENTO. Non c’è stato nulla da fare per Renato Ferrazzutti, classe 1936, colto da malore giovedì mattina mentre passeggiava lungo le strade del centro cittadino.
L’uomo, residente nel vicino comune di Magnano in Riviera, da quanto appreso era uscito come d’abitudine per comprare il pane e il giornale quando, all’angolo tra via Angeli e via Primo maggio, si è sentito male accasciandosi improvvisamente a terra.
Il tutto è accaduto poco dopo le sette del mattino in una zona di passaggio del paese collinare.
A dare l’allarme è stata un’esercente della zona che, compresa la gravità della situazione, è uscita dal proprio negozio per prestare all’uomo i primi soccorsi.
Sul posto sono arrivati gli uomini del 118 con due mezzi, un’ambulanza e un’automedica, che hanno tentato di rianimare l’ottantenne senza però riuscirci.
La causa del decesso è naturale e si tratterebbe di un infarto.
Renato Ferrazzutti era una persona conosciuta non solo all’interno della comunità tarcentina, ma anche nel resto del Friuli. L’uomo, infatti, aveva ricoperto il ruolo di pilota all’interno della Pattuglia acrobatica nazionale.
Ora in congedo, Ferrazzutti aveva pilotato il Fiat G.91PAN, mezzo all’epoca a disposizione delle Frecce tricolori, dal 1962 fino al 1974.
In questo lasso di tempo in formazione aveva ricoperto diversi ruoli, tra i quali Pony 2 e Pony 4, e per ben 7 anni quella di Pony 10, ossia della figura di solista.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del Norm della Compagnia di Cividale del Friuli per gli accertamenti
del caso e per la gestione del traffico veicolare.
La salma è stata trasportata alla vicina casa funeraria Benedetto. I funerali saranno celebrati domani alle 15 nella chiesa parrocchiale di Bueriis, mentre stasera alle 20 è prevista la recita del Rosario.

Contributi fotografici – tranne la 5 – di Lorenzo Ferrazzutti

Sabato a Bueriis l’ultimo saluto a Renato Ferrazzutti

Saranno celebrati sabato pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Bueriis, i funerali di Renato Ferrazzutti, classe 1936, morto a causa di un malore lo scorso 19 gennaio...

da messaggeroveneto.gelocal.it [ fonte ]

MAGNANO IN RIVIERA. Saranno celebrati sabato pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Bueriis, i funerali di Renato Ferrazzutti, classe 1936, morto a causa di un malore lo scorso 19 gennaio mentre passeggiava per le vie del centro del vicino comune di Tarcento.

La celebrazione delle esequie arriva dopo una decina di giorni dalla morte dell’uomo per via di un’indagine aperta della Procura della Repubblica di Udine per omissione di soccorso.

Il rinvio, richiesto dal pubblico ministero, è stato necessario per permettere al medico legale di effettuare l’esame autoptico, primo passo utile per poter fare chiarezza in merito sia all’operato dei soccorsi, sia sulle dinamiche dell’intera vicenda.

Sul fatto stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Cividale del Friuli, guidata dal maggiore Gabriele Passarotto, che si erano mossi subito dopo il decesso su segnalazione di alcuni cittadini presenti al momento del malore e che avrebbero sollevato alcuni dubbi sull’intervento di assistenza.

Renato Ferrazzutti, ottantenne e residente nella frazione di Buerris, soprannominato dagli amici Ferraù, era una persona molto conosciuta in paese, ma anche nel resto del Friuli, per aver ricoperto il ruolo di pilota all’interno della Pattuglia acrobatica nazionale di Rivolto.

Ferrazzutti, nelle Frecce tricolori dal 1962 al 1974, aveva ricoperto diversi ruoli, Pony 2 e Pony 4, e per ben sette anni quello di Pony 10, ossia la figura del solista.

Nel frattempo, la comunità magnanese si è stretta attorno al dolore dei familiari: la moglie Elda, i figli Mariacristina, Lorenzo e Alessandro, la suocera Caterina e la sorella Maria.

La salma lascerà la casa funeraria Benedetto e ad attenderla in chiesa, oltre alla famiglia e agli amivci, ci saranno autorità militari e civili.

