Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2021

È stata entusiasticamente onorata la pattuglia acrobatica belga

Successo caloroso del Meeting 77 dell'aeronautica - Ammirazione e simpatia hanno accompagnato la perfetta e spettacolare esibizione delle Frecce Tricolori

di Sergio Mecchia
da Il Piccolo, anno 96, n° 9459, 3 luglio 1977, p. 3

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SINT-TRUIDEN — Con una manifestazione aerea che ha richiamato un pubblico di quasi centomila persone, St.-Truiden e l’Aeronautica Militare Belga hanno celebrato il «giubileo d’argento» dei Diavoli Rossi.

Sint-Truiden, capoluogo della Hesbaye limburghese, è una graziosa cittadina fiamminga ricca di storia, monumenti e curiosità turistiche, sita più o meno a metà strada tra Bruxelles e Liegi e sede dell’aeroporto militare di Brustem. una delle maggiori basi del paese.

«Diavoli Rossi» — les Diables Rouges o de Rode Duivels, a seconda della parlata vallona o fiamminga — è invece il nome della pattuglia acrobatica nazionale belga, di cui quest’anno ricorre appunto il 25.o anniversario della costituzione.

L’acrobazia aerea militare ha anche in Belgio tradizioni alquanto solide e le sue prime origini possono essere fissate nel 1933, quando alcuni piloti dell’Aéronautique Militaire incominciarono a esibirsi, individualmente o in collettivo, nelle varie manifestazioni in patria e all’estero. Questa attività ebbe ovviamente bruscamente termine con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ma già all’indomani della fine del conflitto, con la ricostituzione dell’aeronautica, iniziarono l’attività alcune pattuglie acrobatiche nate quasi spontaneamente in seno ai vari reparti. In seguito, con l’introduzione in servizio degli aviogetti da caccia Meteor, esse finirono per confluire in un’unica formazione, quella degli Acrobobs, che venne poi riconosciuta quale formazione ufficiale della Force Aérienne Belge (o Belgische Luchtinacht) assumendo definitivamente il nome di «Diavoli Rossi».

Dotata inizialmente dei Gloster Meteor, la formazione passò presto ai ben più prestanti Hawker Hunter, che rimasero in linea sino al 1963. Dal 1965 impiega il Fouga Magister, un piccolo bireattore da addestramento di produzione francese tuttora in linea.

Colori nazionali

I «Diavoli» operano in formazione di sei velivoli interamente dipinti di rosso, ad eccezione della fascia bianca continua lungo la fusoliera e delle superfici alari inferiori decorate con i colori nazionali. I piloti in organico sono sette e il capo formazione è il Commandant Leo Lambermont, un veterano della Ecole de Pilotage Avancé dì Brustem, con oltre 6.500 ore di volo all’attivo.

A Brustem i Diavoli Rossi hanno fatto gli onori di casa tracciando nel cielo in apertura della manifestazione i colori della bandiera nazionale, e concludendola con una esibizione di circa 20 minuti, impegnandosi al massimo e dando un eloquente saggio della loro abilità professionale. Il loro programma è risultato piacevole ed efficace, impostato com’è su una serie di rapide trasformazioni e cambi di formazione (a 6 elementi, a 5+1 e a 4+2), improvvise aperture abbondantemente sottolineate dall’impiego delle fumate tricolori, e sul lavoro molto pulito, dei due solisti.

Con essi si sono misurate, gareggiando in bravura, la Patrouille de France e le nostre Frecce Tricolori. (Forse non è del tutto esatto dire che, nel corso di una semplice esibizione, delle pattuglie acrobatiche si siano misurate tra di loro, ma il confronto diretto finisce sempre per sfociare inevitabilmente in una piccola competizione sportiva).

La Patrouille de France si è esibita nel suo standard abituale, che era e rimane altissimo, fornendo una prestazione notevole, seppure meno spettacolare ed efficace di quella dei «cugini» belgi, sicuramente stimolati in misura maggiore dall’importanza dell’appuntamento.

Impietoso decollo

A mettere d’accordo tutti con una prestazione impeccabile, che ha veramente entusiasmato i presenti, sono state le Frecce Tricolori, già molto popolari in Belgio e fatte segno a calorose quanto continue attestazioni di simpatia. La prestazione della PAN, culminata con una spettacolare esecuzione della «bomba», a onta delle condizioni atmosferiche non certo ideali, è stata eccellente a giudizio unanime ed è valsa al «blue team» la palma, sia pure platonica, della miglior formazione presentatasi a Brustem. Che gli uomini del magg. Gallus fossero in particolare vena lo si era visto sin dalle prove di venerdì, al termine delle quali Neil Anderson, capo collaudatore della General Dynamics e pilota dello F-16, aveva confidato al ten. col. Barberis, comandante del 313.o Gruppo Addestramento Acroba-tico di Rivolto, «your performance has been by far the best I ever seen…».

Lo stesso Anderson si è reso poi protagonista di una delle esibizioni del Meeting, presentando da par suo lo F-16, il nuovo caccia statunitense adottato da quattro paesi europei, tra cui lo stesso Belgio. Dopo un impietoso decollo in coppia con un malcapitato F-104G (l’aereo che lo F-16 è destinato a sostituire), il pilota ha dato un eloquente saggio delle eccezionali qualità manovriere della macchina. Anche il pubblico italiano avrebbe dovuto avere l’opportunità di ammirare le doti di, questo caccia all’ormai prossima parata aerea di Aviano (oggi, 3 luglio), ma questo programma è stato annullato in quanto il velivolo è dovuto rientrare negli Stati Uniti per una serie di test in vista di una sua presentazione ufficiale a un paese arabo sempre più interessato alla sua adozione (in concorrenza con il Mirage F.1 francese).

Prima dello F-16 si era esibito, giungendo in volo direttamente da Bitburg, l’altro nuovo caccia dell’USAF, il poderoso. F-15, dislocato in Europa dall’inizio del corrente anno. Altre esibizioni avevano visto impegnati nell’ordine un elicottero Bo. 105 dell’esercito olandese, la pattuglia acrobatica belga degli Swallows, formaki da tre istruttori della Ecole de Pilotage Elementaire di Gossoncourt e dotati dei SIAI Marchetti 5260, un quadrigetto Vulcan della RAF, un F-5 olandese, varie formazioni di paracadutisti militari (tra i quali parecchie donne), l’assalto all’aeroporto condotto da unità paracadutiste appoggiate da carri leggeri Scorpion sbarcati sulla pista da due C-130H in missione tattica, un elicottero Sea King in missione di soccorso simulante il recupero di un pilota ferito, il decollo in massa di 13 F-104G e 14 Mirage 5, il passaggio di una formazione comprendente tutti i velivoli da trasporto in servizio nell’aeroporto belga, dal piccolo Islander al trireattore Boeing 727 e, per finire, la presentazione di un altro velivolo ormai prossimo a entrare in servizio nella FAB/BL, il piccolo e piacevole addestratore franco-tedesco Alphajet, già scelto per il riequipaggiamento, agli inizi degli anni ’80, tanto dei Diables Rouge che della Patrouille de France.

In conclusione, uno spettacolo aviatorio ottimamente riuscito a onta di una giornata non troppo favorevole dal punto di vista atmosferico. Al successo ha contribuito non poco l’ottima organizzazione predisposta dall’aeronautica militare belga, per la quale il Meeting è ormai da tempo un appuntamento fisso con scadenza biennale.

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