(Ultimo aggiornamento: )

dal profilo Facebook di Marco Farè

Aeroporto Le Bourget, Parigi – Francia.

Salone Internazionale Aerospaziale rappresentativo dell’industria e dellle forze armate aeronautiche mondiali. Un’evento che in quegli anni vedeva l’Italia con le sue Frecce Tricolori il clou delll’intera manifestazione. L’organizzazione dello svolgersi dei display era rigida e capillare. I tempi erano scanditi al secondo… quasi ossessionanti… senza margine di errore.

Naturalmente tutto il gruppo delle Frecce Tricolori, specialisti e piloti,era concentrato nei preparativi, sotto quel lieve velo di tensione che si faceva sentire.

Giunge il momento dei preparativi… non manca molto tempo all’apertura della finestra di inizio esibizione. I piloti salgono sui loro velivoli dopo gli abituali controlli seguiti dai loro capivelivoli. La tempistica è stretta, ma ancora accettabile. Tutto procede a pochi minuti dall’accensione motori.

I controlli continuano, si passa alla prova radio e da questo momento il tempo prende a correre più velocemente. La radio di Pony 3 Luigi Linguini non da segni di vita (non è una novità per il G-91)… ogni tentativo di riportarla in funzione risulta vano. Inesorabilmente la tensione sale… Niente da fare, l’apparato radio è “off” e Linguini al momento non può partecipare al display. L’unica carta da giocare a disposizione è il velivolo di riserva che normalmente è il sostituto di un G91 che ha dato forfait qualche ora prima… non qualche minuto. E poi ci sono i colori dei fumi… la tanica è stata riempita con il verde… Azz: Linguini è un destro… Pony 3… quindi fumi rossi (a quei tempi)… non va bene. Ccosa fare?

La decisione è immediata. Cambio velivolo e sostituzione tanica fumi colorati… e il tempo a disposizione è pochissimo. È il momento degli specialisti… tutti si muovono velacemente ma senza agitazione… via la tanica dal G91 fuori uso… mentre si inzia la preparazione al volo della riserva.

Il tempo passa inesorabile e quanto sta accadendo non passa inosservato al pubblico ed alle alle altre pattugie presenti (sicuramente qualche invidioso spera in una infamante debacle). Linguini con l’aiuto il suo fido capovelivolo esce dal suo “traditore” G-91 e trafelati si dirigono verso la riserva distante dalla linea di volo della Pattuglia. Nel frattempo il resto della formazione continua i preparativi… accensione… il pubblico osserva… vede il N.3 rimanere inanimato… ma osserva anche un G-91 isolato che avvia il motore “a quattro mani”.

Le “Frecce” iniziano a muoversi verso il decollo e Linguini, partito dalle retrovie, si insinua per raggiungere la propria posizione.

Gli specialisti intanto osservano e sperano di essere rimasti nei tempi previsti, forse ce l’hanno fatta..

Dalla torre viene dato l’ok al decollo: inizia la straordinaria esibizione delle Frecce Tricolori.

La manifestazione è finita, i G91 sono parcheggiati lungo la linea di volo e gli specialisti stanno lavorando per prepararli per il ritorno.

Tutto sembra dimenticato e le azioni ritornano alla solita routine.

Un particolare distoglie l’attenzione: si vede un lato ufficiale francese (il comandante di stato maggiore dell’aeronautica) che ,dopo essere passato inosservato, confabula con il capo linea degli specialisti.
Ad un primo momento tutto fa pensare ad un rimprovero per quanto successo prima del decollo.

Dopo un breve scambio di parole gli specialisti vengono chiamati a riunirsi al cospetto dell’alto ufficiale che ,dopo averli passati in rassegna, chiede di poter stringere personalmente la mano e congratularsi con quelle persone che, in modo più che professionale, aveva reso possibile in così breve tempo la sostituzione di un velivolo della pattuglia.

Una indimenticabile soddisfazione per chi lavora nelle seconde linee , ma ha lo stesso valore all’interno di un gruppo chiamato Frecce Tricolori.

da Renato Rocchi, La splendida avventura – La storia del volo acrobatico, vol. 3°, p. 96

■ 4 giugno aérodrome Parigi le Bourget
• XXVII Salone dell’Aeronautica e dello Spazio;
• organizzazione: Comitato Salone dell’Aeronautica

• programma
: giornata conclusiva – sette ore di spettacolo – in presentazione 150 tra aerei ed elicotteri – inizio alle ore 09.30 – 500.000 persone con il naso all’insù anche il giorno della grande rassegna, per vedere, assistere, constatare quanto di più moderno nel pianeta aviazione esisteva al mondo.

