Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2021

da Renato Rocchi, La meravigliosa avventura – Storia del volo acrobatico, Aviani editore, vol. 3, pp. 169 e segg.

Il 28 aprile la “prima” internazionale a Salon-de-Provence.
Le Frecce Tricolori erano invitate ai festeggiamenti per il 20° Anniversario di Costituzione de la “Patrouille de France”. L'”air-meeting” sull'”aérodrome” di Salon-Eyguieres – sabato 28 aprile – con la regia de l’Armée de l’Air, davanti a 50.000 persone ed ai piloti che hanno fatto parte dal primo dopoguerra della pattuglia acrobatica francese.
Un “display” d”éssai”.

Già al “briefing” il “project officer” rivolto alle “Frecce Tricolori” si affannava per “tagliare” la figura della “bomba” fin dall’apertura. E le osservazioni di Zardo, nel tentativo di salvare la figura più attesa dal pubblico, quella “bomba” con incrocio che dava il “distinguo” e che era la meno pericolosa del programma, se aveva avuto un effetto, era il contrario.

Per gli altri “acroteams” in programma, vita normale.
Una presa di posizione valutata fuori posto. Ma non c’era niente da fare.

Per di più le condizioni meteo erano ideali: nubi alte, stratificate a 20.000 piedi, visibilità oltre i 20 chilometri, non una bava di vento.
Se pioveva almeno, ci si rassegnava.

In quel pomeriggio, tra il lancio dei paracadutisti militari e civili, presentazioni del CAP 20 de l’Equipe de Voltige, di elicotteri, dei Mirage III e IV, si alternavano quattro “teams” acrobatici che facevano il “clou'” dell”air-show'”.

Presentavano

: per primi gli “Slivers”
in rappresentanza della Belgian Air Force
2F 104 G in un “display” in perfetta sincronia – l’uno di fronte l’altro a non più di 100 piedi ground
i piloti:

Nuyts
De Vlieger

: seguivano le “Red Arrows”
in rappresentanza della R.A.F.
7+2 GNAT – sempre grintosi,d’effetto, con quell’ingresso a “ventaglio” quota 30 piedi -, poi sù con un ricongiungimento veloce, prepotente, per presentarsi sulla sommità in un “diamante” perfetto di “9 GNAT”. Impressionante ed esaltante, ma anche da penalizzare quanto la “bomba” della P.A.N.
La disposizione dei piloti nella formazione:

lan Dick
Donnelly – Aspinall
Binnie
Tait – Girdler
Somerville (solo) – Day Sheen (solo)

: le Frecce Tricolori”
in rappresentanza dell’Aeronautica Militare Italiana
programma “Alto di 9+1 G.91 PAN”,
ventiquattro minuti di spettacolo e di emozioni anche senza l’esecuzione della “bomba”.
La disposizione dei piloti nella formazione:

Zardo
Gaddoni – Montanari
Palanca – Boscolo
Bonollo
Gays – Caruso
Gallus
Ferrazzutti (solo)

: la “Patrouille de France”
chiudeva lo *show”. Volava nella formazione di 9+2 Fouga Magister.
Un’esibizione perfetta in linearità e geometria, una “performance” che dava quel fremito di suggestione e di emozione ai “predecessori convenuti a Salon.
La disposizione dei piloti nella formazione:

Courtet
Labarre – Bouisset
Bavoil – Cluzel
Guilloret
Signoret – Chabran
D’Ambra
Gilbert (solo) – Lapeyre (solo)

Alla sera eravamo invitati alla “Cena dell’Anniversario”.
Tra autorità militari, civili, piloti e non piloti, tanta bella gente, veramente.
Avevamo ancora l’amaro in bocca per quella ingiustificata penalizzazione.

Lo dovevamo sfogare. Ma quando? e come?
Deciso: in risposta al ringraziamento da parte del Comandante dell’Accademia de l’Armée de l’Air per la nostra partecipazione. L’argomento doveva avere un riferimento storico con la “punta di ironia”.

Pur mettendocela col buzzo buono, non era affatto facile la composizione. Dopo non pochi ripensamenti, cancellazioni e stralci, usciva la “pensata” che, se ricordo bene, diceva pressappoco cosi:

“…confesso che ci sentiamo di casa, qua a Salon, tra queste rovine che segnano la presenza di Roma Imperiale, la cui potenza e vita millenaria furono dovute anche alla politica applicata nei territori occupati, che era quella di non ‘turbare’ gli equilibri esistenti in fatto di lingua, religione, costumi, e, addirittura, cercare di soddisfare ‘qualche’ richiesta dei ‘Barbari’ stessi.

Roma, infatti, aveva altri modi per mostrare ed mporre al mondo la propria grandezza e la propria superiorità.
Siamo cosi certi, che oggi, accettando noi la ‘richiesta’ fattaci dal ‘project officer’: la cancellazione, cioè, della ‘bomba’, figura acrobatica che distingue le ‘Frecce Tricolori’, abbiamo dimostrato lo stesso la nostra superiorità nel non ‘turbare’ gli equilibri esistenti, pur presentando un programma acrobatico invidiatoci da tutti”.

Il tutto tradotto in francese dall’amico Georges Lapeyre – pilota solista de la “Patrouille de France”. Una traduzione resa più facile per il nostro Georges da un buon italiano imparato per motivi di sopravvivenza sul lungomare riminese.

Zardo quella sera, nella sua veste di Comandante del 313° Gruppo e di “leader” delle “Frecce Tricolori”, quando venne il suo turno, lesse quella specie di “bollettino” in un francese perfetto, creando il silenzio dello sconcerto, rotto poi dal “grazie sincero per l’invito e il saluto ai fratelli de la ‘Patrouille de France'”.

E al buon intenditor, le poche parole.

L’indomani, domenica 29 aprile, altro intervento sull'”aérodrome” di Salon-de-Provence, con gli stessi programmi del giorno precedente… ancora con le “Red Arrows” che volavano “rasoterra” e con le “Frecce Tricolori” senza la contestata “bomba”.

Foto di Jean-Michel Lefebvre © da super-mystere.net

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