Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2026
Le «Frecce Tricolori '76»
Spettatori d'eccezione a Rivolto 2000 aviatori in congedo - Riproposta la formazione «9+1» - I piloti della «squadra»
di Giorgio Verbi
da Il Piccolo, 22 marzo 1976, p. 2
Udine, 21
Primo appuntamento stagionale per íl 1976 della pattuglia acrobatica nazionale «Frecce Tricolori», che nel cielo di Rivolto si è esibita questa mattina davanti a circa duemila aviatori in congedo delle associazioni dell’Arma aeronautica dell’Italia settentrionale, dopo aver salutato a Padova le «Penne nere» partecipanti al raduno nazionale, con un passaggio sul corteo degli alpini in sfilata con le «fumate tricolori».
Un appuntamento particolarmente impegnativo, sia perché si trattava di verificare i frutti del lungo allenamento sostenuto anche allo scopo di permettere il definitivo inserimento in formazione di nuovi piloti, sia per vedere di nuovo all’opera le «Frecce» nella formazione «9+1», che è la più classica anche perché permette di sviluppare nella maniera più completa e compiuta le figure che compongono il programma.
L’attesa non è andata delusa, questa mattina. Agli ordini del ten. col. Franzoi, che ha diretto l’esibizione da terra nella sua qualità di comandante del 313.o Gruppo di addestramento acrobatico, del quale la pattuglia fa parte, i magnifici nove e il solista si sono levati ed esibiti in volo in maniera ancora una volta perfetta, suscitando l’entusiasmo della folla presente e presentando il biglietto di visita per il fitto calendario di appuntamenti delle maggiori manifestazioni aeree nazionali ed estere, nelle quali la pattuglia sarà impegnata nel corso della stagione.
Anche questa mattina, dopo che lo speaker magg. Renato Rocchi aveva presentato le varie figure, i componenti la pattuglia si sono cimentati nella «bomba», ammirata e applaudita da spettatori qualificati ed esigenti, ma anche i primi a rimanere entusiasti per la manifestazione.
La formazione delle «Frecce Tricolori 1976» accomuna, come del resto è nell’ordine logico delle cose, piloti vecchi e nuovi, che, sotto la guida esperta di coloro che con il volo acrobatico sono dei «veterani», ce la mettono tutta per mantenere la pattuglia acrobatica su altissimi livelli. Capoformazione è stato confermato il cap. Gallus, ma anche il «solista» è un nome già noto, il cap. Purpura Il resto della formazione è così composto: primo gregario di sinistra, cap. Soddu; secondo gregario di sinistra, ten. Carrer; primo gregario di destra, cap. Boscolo; secondo gregario di destra, ten. Ruggero; primo fanalino, cap. Montanari; terzo gregario di sinistra, cap. Petri; terzo gregario di destri, ten. Valori; secondo fanalino, cap. Gaddoni.
da Il Piccolo, 26 marzo 1976, p. 5
Un ringraziamento alle «frecce tricolori»
«Sono un affezionato lettore del “Piccolo”, che considero un giornale serio, sempre coerente ai propri ideali di prospettare le cose secondo principi di realtà e verità, principi ai quali tutti i giornali dovrebbero attenersi, soprattutto quatido si tratta di riportaxe notizie di cronaca: le idee, si capisce, possono anche differire, senza per questo apparire meno “reali” e “vere” ai compilatori degli articoli di fondo, a seconda dei rispettivi punti di vista.
«Vengo ai fatto. In seconda pagina del “Piccolo” del 22 marzo leggo che la pattuglia delle “Frecce tricolori ’76” si è esibita in volo – dopo avere salutato le “penne nere” radunate a Padova – nella più classica formazione di “9 più 1” dinanzi agli aviatori in congedo (delle Tre Venezie), radunatisi all’aeroporto di Rivolto appunto per assistere alla prima uscita della prestigiosa formazione e per commemorare il 53.o anniversario della formazione dell’Arma aeronautica.
