Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2026
Pilota di lungo corso della Pattuglia Acrobatica Nazionale, partecipò anche alla celebre Trasvolata del 1986. Seguì la carriera civile in Volare Airlines e anche un libro sulle sue esperienze nel volo acrobatico
di Roberto Morandi
da varesenews.it, 11 luglio 2026 [ fonte ]
È morto a Carnago Augusto “Gù” Petrini, già pilota delle Frecce Tricolori e autore di racconti e pubblicazioni dedicati al mondo dell’aviazione. Una vita trascorsa tra gli aeroplani, l’Aeronautica Militare e la volontà di conservare e trasmettere la memoria delle esperienze vissute in volo.
Nato a Roma nel 1954 e da tempo residente nel paese del Varesotto, Petrini aveva fatto il suo ingresso nella formazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale negli anni Ottanta. Nel 1984, dopo circa un anno di addestramento, era subentrato ad Alberto Moretti nella posizione di Pony 8, terzo gregario destro. Nei suoi ricordi avrebbe raccontato proprio uno dei primi voli in formazione, durante una manifestazione sul lago di Vigna di Valle, davanti al museo storico dell’Aeronautica Militare.
Nel 1985, a 31 anni e con oltre 1.100 ore di volo, figurava ancora come terzo gregario di destra delle Frecce Tricolori. Una posizione particolarmente delicata, nella parte più esterna e bassa di alcune formazioni, che Petrini continuò a ricoprire anche nelle stagioni successive, compreso il 1987.
Furono anni intensi per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, impegnata nelle manifestazioni in Italia e all’estero. Petrini partecipò anche alla grande trasferta nordamericana del 1986, una complessa traversata atlantica compiuta con gli MB-339 della PAN, preparata nei minimi dettagli per affrontare le lunghe tratte e i rischi legati al sorvolo dei mari freddi. Tra gli episodi da lui ricordati ci furono l’accoglienza ricevuta a Oshkosh, negli Stati Uniti, e le esibizioni europee, come quella di Sion, in Svizzera.
“Confesso che ho volato”
Esperienze, emozioni e aspetti tecnici del volo confluirono nel libro “Confesso che ho volato”, pubblicato nel 2005. Il volume raccoglieva ricordi della vita militare e della permanenza nelle Frecce Tricolori, ma anche spiegazioni accessibili sulle manovre, sulle formazioni e sulle difficoltà affrontate dai piloti.
Nei suoi testi Petrini aveva raccontato senza retorica la vita all’interno della Pattuglia: l’addestramento, la fiducia tra i componenti della formazione, la disciplina e la necessità di mantenere lucidità anche nelle situazioni più complesse. Tra i suoi ricordi compare anche un episodio avvenuto durante la manifestazione di Ramstein del 1987, l’anno precedente alla tragedia che avrebbe segnato per sempre la storia delle Frecce Tricolori (Petrini ovviamente conosceva Naldini e Nutarelli, i due piloti morti quel giorno).
Dopo la carriera operativa, “Gù” Petrini aveva continuato a coltivare la passione per l’aeronautica attraverso la scrittura, lasciando una testimonianza diretta di una stagione importante della Pattuglia Acrobatica Nazionale e della vita dei piloti che hanno portato il tricolore nei cieli di tutto il mondo.
Pilota civile
Conclusa la carriera nell’Aeronautica Militare, Augusto Petrini continuò a volare nel trasporto civile, prestando servizio come comandante per Volare Airlines, la compagnia nata a fine anni Novanta, di base anche a Malpensa e poi travolta dalla crisi del settore dopo l’11 settembre. Un secondo capitolo professionale che lo mantenne legato ai cieli e all’aeroporto di Malpensa anche dopo l’esperienza sui velivoli militari e nelle Frecce Tricolori.
I funerali
La salma riposa nell’abitazione di via Pio XII 62 a Carnago. L’ultimo saluto ad Augusto Petrini sarà lunedì 13 luglio alle 15, nella Sala del Commiato del Crematorio di Varese, in via Paolo Maspero 40, con ingresso dal cimitero di Giubiano.
Carnago saluta Augusto Petrini: fu pilota delle Frecce Tricolori e testimone della vita tra gli aerei
da laprovinciadivarese.it, 12 luglio 2026 [ fonte ]
CARNAGO – Si è spento a Carnago Augusto “Gù” Petrini, romano di nascita, classe 1954, da anni residente nel Varesotto. Ex pilota delle Frecce Tricolori, aveva dedicato l’intera carriera al volo, proseguendo poi il proprio percorso professionale anche nel settore civile e raccontando la sua esperienza attraverso diversi libri.
L’ingresso nella Pattuglia Acrobatica Nazionale risale agli anni Ottanta. Nel 1984, al termine dell’addestramento, prese il posto di Alberto Moretti come Pony 8, terzo gregario destro, ruolo confermato anche nelle stagioni successive. Nel 1985 contava già oltre 1.100 ore di volo e continuava a occupare una delle posizioni più delicate della formazione. Nel 1986 partecipò alla trasferta nordamericana con gli MB-339, ricordando poi l’accoglienza di Oshkosh e l’esibizione di Sion.
