Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2020

da “Circolo della PAN” – Notiziario riservato ai Soci del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, anno 19 – n° 34 – 01/10/2017 – pagg. 12 e segg.

Ten. AAran D’ANIELLO LIBERATA

Tenente AAran LIBERATA D’ANIELLO originaria di Pompei (NA), é stata la prima donna della storia ad entrare nella Pattuglia Acrobatica Nazionale cinque anni fa esattamente il 30 Ottobre 2012 e da quest’anno, quale  Responsabile Sezione Pubbliche Relazioni e Speaker, è lei a presentare lo show delle Frecce Tricolori.

Ha realizzato il suo sogno nato da bambina quello di entrare nelle Frecce Tricolori; il colpo di fulmine avvenne durante uno show della PAN a Salerno e da quel momento ebbe le idee chiare.
Dopo il Liceo Scientifico, nel 2007 è entrata in Accademia Aeronautica a Pozzuoli nel Corso Ibis V° e si è laureata in Scienze Aeronautiche per poi essere assegnata alla Pattuglia Acrobatica Nazionale.

“Ho sempre sognato di diventare un Ufficiale dell’Aeronautica Militare. Il mio era un vero e proprio sogno, visto che quando ero piccola le donne ancora non potevano entrare a far parte delle Forze Armate.
Ricordo bene l’esibizione delle Frecce Tricolori a Salerno dell’agosto 2002, quando ormai l’Aeronautica era accessibile anche alle donne.
Quel giorno mi resi conto che il sogno poteva diventare realtà”.

«Dal 2012», ha spiegato la D’Aniello, «sono entrata nella PAN e ne sono contentissima. Anche se, quando sono entrata, ero l’unica donna non ho avuto alcuna difficoltà a rapportarmi coi colleghi e con i Piloti perché, essendoci regole militari da rispettare, c’è molta attenzione a “chi fa cosa”. La gerarchia militare, inoltre, non distingue tra uomini e donne. E poi», sorride, «ero già abituata a stare a contatto 24 ore al giorno coi colleghi maschi, visto che ho fatto l’Accademia».

Dal 2014 ha duettato all’americana con il Ten. Col. Andrea Soro, voce storica della PAN, commentando l’esibizione delle Frecce Tricolori durante il loro volo, spiegando le diverse manovre e facendo capire meglio al pubblico ciò a cui si sta assistendo.
«Commentare il volo delle Frecce Tricolori al pubblico mi rende molto orgogliosa ma, contemporaneamente, sento sulle spalle la responsabilità di valorizzare nel giusto modo le manovre acrobatiche», ha spiegato il giovane Tenente. «Ogni singola figura», ha aggiunto, «è frutto di tanto addestramento e per questo cerco di mettere lo spettatore nelle condizioni di comprendere quanta «fatica e concentrazione» ci sia dietro un tonneau o un looping.».

Il ruolo di Responsabile delle Pubbliche Relazioni della PAN non si limita alla presentazione del volo durante gli Airshow, ma prevede anche la titolarità di tutte le relazioni esterne.
“Le Frecce Tricolori hanno il compito di rappresentare i valori e le professionalità dell’intera Forza Armata e questo è, oltre che un onore, anche una forte responsabilità per ogni appartenente al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico”.
Sul momento più emozionate dell’esibizione la Ten. D’Aniello non ha dubbi: “I colori della nostra bandiera stesi per tre chilometri sulle note del “Nessun dorma” di Puccini, cantata dal Maestro Luciano Pavarotti, mi riempiono di orgoglio”.

Io, prima donna nella P.A.N. ogni volta è un’emozione !!!

Breve intervista di Chiara Giannini - 18/06/2017

LIBERATA D’ANIELLO, la prima donna nella PAN.
Com’è il ruolo di speaker in rosa?
«Sì, sono stata la prima assegnata al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico e adesso ricopro l’incarico di Capo Sezione Pubbliche Relazioni e Speaker durante le manifestazioni.
È un’emozione ogni volta, sebbene sia un’attività che facciamo ogni fine settimana.
Rappresentiamo colleghi che lavorano dietro le quinte 365 giorni all’anno per garantire la sicurezza del Paese.
Per cui abbiamo anche la responsabilità di lavorare sotto i riflettori per rappresentare circa 40mila militari».

Da quante persone è composta la squadra delle Frecce Tricolori?
«Circa cento, non tutte ci seguono sempre alle manifestazioni.
Solitamente a ogni appuntamento si sposta circa un terzo del Gruppo».

Il penultimo speaker della PAN è stato Andrea Saia, che purtroppo è venuto a mancare di recente. Che ricordi hai di lui?
«Ho avuto modo di conoscere il Ten. Col. Saia, abbiamo lavorato insieme per qualche anno: è stato lui il vero speaker delle Frecce Tricolori, per me.
Quando ero piccola e avevo il sogno di fare questo lavoro questo incarico era ricoperto da lui».