Contributi fotografici di Lorenzo Ferrazzutti

RENATO FERRAZZUTTI
Il primo vero solista della PAN

di Laura Gritti Pilotto
da Storia Aeronautica, n° 5/2017, pag. 26

Il 1° maggio, come avviene ormai da tanti anni, sulla base di Rivolto, alla presenza del Gen. S.A. Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore dell’A.M., di un gran numero di club Frecce Tricolori, di familiari e amici, si è aperta ufficialmente la stagione 2017 della Pattuglia Acrobatica Nazionale, la prima del nuovo comandante, magg. Mirco Caffelli. Nel cielo friulano, con un tempo che in questa particolare occasione riesce sempre a essere amico, gli ospiti hanno potuto godere di uno spettacolo fatto di grande bravura, di magia e di orgoglio nazionale.
Con grande sensibilità quest’anno il volo è stato dedicato ad Andrea Saia, ex speaker della PAN, prematuramente scomparso pochi giorni prima. Un omaggio doveroso e tempestivo, ma certamente il pensiero di molti, soprattutto dei più anziani, è andato a Renato Ferrazzutti, ex solista della Pattuglia che nello scorso gennaio ha fatto il suo ultimo volo verso quell’al di là che per lui, uomo di grande fede, doveva rappresentare sicuramente la miglior pista per l’atterraggio della sua vita.

E allora per rendergli omaggio, ritenendo di far cosa gradita ai lettori, molti dei quali ne ricordano senz’altro le esibizioni, cercherò di tratteggiare in breve la figura di questo superbo pilota, che con tanti meravigliosi colleghi, nei primi anni ‘60, inizia a riscrivere la storia della pattuglia acrobatica in terra friulana, degna erede della “Pattuglia Folle”, di quei “saltimbanchi pazzi” al cui comando vi era un giovane Rino Corso Fougier.

Renato Ferrazzutti nasce nel 1936 a Bueriis, un piccolo paese del Friuli collinare. Entra poi in seminario, forse per vocazione o forse perché, come accade per molte famiglie friulane nel dopoguerra, questa scelta rappresenta la sola possibilità di far studiare i figli. Si diploma maestro e a questo punto la sua vita prende un’altra direzione: dopo aver letto casualmente un bando di concorso, entra in Aeronautica per fare l’ufficiale pilota di complemento. Ci riesce alla grande!
Ferrazzutti ha un carattere riservato e spigoloso da friulano verace, per nulla espansivo, emotivamente distaccato, a volte burbero anche nel linguaggio ma sempre generoso e schietto, portatore di una grande onestà morale che esercita prima di tutto su se stesso e che spesso lo porta a non essere d’accordo con le intemperanze sia professionali che personali dei  colleghi. Quando arriva a Rivolto, proveniente da Villafranca, trova come comandante il grande Mario Squarcina, a lui simile, forse, nel carattere, che riconoscendogli un’attitudine innata al pilotaggio lo impiega subito in ala sinistra. Ma è con il comandante Roberto Di Lollo che, ben presto, per la sua indole che lo fa essere un “solitario” e per il suo essere ”un gran manico”,  Ferrazzutti diventa il primo vero solista delle Frecce Tricolori.

Mitici e ancora nella memoria di molti sono i suoi passaggi in volo livellato dritto e rovescio, radenti la pista, i suoi tonneau lenti, a quattro tempi e tre veloci consecutivi con i quali riesce a mantenere con grande bravura una retta perfettamente parallela al terreno che talvolta va al di sotto dei parametri minimi previsti. Le sue prestazioni sono da “urlo” e lasciano senza fiato chi assiste alle evoluzioni sul cielo campo. Nel 1974 lascia la Pattuglia e finisce la sua vita professionale al poligono di Maniago dove assume l’incarico di Comandante. Da lì si ritira a godere la pensione nel suo paese natale dove, e c’è da crederci, in pochi conoscono il suo bellissimo vissuto aeronautico.