Nel 2005 pubblicò “Confesso che ho volato”, libro dedicato ai ricordi dell’Aeronautica Militare e delle Frecce Tricolori, con pagine dedicate anche alle manovre, alle formazioni e all’addestramento dei piloti. Terminata la carriera operativa, fu comandante per Volare Airlines. La salma è composta nell’abitazione di via Pio XII 62 a Carnago. I funerali saranno celebrati lunedì 13 luglio alle 15 nella Sala del Commiato del Crematorio di Varese.
introduzione al libro Confesso che ho volato
Io ricordo.
Ricordo che quando ero un ragazzo innamorato del volo, che passava ore e ore attaccato alla rete di recinzione dell’aeroporto di Ciampino a vedere atterrare gli aeroplani ed aveva deciso già da tempo che quello era ciò che voleva fare da grande, mi sarebbe piaciuto moltissimo leggere un libro come questo.
Anzi forse l’ho scritto proprio per quel ragazzo di allora, per dirgli: si! E’ vero. Volare è proprio come lo immaginavi, anzi di più.
Di più perché certe sensazioni, che pure ho provato a descrivere, in realtà non le puoi neanche immaginare se non le vivi di persona.
Ricordando, come fosse ieri, quello che provavo quando vedevo volare un caccia, quali erano le cose che avrei voluto sapere, quali le domande che avrei voluto fare al pilota, è stato facile rispondere ora a quelle curiosità.
Queste storie non sono un libro di memorie, non è la storia della mia vita. Anche perché, a parte poche persone care e qualche amico, che peraltro la conoscono già, non interesserebbe a nessuno.
Sono, invece, tutti episodi di volo accaduti a me, nel corso dei 23 anni che ho vissuto da Ufficiale Pilota dell’Aeronautica Militare, non legati da una trama o da una precisa sequenza temporale, ma ciascuno a se stante.
In ogni storia racconto il fatto, cercando, per quanto possibile, di raccontare le sensazioni che provavo in quel momento e nel raccontarlo spiego gli aspetti tecnici relativi al volo militare che servono alla comprensione dell’accaduto.
Questi aspetti tecnici possono essere, di volta in volta: tecniche di pilotaggio, caratteristiche costruttive o aerodinamiche dei velivoli da combattimento, tipi di missioni operative tipiche del volo militare e così via.
Alla fine della lettura un lettore appassionato di cose aviatorie, non dico che saprà tutto del volo militare, ma conoscerà molti aspetti e molti fatti di solito riservati ai soli addetti ai lavori. Non sarà, tuttavia, come leggere un manuale o un testo di studio, ma sarà invece, come sedersi in un bar con un vecchio pilota e sentirlo raccontare le sue storie, interrompendolo di tanto in tanto per farsi spiegare meglio qualche particolare.
Queste storie sono, infatti, la risposta, oltre che alle mie curiosità da ragazzo, a tutte le domande che mi sono state fatte nel corso degli anni, tutte le volte che le ho raccontate ad amici e conoscenti.
Infatti, io questi episodi di volo li ho già raccontati innumerevoli volte ed è per questo e grazie a mia moglie Inga che è nata l’idea del libro. E’ stata lei, infatti, che sentendomi spesso raccontare queste storie, un giorno mi ha detto: “Perché non le scrivi?”.
La mia prima reazione è stata una risata: “Figurati! Scrivere un libro”. Ma poi, pensandoci meglio, mi sono detto: “Perché no?”.
Inoltre, nella mia carriera ho avuto la fortuna di fare un po’ tutte le attività tipiche del volo con velivoli da caccia. Infatti, ho iniziato la mia attività operativa come “bombardiere”, con l’F104 S, poi ho fatto parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale, poi sono diventato istruttore di volo nella scuola di volo della NATO di Sheppard, negli USA ed infine ho chiuso la fase operativa della carriera come “intercettore”, ancora con l’F104, questa volta nella versione ASA.
Non sono diventato un super esperto in nessuna di queste forme di volo, però le ho viste tutte, quindi le mie storie sono abbastanza varie e coprono un pò tutti gli aspetti del volo con aviogetti militari.
Questo libro è dedicato a tutti gli appassionati del volo, piloti e non, che non hanno avuto la fortuna di far parte dell’Aeronautica Militare, ma che vogliono saperne di più.
Ho cercato di descrivere le sensazioni che si provano, pilotando un F104 o volando con le Frecce Tricolori, pur sapendo, come ho detto prima, che è ben difficile farlo con le parole, se non le si è vissute di persona, ma spero di essere riuscito, almeno a darne un’idea.
Per quanto riguarda il titolo, ho parafrasato quello del libro autobiografico del grande poeta cileno Pablo Neruda: “Confesso che ho vissuto”.
Per carità! Non voglio certo accostarmi a lui, ma il volo è stato ed è, tuttora, la mia vita e allora mi sento di dire:
“Confesso che ho volato”.


