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di Anna Castellana
da savonanews.it, 20 settembre 2008 [ fonte ]

Si svolgerà questo pomeriggio sul lungomare di Varazze la manifestazione che vedrà esibirsi le ‘Frecce Tricolori’, la pattuglia acrobatica nazionale (PAN) dell’Aeronautica Militare Italiana (AMI).

SV News ha incontrato il Comandante delle ‘Frecce Tricolori’, Magg. Pil. Massimo Tammaro, un vanto per la nostra regione: originario di Savona, classe 1968, è entrato in PAN all’età di 30 anni ed oggi, 3.450 ore di volo alle spalle, in formazione occupa la posizione Pony 0.

“Sono l’unico ligure fra gli 11 piloti, nato e vissuto sempre a Savona. L’ho lasciata solo per entrare in accademia ed iniziare questa avventura in aeronautica militare. Sono l’unico ligure ad essere diventato leader delle ‘Frecce Tricolori'”.

La nostra PAN è la più numerosa ed una tra le più prestigiose compagini acrobatiche del mondo. Quale iter deve seguire un ragazzo per arrivare a far parte delle ‘Frecce Tricolori’?

“I piloti delle ‘Frecce Tricolori’ sono tutti militari dell’AMI, quindi per prima cosa occorre entrare in accademia e frequentare i corsi da pilota. Dopo un dato numero di anni, che significa un dato livello di esperienza, si può fare domanda per accedere tramite concorso alle ‘Frecce Tricolori’. La domanda può essere presentata una sola volta nella fascia di età fra i 26 ed i 36 anni. Si tratta di una selezione interna all’AMI fra piloti che godono di certi requisiti. Occorre ad esempio provenire dalle linee aerotattiche dove si guidano velivoli ad alte prestazioni ed avere determinate qualifiche sul curriculum. Superato il prescreening, si valutano soprattutto il carattere e le doti umane: è la persona a fare la differenza. L’intera squadra delle ‘Frecce Tricolori’ decide il nuovo compagno vivendoci a stretto contatto e non è mai successo che le gerarchie cambiassero il nome scelto”.

Per quanto tempo è possibile rimanere in PAN?

“Si va da un minimo di 4 anni ad un massimo di 10, ma può raggiungere il massimo solo chi, come me, arriva a fare il comandante. Mi reputo un ragazzo fortunato perché lascerò le ‘Frecce Tricolori’ l’anno prossimo, dopo ben 11 anni!”

Quali saranno allora i suoi progetti?

“E’ molto difficile rispondere a questa domanda. E’ già da un po’ che ci penso, pur mancando ancora più di un anno. Non so se rimarrò nelle Forze Armate o cambierò lavoro. Secondo me è impossibile trovare nell’ambito del volo qualcosa di altrettanto affascinante e capace di darti gli stessi stimoli di questa professione, che si inizia e si finisce da giovani: con i miei 40 anni sono il più ‘vecchio’ del team!”

Oltreché in tutta Italia, portate gli airshow delle ‘Frecce Tricolori’ anche all’estero?

“Sì, per parecchi anni ci siamo esibiti soprattutto fuori dal nostro Paese. Ultimamente abbiamo ridotto le uscite per motivi di bilancio. La finalità dello spettacolo all’estero è dimostrare l’eccellenza dell’Italia, per questo le uscite vanno approvate da una serie di dicasteri. I componenti della PAN sono chiamati a rappresentare i valori umani e professionali di tutte le Forze Armate ed i velivoli che pilotiamo, Aermacchi MB339, sono interamente italiani dal progetto risalente al ’79 alla costruzione. In estrema ipotesi di crisi internazionale le ‘Frecce Tricolori’ sarebbero in grado di entrare in combattimento”.

Cosa si prova durante un’esibizione acrobatica?

“Non è semplice descrivere le sensazioni durante il volo. C’è da dire che l’attività acrobatica è molto impegnativa per il pilota: stressante e pesante dal punto di vista fisico a causa delle sollecitazioni a cui si è sottoposti. Il compenso sono le tante soddisfazioni professionali, quando il risultato che si ottiene è la precisione del volo, e l’affetto della gente che ci segue”.

Avete dei riti scaramantici prima di salire sull’aereo?

“Tanti piloti fanno dei gesti per scaramanzia, addirittura hanno un determinato modo di vestirsi in vista del volo. Bisogna ricordarsi, infatti, che siamo ragazzi normalissimi, con tutti i pregi e difetti dell’uomo”.

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