Come ti trovi in un gruppo di tutti uomini?
«Non trovo nessuna difficoltà anche perché quando mi sono arruolata la Forza Armata era già preparata all’ingresso delle donne, entrate nel 2000.
Quando sono entrata al Gruppo ero sì la prima donna, ma i miei colleghi avevano già lavorato con colleghe donne prima negli altri Reparti».

A un giovane che inseguisse il sogno di entrare nella PAN che diresti?
«Di inseguire il proprio sogno, di farlo con determinazione e di crederci tanto perché questo è l’unico modo per riuscire a raggiungere i propri obiettivi».

Vale la pena scegliere l’Aeronautica Militare?
«Io lo rifarei altre cento volte».

Cap. GArn ROSSI ELISA

Dal 28 Ottobre 2014 la seconda donna alla PAN è il Capitano GArn ELISA ROSSI, originaria di Milano, che, con gli incarichi di Capo Sezione Tecnica e Capo Sezione Controllo Qualità del Servizio Efficienza Aeromobili, svolge un ruolo di grosso rilievo partecipando alle attività di coordinamento e supervisione della manutenzione dei velivoli della Pattuglia.

Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico, ha frequentato l’Accademia Aeronautica dal 2002 al 2008 con il Corso Centauro V° e si é laureata in Ingegneria Aerospaziale ed Astronautica.
Assegnata al 51° Stormo dal 2008 al 2014, ha rivestito gli incarichi di Capo Sezione Armamento, Linea Volo, Propulsori e Addetto all’Ufficio Tecnico del Gruppo Efficienza Aeromobili.
È stata inquadrata nel Task Group Black Cats a Herat in Afghanistan nei periodi nov. 2009 – mar. 2010 e lug. 2012 – nov. 2012 e ha preso parte all’Operazione Unified Protector nel 2011.

Da tre anni è dunque entrata a far parte dello staff tecnico delle Frecce Tricolori il Cap. Elisa Rossi la seconda donna alle Frecce Tricolori dopo l’ingresso, nel 2012, del Ten. Liberata D’Aniello.
«Ha aumentato la quota rosa è un ingresso importante con responsabilità molto elevate e ha tutta l’esperienza per ricoprire questo ruolo. In futuro sarà una pedina importante della squadra».

Due passi importanti sono stati compiuti, é aumentata la presenza delle donne all’interno dello staff della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Un nuovo inizio, insomma.
Ora si attende di poter vedere una donna seduta alla cloche di uno dei dieci velivoli in dotazione, gli Aermacchi MB339.
Una svolta storica che forse non tarderà ad arrivare.

Pattuglia “rosa” nello staff un’altra donna

Breve intervista di Assenzio Gaddoni – 15/09/2017

ELISA ROSSI, seconda donna nella PAN, come nata l’idea di entrare in Aeronautica?
«Già durante il 4° anno di Liceo maturavo il desiderio di entrare in Aeronautica e in particolare in un ruolo che mi desse la possibilità di stare a continuo contatto con il volo e l’attività operativa.
Una volta aperte le FF.AA. all’arruolamento femminile e venuta a conoscenza dell’esistenza del ruolo tecnico, mi sono candidata.»

La passione per il mondo dell’ingegneria Aerospaziale ed Astronautica da dove proviene?
«Direi naturale propensione, come quando a scuola si preferisce studiare una materia piuttosto che un’altra.
Mi interessano gli aspetti tecnici delle cose e naturalmente gli aeroplani.»

L’impatto con il mondo militare essenzialmente maschilista come è stato?
«Il mondo militare è sicuramente a prevalenza maschile, ma nella mia esperienza non mi sono mai imbattuta in episodi di maschilismo.
Siamo tutti militari, con la stessa formazione e gli stessi compiti, e quindi paritetici dal punto di vista dell’impiego.
In manutenzione degli aerei inoltre si parla un linguaggio tecnico e uguale per tutti: questo facilita il lavoro.»

Come è stata la prima esperienza in un Reparto Operativo impiegata anche in teatro di guerra quale l’Afghanistan?
«L’impiego in un Reparto Operativo è un’esperienza unica per chi ha il privilegio di viverla: tanto lavoro da fare, tante cose da imparare e una volta “a regime” la voglia di fare sempre meglio al fine di rendere possibile e più performante l’attività dello Stormo cui si appartiene.
Un’esperienza che arricchisce permettendo di osservare tutti gli aspetti che riguardano un Reparto Operativo: l’attività di volo, i rischieramenti nazionali e internazionali per addestramento, gli aspetti logistici e operativi, la logistica di proiezione, le Operazioni Fuori dai Confini Nazionali.
Definirei l’esperienza in Afghanistan la più faticosa che abbia fatto ma di altissima soddisfazione.
Ho avuto il privilegio di far parte dei Black Cats due volte, al momento di apertura del Task Group nel 2009 e tre anni dopo nel 2012 ed ancora di occuparmi del “redeployment” due anni dopo nel 2014.
Un’esperienza umana impagabile: ogni volta più di 4 mesi di lavoro a contatto con i colleghi nelle più disparate condizioni, entrare in contatto con competenze e attività diverse, nazionali e non, e poi la speranza di lasciare una terra un po’ più “libera” di come la si era trovata… sarei pronta a ripartire anche ora.»

