Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2019

Tutti i segreti della famosa pattuglia acrobatica - Mani sulla cloche - Piloti di un mito? Si può

da lavorofacile.eu – 22 gennaio 2011 [ fonte ]

Sommarietto
La squadra è composta da dieci apparecchi biposto Mb-339Pan costruiti dall’azienda italiana Alenia-Aermacchi.

Da cinquant’anni fanno letteralmente “girare la testa”, dovunque si esibiscano: sono le Frecce Tricolori, ovvero la Pattuglia acrobatica nazionale (Pan) dell’Aeronautica militare italiana formata da piloti tra i più preparati e apprezzati, in grado di suscitare entusiasmo e ammirazione. Ma che cosa bisogna fare per sedersi alla cloche di uno dei dieci aerei che compongono la formazione? Chissà quante volte, in particolare i più giovani, si saranno posti questa domanda di fronte alle evoluzioni mozzafiato degli apparecchi. Certo, non è una professione per tutti perché sono necessarie determinate caratteristiche. È però una strada che si può percorrere. Il primo passo è, naturalmente, l’arruolamento nell’Aeronautica militare. Poi bisogna conseguire il brevetto di pilota. Quindi…

Un po’ di storia

Lassù nel cielo cinquant’anni di emozioni

È verso la fine del 1960 che si decise di istituire la Pattuglia acrobatica nazionale, selezionando i migliori piloti dei vari reparti. La data di nascita ufficiale delle Frecce Tricolori è però il 1º marzo 1961 quando nell’aeroporto militare di Rivolto, a pochi chilometri da Udine, si radunò la prima squadra di piloti.
L’organico, inizialmente non numeroso come quello odierno, fu ampliato nel 1962 a nove elementi più il solista. Contemporaneamente si decise di usare, durante le esibizioni, i caratteristici fumi verdi, bianchi e rossi.
L’anno seguente arrivarono i cacciabombardieri Fiat G.91Pan, che sostituirono gli F-86E. Nel 1982 fu la volta degli attuali velivoli Mb-339Pan, aviogetti biposto da addestramento avanzato prodotti dall’azienda italiana Alenia-Aermacchi.
– Gli applausi dell’Italia e del mondo. Le Frecce Tricolori, che formano la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, hanno un programma di volo che dura circa mezz’ora: comprende una ventina di figure, alcune delle quali sono diventate famose e apprezzate non solo in Italia ma anche all’estero.
Per questo motivo, lo scorso dicembre, la Pan è stata premiata con il Winning Italy Award, un riconoscimento, giunto alla terza edizione, assegnato dal Ministero degli Esteri a coloro che più di altri hanno saputo promuovere e valorizzare l’immagine e la reputazione dell’Italia nel mondo.
– Servono anche tecnici e specialisti. Il 313º Gruppo addestramento acrobatico dell’Aeronautica militare non è composto solo dai piloti: intorno a loro si muove una struttura molto articolata, di cui fanno parte tecnici e specialisti, tutti sottufficiali e ufficiali.
Va precisato, infine, che l’addestramento di chi viene messo ai comandi degli apparecchi non si limita all’aspetto acrobatico ma comprende attività operative ed esercitazioni a fuoco per mantenere la qualifica di “Combat ready” (pronto al combattimento): tra i compiti del gruppo c’è, infatti, anche quello di concorrere – nell’eventualità – a operazioni di supporto aereo in appoggio all’Esercito, e così via. Le Frecce Tricolori si sono finora esibite in trentanove diversi Paesi.