Una “tirata” che seguita ti assordava, ti confusionava la mente.

In alternato alle presentazioni dei “mostri sacri” quali Harrier”. I’F 111, il Corsair A-7 A, l’Aermacchi MB 326, il *team” della Dassault con il Mirage III, il Mirage IV, TF2 e tante altre “macchine meravigliose”, le esibizioni di ben cinque pattuglie acrobatiche, rappresentanti la Svezia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, I’Italia e la Francia.

Nell’ordine:
– “Swedish Patrol” – Svezia – con 4 SAAB 105
– “Thunderbirds” – U.S.A.F. – con 4+2 F 100 D
– “Red Arrows” – Gran Bretagna – con 5+2 GNAT
– “Blue Angels” – US Navy con 4+2 Fll A Tiger
– “Frecce Tricolori” –  Italia -con 9+1 G.91
la disposizionedei piloti nella formazione:

Cumin
Ferrazzutti – Linguini
Purpura – Schievano
Anticoli
Zardo – Zanazzo
Bonollo
Franzoi (solo)

– “Patrouille de France” – Francia – con 7+2 Fouga Magister
la disposizione dei piloti nella formazione:

Duguet
Pechberty – Lacaberats
Duthoit – Lucet
Marion – Simon
Combes (solo) – Abadon (solo)

Per la P.A.N., oltretutto, vita difficile, perche T’organizzazione, in sede di “briefing”, aveva vietato i passaggi bassi, penalizzando, perciò, ‘incrocio della “bomba”, e Di Lollo – dopo le esibizioni dei “Thunderbirds” e delle “Red Arrows” – non intendeva rinunciare alla più bella, esaltante e meno pericolosa manovra acrobatica.

Di Lollo con il “placet” del Gen. Aldo Remondino – presente all’*air-show'” – raccomandava a Cumin di attenersi al programma – bomba e incrocio – cancellare,quindi, l’esecuzione del “gabbione” – e rispettare i 15 minuti primi “schedulati”.

La P.A.N. aveva già un primato: era il “team” con il più alto numero di velivoli in formazione,e si sa che con l’aumentare dei velivoli in formazione aumentano di pari passo le difficoltà,anche se la fantasia ha più spazio per creare altre nuove figure acrobatiche.

Un’apoteosi, un successo meritato, un “lavoro” impeccabile, una dimostrazione di stile.

Cos’è il “gabbione”? è l’apertura della “bomba”… “quel fiore che si dischiude”… congiungimento, “tagliando” l’incrocio.
Questa “figura”, sgradita ai piloti, perché la manovra del ricongiungimento è veramente sofferta, è stata inserita nel programma “Alto di 9 e di 6” e viene eseguita su aeroporti o località dove gli ostacoli o la mancanza di punti di riferimento a terra, possono rendere pericoloso un incrocio a bassa quota di 9 velivoli a tre quote differenti. O per divieto… dell’organizzazione.

Ricordo che al termine della presentazione i velivoli si stavano portando al parcheggio quando il “leader” della “Patrouille de France – Com.te Duguet, con il suo “secondo” Duthoit – avvicinarono un Di Lollo ancora teso, preoccupato per quella prova di forza, di certo non condivisa dall’organizzazione. per informarlo, con un sorriso tra il sornione e il soddisfatto, che era convocato in torre di controllo (dove risiedevano i “cervelloni” dello “schedulato”).
Era uno scherzo di poco gusto. Grazie a Dio!

La Patrouille de France” chiudeva il XXVII Salone ec gli organizzatori avevano motivo di mostrarsi soddisfatti, anche se nella presentazione del “team”, formato dai quattro “gioielli” della Dassault: il Mirage II, il Mirage IV, l’F2 e il1 Mirage V, in atterraggio, al momento del contatto con la pista, proprio al Mirage V – un cacciabombardiere del futuro – scoppiava un pneumatico; il velivolo usciva di pista e prendeva fuoco.
Pilota incolume, velivolo distrutto.
Un scotto che si poteva accettare.