Questo è Renato Ferrazzutti, per i colleghi Ferraù, che nelle prime ore di una fredda mattinata, colpito da infarto se ne va accasciandosi, come viene riportato dalla cronaca locale, davanti alla tabaccheria di un paese non molto distante dal suo, nel quale si reca di frequente. Se avesse potuto scegliere, penso avrebbe preferito morire senza scalpore a casa sua con accanto la moglie Elda ed i figli Mariacristina, Lorenzo e Alessandro: così non è stato perchè il destino purtroppo non ha avuto rispetto della sua proverbiale riservatezza.

Contributi fotografici di Lorenzo Ferrazzutti

In ricordo di Renato Ferrazzutti

Alle Frecce Tricolori dal 26/11/1961 al 16/07/1974
Pilota gregario sinistro e solista

di Assenzio Gaddoni
da “Circolo della PAN” – Notiziario riservato ai Soci del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, anno 19 – n° 33 – 01/03/2017 – pagg. 6 e segg.

Il grande cuore di RENATO FERRAZZUTTI ha smesso di battere.
Dove sei? Sei partito per il tuo ultimo volo, sei definitivamente decollato e ricongiungerai sulla formazione celestiale dove troverai i tuoi e nostri colleghi che ti hanno preceduto… sì, perché lassù non potrai più fare il “solista”.
È con estrema commozione che cercherò con queste poche parole di ricordare FERRAU’.
Caro RENATO è difficile ricordare una persona unica come te.
Una persona diretta, schietta, integerrima, per nulla propensa al compromesso, caparbia, determinata, perfezionista.
Al riguardo parafrasando un breve passaggio tratto dalla “Meravigliosa Avventura” di Renato ROCCHI quando siamo nel 1962:

I Piloti a disposizione del grande SQUARCINA erano undici:
– tre appartenevano alla “vecchia guardia”: PISANO, VIANELLO e PANARIO;
– tre avevano esperienza di volo acrobatico collettivo: CUMIN, ANTICOLI e TURRA;
– gli altri: LINGUINI, GOLDONI, COLUCCI, BARBINI e FERRAZZUTTI erano nuovi nella specifica attività.
E su questi ultimi SQUARCINA focalizzava un’attenzione particolare.
Dal gruppo “in cura” emergeva subito Renato FERRAZZUTTI, che dimostrava fin dai primi voli, istinto, predisposizione e quella attitudine innata che gli permetteva di essere impiegato subito in ala sinistra.
Elemento eccellente, da inserire a pieni voti nella formazione di 6 velivoli, anche se appena arrivato al Reparto; SQUARCINA nondimeno aveva dovuto fargli notare che il suo carattere estremamente riservato, l’atteggiamento emotivamente distaccato ed il tono del linguaggio a volte un po’ burbero non gli avrebbero semplificato i rapporti interpersonali… caratterialmente era già un “solista”.
Tendeva a passare inosservato ed amava restare in silenzio, ma era comunque molto sensibile alle necessità altrui.
Elemento determinato e tenace a terra, quanto docile e disciplinato in volo.
In quei mesi di ripresa, guardando al futuro, il FERRAZZUTTI acrobatico per SQUARCINA capitava come il “cacio sui maccheroni”… un gran manico!

Caro RENATO, forse credevi che la tua scelta di “morire in incognito” ci avrebbe fatto talmente “arrabbiare” che avremmo fatto in modo di dimenticarti e di non provare tanto dolore.
Invece no, lo sgomento prima e il dolore poi ci hanno preso forse con più forza.
E poi io non voglio proprio dimenticare la tua incommensurabile professionalità, infatti riuscivi a suscitare, tu all’apparenza così altero, una grande ammirazione come Pilota “solista” delle “Frecce Tricolori”… giustamente definito “mitico”.
Ricordo quando a Gennaio riprendevi i voli di allenamento da “solista”, il primo volo era fantastico e pauroso nello stesso tempo: dopo il decollo facevi un passaggio in volo livellato radente alla pista, dove evidentemente riprendevi la misura di separazione dal terreno, ma il tuo metro era certamente inferiore ai canonici 100 cm.; poi ti ripresentavi alla quota che evidentemente avevi fissato al primo passaggio ed iniziavi in successione con una serie di tonneau: lento, veloce, da rovescio, quattro tempi, tre veloci e volo rovescio dove, come sempre, si poteva tratteggiare una retta perfettamente parallela al terreno tutti alla stessa paurosa quota rasoterra; poi, per fortuna, nei giorni successivi alzavi di alcuni metri la quota delle tue manovre acrobatiche … ed eravamo tutti più contenti!
Voglio altresì esprimerti il mio ringraziamento per quanto mi hai trasmesso nell’arte del volo acrobatico dove sei stato un sicuro riferimento.
Non voglio dimenticare la tua preparazione, la battuta ironicamente ostentata soprattutto nei confronti di chi non aveva la modestia di riconoscere che il sapiente è chi è sempre alla ricerca di ciò che non sa.