«Mentre corrisponde al vero che i fratelli alpini (dalle cui file provengono diversi aviatori, anche componenti della pattuglia acrobatica, in precedenti formazioni) venivano sorvolati dalla formazione aI completo (nove, senza l’ “uno”), a Rivolto (dopo l’atterraggio dei nove provenienti dal cielo di Padova) si è esibita in volo una formazione di soli “tre più uno”.
«Lungi da me (e, credo, dagli altri miei colleghi presenti a Rivolto, convinti che gli amici alpini ben meritano una simile dimostrazione di simpatia da parte degli aviatori) qualsiasi sentimento di invidia. Scrivo solo per mera pignoleria, permeato come sono dalla fobia per la distorsione della verità: non 9 più 1 ma 3 più 1.
«Anche se questa formazione ridotta (per “austerity”? Ma in altra parte del giornale leggo che per portare un ministro da Roma a Trieste si è impiegato un DC-9 dello stato maggiore) ha ugualmente entusiasmato i presenti (in particolare il “solista” cap. Purpura che ha volato, anche dopo l’ordine di atterraggio dato alla formazione, regalare ai presenti un “fuori programma” tutto suo, com’è uso fare anche in altre circostanze e al quale va un particolare “grazie”) non posso nascondere, tuttavia, la delusione provata nel constatare la mancata esibizione della pattuglia al completo, qualunque sia la causa che l’ha determinata.
«Ad ogni modo desidero esprimere anche con questo mezzo, interpretando il desiderio degli altri miei colleghi presenti, il più vivo grazie ai componenti tutti, sia piloti che specialisti o di governo, di questa meravigliosa formazione, orgoglio e vanto della vessata Aeronautica militare. Albino Mattel, aviatore in congedo».
da L’Alpino,
anno LVII, n° 4, aprile 1976, p. 7
Un rinnovato ringraziamento alla pattuglia acrobatica – Le Frecce tricolori – che ha disegnato nel cielo di Prato della Valle la caratteristica lunga striscia tricolore.
da Renato Rocchi, La meravigliosa avventura – Storia del volo acrobatico, vol. 3, Aviani editore, p. 210
Proprio in apertura di stagione – nella tradizionale “prima uscita” a Rivolto – dedicata ai Soci dell’Associazione Arma Aeronautica – un contrattempo voluto dai Comandi superiori – metteva in difficoltà il Comandante del 313° Gruppo.
Era il 21 di marzo – primo giorno di primavera – con un cielo splendente – le “Frecce Tricolori” erano impegnate alle 11.00 locali a Padova, per un passaggio con le fumate tricolori sullo sfilamento degli Alpini, in occasione dell’annuale Raduno Nazionale; al rientro, a Rivolto, era pianificata la presentazione del nuovo programma ai 2000 dell’Associazione Arma Areonautica, senonché perveniva perentorio l’ordine che i piloti non potevano sostenere due interventi nel lo stesso giorno.
La Sicurezza Volo lo imponeva.
Da buoni italiani – fatta la legge trovata la scappatoia -: a terra i velivoli, rifornimento, e i quattro piloti non impegnati nel passaggio a Padova effettuavano un allenamento sul campo.
A me l’incarico di “coprire” il disguido con una improvvisa ordinanza tecnica, che metteva a terra i G.91. E i quattro? erano stati già “revisionati” dai nostri bravi specialisti, perciò si era dalla parte del giusto.
Dio, quante “balle” per salvare la faccia!
I piloti della mini-formazione di quel primo giorno di primavera:
Purpura
Soddu – Liva
Bernardis
Eppure tutti si mostrarono felici e contenti.
L’indomani, i quotidiani regionali riportarono il resoconto dell’incontro, sottolineando, naturalmente, quel volo ridotto a 4 G.91.
Soltanto “Il Piccolo” usciva in cronaca su due colonne con il sottotitolo: “Spettatori d’eccezione a Rivolto 2000 aviatori in congedo. Riproposta la formazione di ‘9+1’. I piloti della squadra”.
Il disguido era dovuto al fatto che il cronista era di casa in Pattuglia, sapeva, era a conoscenza momento per momento come era pianificata una visita, e, semplicemente, ha anticipato il fuorisacco per andarsi a godere – fin dal mattino – una bella giornata in montagna. A volte capita …