Era l’ultima figura da presentare – una figura nuova – provata e riprovata in allenamento, mai esibita in un “air-show” – doveva essere l’asso nella manica: la “bomba”” all’italiana… il “team”, … la “Patrouille de France” a “petit canard” quindi, entrava a “piramide” di 7… Duguet tirava sù, e, sulla sommità, a 2000 piedi, non di più, rimaneva “impiccato”, prima di rovesciare – pochi attimi, nell’attesa dell’ entrata del “solista” – che era in ritardo… quando rovesciò, i velivoli erano già alla minima velocità di sostentamento.. i piloti, in quel drammatico momento, aprirono con il muso giù per riprendere velocità e uscire da quella scabrosa situazione.. Duthoit non ce la fece… entrò in vite piatta… quattro giri e si schiantò sul prato, a non più di cento metri dalla tribuna delle autorità.

Gli altri 6 recuperarono appena la velocità, e fu chi passò tra due hangars. Una manovra sbagliata, ma anche tanta iella. L’effetto “crash” fu attenuato quella sera dalla notizia improvvisa, incredibile, della guerra dichiarata tra Israele ed Egitto.

Il più grande spettacolo aeronautico dell'anno

Dopo un'apertura caratterizzata da piogge abbondanti, che avevano trasformato tutto il terreno di Le Bourget in una vera e propria risaia, il tempo è andato rapidamente migliorando e il 27° « Salon International de l'Aeronautique et de l'Espace » ha avuto la sua tradizionale cornice di sole e di caldo

di Nico Sgarlato
da Interconair – Aviazione Marina, vol. VI, anno VII, luglio 1967, n° 39, p. 23 e segg.

[…] Veniamo ora alla parte dell’Air Show che generalmente colpisce di più la maggioranza del pubblico: le pattuglie acrobatiche.

Nel pomeriggio dl domenica ha aperto la serie la squadriglia del THUNDERBIRDS dell’U.S. Air Force su North American F-100 D SUPER SABRE. I coloratissimi SUPER SABRE sono Indubbiamente già spettacolari dl per se, ma ci sono sembrati Inferiori alla passata edizione. L’alta deriva di uno degli F-100 era interamente annerita, segno dl un principio dl incendio, dovuto forse ad un incidente durante gli allenamenti. Sempre spettacolare il passaggio chiamato « Calypso ».

È stata la volta quindi delle FRECCE TRICOLORI. I nove G-91, in mano ad altrettanti « manici » della PAN nella loro miglior forma hanno saputo strappare gli applausi del pubblico presente con manovre perfette tecnicamente e allo stesso tempo spettecolari. Molto belle alcune figure nuove ed II passaggio finale a bassa quota con fumate tricolori.

La terza pattuglia che si è esibita è quella del RED ARROWS delle R.A.F. con nove H.S. GNAT interamente rosso fuoco. Anche in questo caso l’esecuzione delle figure era impeccabile. Il passaggio rasoterra finale dà l’Impressione che gli aviogetti escano dal prato.

Hanno fatto seguito i BLUE ANGELS dell’U.S. Navy sul loro Grumman F-11 TIGER azzurro cupo e giallo. L’esibizione è buona, ma è lontana da quella del ’65. Dobbiamo notare che i BLUE ANGELS si sono esibiti con un aereo in meno.

Penultima è la pattuglia svedese con quattro SAAB-105. Indubbiamente le figure sono eseguite con buona volontà, gli aerei sono Incollati tra loro, ma il piccolo reattore non si presta a simili esibizioni.

Chiude la PATROUILLE DE FRANCE con i Potez C.M. 170 MAGISTER dalle ali tricolori. Benché il MAGISTER non sia l’aereo più adatto per fare acrobazia i piloti francesi riescono a ottenere risultati invidiabili e le figure più difficili sono eseguite con la massima disinvoltura. Come già detto purtroppo la bella esibizione si è chiusa tragicamente.

A beneficio dei lettori potremmo stabilire una classifica ufficiosa delle pattuglie acrobatiche, basata sui giudizi del pubblico e dei giornalisti presenti. Eccola: prime le FRECCE TRICOLORI (Italia), seconda la PATROUILLE DE FRANCE (Francia), terze le RED ARROWS (Gran Bretagna), quarti i BLUE ANGELS (U.S. Navy), quinti i THUNDERBIRDS (U.S. Air Force) e sesta la pattuglia svedese.

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