Caro RENATO, avendo potuto apprezzare la tua straordinaria energia interiore, mi ero convinto – stupidamente, diresti tu – che tu avessi una particolare immunità rispetto ai mali di questo mondo.
La morte, comunque la si interpreti, è sempre una dura realtà con la quale non tutti trovano la forza e il coraggio di confrontarsi apertamente.
Ciascuno, sulla scorta delle proprie convinzioni, cerca una risposta alle paure evocate dalla morte.
Il credente, … e tu lo eri, può però contare sulla sua fede, nell’immortalità dell’anima e sulla forte convinzione che la vita di un individuo non avrebbe alcun senso se finisse inesorabilmente on la morte.

Vorrei concludere questo mio breve ma sentito ricordo di RENATO dicendo che: “fino a quando c’è qualcuno che ricorda, l’esistenza è assicurata. Quando il filo della memoria si spezza, ecco che sopraggiunge la vera morte” e  credo che il filo del ricordo di RENATO sia lungo e resistente, non certo facile da spezzare.
Ma non dimentico neppure quel bellissimo rapporto, fatto di tensione positiva e di stima sincera, che negli anni eri riuscito a stabilire, a costo di limare le non poche asperità del tuo carattere, con tutti i Colleghi delle “Frecce Tricolori”, i quali – non per nulla – credo siano ora tra le persone che più ti rimpiangono.
Infine caro RENATO, oso sperare che la tua passione, la tua dedizione, la tua rettitudine, con le quali hai sempre operato, vengano tenute in debito conto nell’aldilà per ogni possibile riconoscenza e ti valgano per trovare posto tra i giusti e godere del meritato eterno riposo ….. e che il Signore ti conceda la “pace eterna”.

L’ultimo volo di Renato FERRAZZUTTI alle “Frecce Tricolori”

Aerobase di Grazzanise – 1974, 26 maggio ore 11:00 locali
Presentazione Pattuglia Acrobatica Nazionale agli Allievi dell’Accademia Aeronautica.
Programma “Alto di 6 + 1 G 91 PAN”: ZARDO (leader), GADDONI (1° gregario sx), MONTANARI (2° gregario dx), PALANCA (2° gregario sx), BOSCOLO (2° gregario dx), BONOLLO (1° fanalino), FERRAZZUTTI (solista).… come ultima figura il “solista” FERRAZZUTTI effettuava un “fuori programma”: un passaggio basso, alla minima, portando l’ala destra, in leggera virata, a non più di due metri dalle teste degli Allievi, non risparmiando quelle “più nobili” del Gen. Antonio MURA e del Col. Franco PISANO rispettivamente Comandante e Vice Comandante l’Accademia Aeronautica unitamente al Col. Giorgio SANTUCCI Comandante il 9° Stormo.
Al Circolo Ufficiali, sentito il Comandante del 313° Gruppo A.A. T. Col. Vittorio ZARDO, il Gen. MURA decideva di far trasferire il Magg. Renato FERRAZZUTTI ad altro incarico.
La motivazione: “troppa familiarità con la macchina”… ovviamente non era una nota di demerito!
Al rientro a Rivolto, FERRAZZUTTI trovava il telex di trasferimento al Poligono di Maniago dove assumeva l’incarico di Comandante.

Contributi fotografici di Lorenzo Ferrazzutti – tranne la prima e le ultime due

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