Com’è stato il rapporto gerarchico con i superiori e dipendenti?
«Quasi sempre sereno e di fiducia. Come ho già detto, indossando le stellette e facendo un lavoro prettamente tecnico, è difficile non sapere in quale direzione muoversi, a tutti i livelli.»

Era un sogno nel cassetto, dopo l’impiego al 51° Stormo di Istrana, essere assegnata alle Frecce Tricolori?
«Non un sogno nel cassetto, ma un desiderio che ho sempre avuto dai primi anni di servizio e che si è sicuramente delineato quando ho avuto la possibilità di partecipare alla selezione.
Appartenere alle Frecce Tricolori per me rappresenta il privilegio di avere il compito di giungere a tutti i nostri connazionali in rappresentanza di tutti i Reparti dell’Aeronautica, e naturalmente di portare l’orgoglio della nostra bandiera in Italia e nel mondo.»

Eventuali differenze sostanziali delle problematiche tecniche e non solo affrontate al Reparto Operativo ed alle Frecce Tricolori con un aereo in linea dal 1982?
«Anche il velivolo AMX, con cui è equipaggiato il 51° Stormo e sul quale ho lavorato, è in servizio da un periodo non recente.
AMX e MB339 sono velivoli con ruoli e caratteristiche profondamente diversi: in alcune aree tecniche i problemi sono gli stessi, in altre no.
Sul velivolo AMX, equipaggiato con un numero maggiore di sistemi operativi e d’arma rispetto a quelli presenti sull’ MB339, c’è stato un po’ più da imparare e un aggiornamento continuo da mantenere in relazione a come si è evoluta negli anni la configurazione del velivolo.
A mio avviso il fatto che un velivolo sia in linea dal 1982 non deve essere visto come un fattore necessariamente limitante se non per le difficoltà logistiche nel supporto dello stesso che, dopo più di 30 anni e con il veloce mutare delle tecnologie, a volte è sofferente e quindi meno efficiente.
Un cambio della guardia permetterebbe tuttavia di ricominciare a crescere non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello delle procedure.»

Come sono i rapporti umani tra gli appartenenti le Frecce Tricolori a prescindere dal grado e ruolo?
«Sono quelli di un Gruppo di Volo, e per di più peculiare come lo è la PAN: si fa tutto assieme.
Questa è un’altra delle ragioni per le quali ho scelto di farne parte.»

Aspettative ed aspirazioni personali…?!
«A costo di dare l’impressione di non averne, rispondo che desidero godermi quello che ho: il mio lavoro resta per me il più bello che si possa fare in AM e vorrei che durasse il più a lungo possibile.
Dopo qualche dubbio sulla scelta intrapresa di “donna con le stellette” … il sicuro orgoglio dei genitori!
Per fortuna nessun dubbio: i miei genitori mi conoscono bene e sono sempre stati con me!»

Lontano il tempo del gira gira l'elica romba il motor...

di Paolo Cautero
da ilgazzettino.it, 6 Gennaio 2019 [ fonte ]

Lontano il tempo del gira gira l’elica romba il motor, canto dei baldi giovanotti italiani degli anni Venti e Trenta, che gorgheggiavano spensierati di ardimento, mamme, primi amori, occhioni di bimbe affascinate dalle loro divise color cielo. Compiacendosi della vita bella dell’aviator, orgogliosi alfieri dell’allora neonata Regia Aeronautica.

Ma il mondo gira. E l’Arma azzurra si tinge sempre di più di rosa, dal Duemila, quando ha deciso di aprirsi anche alle donne. Un’idea azzeccata, visto che la presenza femminile è andata subito lievitando in modo esponenziale: oggi si contano almeno duemila unità sulle quasi quarantamila dell’intera Arma. E una buona quota sono ufficiali (la più alta in grado è tenente colonnello).

Le donne sono valore aggiunto della Forza aerea, dove portano la loro determinazione, capacità organizzativa, sensibilità particolari. Sono professionali, preparate, niente affatto in condizione subalterna.