Parla Marco Lant

È il comandante a terra della formazione

A spiegarci tutto è il tenente colonnello pilota, Marco Lant, che attualmente ricopre il prestigoso incarico di comandante a terra della formazione. Le sue sono indicazioni quanomai utili per capire se il desiderio di andare lassù possa un giorno trasformarsi in realtà. Insomma, quante probabilità ci sono di entrare nella pattuglia acrobatica? Vediamo.
Per diventare pilota delle Frecce Tricolori sono necessari specifici requisiti psico-fisici o di altro genere?
“I piloti delle Frecce Tricolori hanno prima fatto parte dalle linee operative dell’Aeronautica militare e, in particolare, della cosiddetta ‘linea caccia’. I requisiti professionali sono quelli comuni a tutti i piloti del Corpo”.
Come avviene la selezione?
“La selezione avviene dopo un’esperienza di circa dieci anni nella Forza Armata e si basa su requisiti non solo professionali ma anche caratteriali. Si prediligono, infatti, persone equilibrate che abbiano spiccate attitudini a condividere le proprie capacità con gli altri”.
Ci sono limiti di età?
“Non ci sono limiti di età e, comunque, sono legati ai requisiti richiesti: una certa anzianità di reparto e certe qualifiche che generalmente si acquisiscono, al momento delle selezione per la Pan, quando si hanno tra i ventisette-ventotto anni e i trent’anni”.
Che percorso si deve seguire?
“Di solito, i nuovi piloti – uno o due ogni anno – vengono assegnati nel mese di maggio e da quel momento cominciano un periodo di formazione e di addestramento della durata di un anno. All’inizio il loro ruolo sarà quello di osservatori: vivranno, cioè, tutte le fasi del volo acrobatico come passeggeri, seduti nell’abitacolo posteriore. Così potranno apprendere le dinamiche delle prove ed entrerare in confidenza con i meccanismi gestionali del gruppo”.
E poi?
“Verso il finire della stagione, una volta acquisite tutte le qualifiche sul velivolo, comincia l’attività addestrativa vera e propria in uno specifico ruolo acrobatico che corrisponde ad una posizione d’ingresso – quella di gregario – che si prolungherà per circa sei-sette mesi: da novembre fino alla successiva primavera”.
Quante ore di volo sono necessarie?
“Con circa 120 ore, e al di là dei requisiti di partenza, si acquisiscono la capacità e la professionalità necessarie per entrare in formazione. In totale si tratta di sei-sette mesi e di due voli al giorno”.
Dopo l’ingresso in formazione, in quanto tempo si arriva a ricoprire le posizioni previste dentro la pattuglia?
“L’addestramento iniziale è propedeutico ed è pertanto finalizzato a ricoprire – appunto – la posizione di gregario, che è la figura più numerosa. Per quanto riguarda le posizioni più particolari, quali Pony 1, che è il capoformazione, o Pony 6, che è il leader della seconda sezione, oppure Pony 10, che è il solista del gruppo, c’è bisogno di un’esperienza minima che corrisponde, in genere, a quattro stagioni trascorse come gregario”.
E per arrivare al ruolo di comandante?
“Chi viene prescelto quale capoformazione, tradizionalmente diventa poi comandante a terra del gruppo che, nella nostra formazione, è denominato Pony 0”.
Un impegno professionale intenso come il vostro richiede una dedizione totale?
“Come per tutte le specialità e professionalità dell’Aeronautica militare ci si trova impiegati sia in sede stanziale, presso i propri enti di appartenenza sia, nel nostro caso specifico, in trasferta che ci porta lontano dalla base-madre per quattro-cinque mesi all’anno. Sono più o meno i ritmi che vedono impegnati tutti i gruppi dell’Aeronautica militare che, per esercitazioni e attività operative, si devono comunque spostare. Dunque, in ogni caso, è un impegno intenso che richiede grande dedizione e grande sacrificio”.
Ma quando non si indossa più il casco delle Frecce Tricolori, quali incarichi si possono ricoprire?
“Lo sviluppo naturale della carriera di un pilota che lascia il gruppo dipende dal momento in cui si prende la decisione. Se si ricopre la posizione di gregario c’è la possibilità di rientrare nei gruppi operativi di cui si faceva parte. Oppure di fare esperienze presso altri gruppi dell’Aeronautica militare. Per chi, invece, lascia con un’anzianità maggiore, quale, ad esempio, quella di comandante, come il sottoscritto, esistono dei percorsi ben definiti a livello di Stato Maggiore e dunque di Ministero della Difesa, dove ci si concentra di più su attività di tipo manageriale-dirigenziale”.

La scheda

Se ti interessa qui puoi chiedere notizie

Stato Maggiore Aeronautica, 5° Reparto, 2° Ufficio relazioni con il pubblico, viale dell’Università 4 – 00185 Roma. Tel. 06.49866626. Orario di sportello: dal lunedì al giovedì dalle 8,30 alle 15. Il venerdì dale 8,30 alle 11,30.
– Ministero della Difesa, Direzione generale del personale militare (Persomil), Palazzo Muscoloni, viale dell’Esercito 186 – 00144 Roma. Tel. 06.517051012.
– Scuola militare aeronautica Giulio Douhet, Ufficio concorsi, viale dell’Aeronautica 14 – 50144 Firenze. Tel. 055.2704806.

Le sette mosse per spiccare il volo
1) Nell’Aeronaurica militare si entra attraverso un concorso che viene bandito annualmente. Chi supera le prove frequenterà la scuola militare Giulio Douhet.
2) Si viene assegnati alle linee operative e in particoare alla linea caccia.
3) La selezione per le Frecce Tricolori avviene dopo 10 anni di servizio.
4) Ogni anno, in genere, uno o due piloti vengono scelti per l’addestramento. Si volerà come passeggero. Il ruolo è quello di osservatore.
5) Se si superano le prove, comincia l’addestramento vero e proprio per un periodo di 6-7 mesi.
6) La fase di addestramento termina dopo 120 ore di volo. I voli in programma sono due ogni giorno.
7) Il ruolo successivo a quello di osservatore si chiama gregario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.