Basta fermarsi all’aeroporto Mario Visintini di Rivolto (intitolato ad un pilota istriano caduto nel 1941 in Africa) per trovare degli esempi. Alla base friulana del Secondo Stormo, che ospita anche le Frecce Tricolori.

Della PAN, Liberata (trattandosi di personale in servizio, viene suggerito di non rivelare ulteriori dati anagrafici) è l’attuale capo ufficio Pubbliche relazioni, nonché speaker ufficiale nelle esibizioni. Originaria di Pompei, genitori titolari di un’agenzia organizzatrice di eventi, due fratelli di cui uno Carabiniere, confessa che assistendo da ragazzina ad una manifestazione delle Frecce sul mare di Salerno ha intuito il suo destino.

Eccola quindi in Accademia dal 2007 al 2012, laureandosi in Scienze aeronautiche, per trovare poi subito collocazione a Rivolto e assumere gli attuali incarichi due anni fa. Ha il grado di capitano. Single, piuttosto riservata, le piace cucinare e conserva l’hobby per la danza classica. Vi si era dedicata da bambina, poi aveva sospeso in quanto occupata dalla carriera militare. Ha ripreso da poco e le piace molto: sana pratica, utile per fisico e mente, cui esercitarsi privatamente in palestra.

«Stare nelle Frecce Tricolori costituisce un’esperienza unica ammette anche se so che rimarrà solo una parentesi della mia vita professionale. Che comunque voglio fortemente continui sempre in Aeronautica».

Sua collega e pari grado in Pattuglia è la milanese Elisa Rossi, a capo di una delle strutture tecniche – composte da garantiti specialisti – addette al buon funzionamento dei velivoli MB339-PAN in dotazione al Reparto. Laureata in Ingegneria aeronautica, a Rivolto è approdata quattro anni fa dopo l’esperienza al 51° Stormo di Istrana. Single, ora si trova in missione all’estero per alcuni mesi.

Un’altra coppia di aviatrici sta al comando del Secondo Stormo. Cristina è da poco diventata maggiore. Fa parte del cosiddetto Commissariato: struttura che cura questioni amministrative, finanziarie e relative al patrimonio. È di Roma, studi classici e passione giovanile per il mezzofondo, in Accademia nel 2001 assieme a Samantha Cristoforetti: trentina diventata famosa in quanto prima astronauta italiana.

Ma proprio ai tempi dell’Accademia – dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza – c’è stato per lei l’incontro fatale con un altro allievo: il pordenonese Emanuele destinato poi a rivelarsi pilota di assoluto valore, come testimonia il suo attuale inserimento nella formazione delle Frecce Tricolori. Al tempo, entrambi non potevano sospettare di ritrovarsi un giorno a Rivolto dove sono arrivati, naturalmente in coppia, nel 2016.

Oltre al matrimonio li accomuna la grande passione per i viaggi ne hanno già compiuti tanti – e per l’Udinese di cui sono tifosi: entrambi abbonati alla Curva Nord dello stadio Friuli.

Praticamente una matricola, rispetto alle tre colleghe, è la sottotenente Alessandra che rivendica la personale matrice di nascita fra pugliese e campana in omaggio rispettivamente a madre e padre Giuseppe. Proprio quest’ultimo l’ha indirizzata verso la carriera aeronautica, ovvero la sua stessa Arma: era infatti sottufficiale capogruppo antincendi all’aeroporto Rovelli di Amendola presso Foggia. Non c’è invece riuscito con le altre due figlie: una farmacista e l’altra psicologa. Alessandra vanta due lauree: Scienze internazionali a Milano e Giurisprudenza a Macerata. Intanto in Ferma prefissata della durata di trenta mesi, dovrebbe passare in seguito al Servizio permanente.

Nell’Accademia c’è stata all’inizio di quest’anno, lasciando perdere l’ambizione di entrare in Magistratura: decisione non si sa però quanto definitiva. Anche lei si dedica a compiti amministrativi. Sposata da tre anni con un commilitone, graduato in servizio invece a Pratica di mare, aspetta con ansia le imminenti festività per trascorrere assieme il Capodanno a Londra.

Eccolo un poker dell’Onda rosa nell’Arma azzurra. Donne decise che non temono di competere e altrettanto ferme nel conservare la loro femminilità e desiderare una vita normale completa di sogni, speranze, progetti. L’ammonimento che essere donna è un compito difficile consistendo prevalentemente nell’avere a che fare con gli uomini non le spaventa. Le sorregge una giusta dose di ambizione e un’adeguata preparazione.

Avvicinandosi al primo secolo di vita – ricorrerà nel 2023 – l’Aeronautica Militare italiana s’è così ricavata una risorsa impensabile solo pochi anni fa. Azzardare che il suo futuro è femmina, sembra magari eccessivo. Certo si tratta di una realtà significativa e convincente, sintonizzata con i tempi.

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